Come in uno specchio
Primo capitolo della cosiddetta trilogia del silenzio di Dio, Come in uno specchio rappresentò anche il primo deciso passo verso un sempre più complesso studio della luce naturale e verso un asciugamento degli orpelli estetici, per approdare al tipico dramma da camera bergmaniano. Leggi tutto
Il silenzio
Film scandalo nel '63, censurato in Italia, Il silenzio appare oggi, nella sua carnalità di messa in scena e nel contemporaneo scacco del linguaggio verbale, un fondamentale film di passaggio da una fase all'altra della filmografia di Ingmar Bergman. Leggi tutto
Sussurri e grida
Non esiste più il dubbio, né il silenzio di Dio, né la patetica parola dell'uomo, ma solo il rantolo di fronte alla morte che incombe: Sussurri e grida è tra gli approdi più estremi della filmografia di Ingmar Bergman. Leggi tutto
Un archivio Welles a Torino
Da più di vent’anni nella biblioteca del Museo Nazionale del Cinema di Torino è sepolto un amplissimo archivio cartaceo appartenuto a Orson Welles. Un ennesimo pezzo del complicato puzzle wellesiano che sarebbe necessario studiare e che finora non ha ricevuto sufficiente attenzione. Leggi tutto
Soldiers. Story from Ferentari
Storia d'amore omosessuale divertente e straziante, Soldiers. Story from Ferentari - presentato nel concorso lungometraggi al Trieste Film Festival - vale anche come saggio malinconico sulla 'vampirizzazione' delle classi sociali più povere. Leggi tutto
The Reconciliation
Girato con maestria, The Reconciliation del polacco Maciej Sobieszczański si pone come ambizioso affresco storico ma finisce per disperdersi parzialmente nei risvolti di un banale triangolo amoroso. Nel concorso lungometraggi al Trieste Film Festival. Leggi tutto
A Brief Excursion
Viaggio allegorico dagli accenti danteschi, A Brief Excursion del croato Igor Bezinović mostra con sguardo sincero e paradossale il malinconico passaggio dalla giovinezza alla maturità. Nel concorso lungometraggi al Trieste Film Festival. Leggi tutto
Aritmija
Una coppia di paramedici continuamente alle prese con la morte dei pazienti e con la fatale decisione di mettere fine al loro rapporto: Aritmija del russo Boris Khlebnikov è il penetrante ritratto di due solitudini, con echi del cinema di Cassavetes. Leggi tutto