Night Call
di Michiel Blanchart
In concorso alla 19esima edizione della Festa del cinema di Roma, La nuit se traîne (Night Call) di Michiel Blanchart è un gran bell’esordio, perché fa una cosa molto interessante: prende una città europea come Bruxelles e ne fa il centro adrenalinico e oscuro di una caccia all’uomo. Una Bruxelles notturna e fuori orario in cui si dipana una vicenda in apparenza puramente “di genere”, ma dall’anima sottilmente politica. E senza svilire il genere.
Agitator
Una sera, Mady, studente di giorno e fabbro di notte, vede la sua vita sconvolta quando apre la porta sbagliata e si ritrova accidentalmente coinvolto nella criminalità organizzata. In una città tormentata dalla violenza, ha solo una notte per trovare Claire, la donna che ha tradito la sua fiducia. Inizia il conto alla rovescia… [sinossi]
Già premio del pubblico al Festival Nouvelles Vagues de Biarritz, il lungo d’esordio La nuit se traîne (Night Call) del belga Michiel Blanchart è ora in concorso alla 19esima edizione della Festa del cinema di Roma. Ed è un gran bell’esordio, perché fa una cosa molto interessante: prende una città europea come Bruxelles e ne fa il centro adrenalinico e oscuro di una caccia all’uomo, un incubo di ascendenza kafkiano/scorsesiana, dal tramonto all’alba, una Bruxelles notturna e fuori orario, imperterritamente frammentata e disinquadrata, che acquisisce in tal modo lo stesso status scenico delle più celebri e tentacolari metropoli dei film statunitensi. Mady (Jonathan Feltre) di giorno studia e di sera fa il fabbro a domicilio, scassinando serrature o cavando fuori i cilindri delle porte d’ingresso di residenti rimasti fuori casa. Di certo neanche lui l’aveva vista prima una Bruxelles così, neanche la immaginava, nonostante in passato si fosse macchiato di un furto. Ma quella sera, la porta che va a scassinare si rivela, necessariamente, fatalmente, la porta sbagliata. Una porta per la quale Mady pensa di entrare e invece sta uscendo: quella porta è come un varco dimensionale per il quale accede a un mondo estraneo, ostile e feroce che inizia a dargli la caccia senza concedergli respiro.
In questa nuova Bruxelles la notte chiama (come recita il bel titolo internazionale, Night Calls, su cui si è poi basata la distribuzione italiana), la notte si trascina (come vuole quello originale), minuto dopo minuto, sempre più veloce, claudicante ma veloce, e non dà tregua. E la battuta/refrain che Mady si ripete, un lascito di suo padre, ovvero “quando tocchi il fondo puoi solo risalire” è una prece, una speranza talmente e con ogni evidenza malriposta da essere patetica e ridicola, dato il contesto. Ci ritroviamo perciò in Night Call in un canonico thriller, con i buoni e i cattivi, le vittime e i colpevoli, e qualcuno che è in mezzo alle due categorie. Il buono è Mady, ladro pentito, bravo ragazzo, gran lavoratore; i cattivi sono dapprima un nazista invasato, poi dei poliziotti corrotti, capitanati da Yannick (un misuratissimo, eccezionale Romain Duris) e infine una banda di mafiosi albanesi che restano fuori campo, ma la cui ombra aleggia minacciosa e complica l’intrigo. E poi c’è Claire (Natacha Krief), che è un’imbrogliona ma non malvagia, e il cui irreparabile errore ha un movente affettivo.
In questi territori di genere che ci sono ben noti e famigliari, s’inserisce poi un elemento politico fondamentale, ma mai invadente o sopra le righe. Mady è nero. Là fuori, in città, ci sono le manifestazioni incendiarie del movimento Black Lives Matter, con i poliziotti che caricano e manganellano alla cieca. Mady inizialmente se ne tiene alla larga, lui pensa solo a studiare e a lavorare. Ma alla fine si ritrova invischiato suo malgrado in una spirale di furia e violenza, poco importa che riguardi quello della malavita o quello delle cariche della polizia. Le due cose, agli occhi di Mady, confluiscono l’una nell’altra, senza soluzione di continuità. E così, lui che voleva rigare dritto, si ritrova a essere anche lui un agitatore, nel senso letterale del termine: un elemento che determina il passaggio da uno stato di quiete a uno di caos. Un elemento di disturbo. Prima erano tali solo i criminali che agivano nell’ombra, i piccoli ladri, i truffatori, tutto un sottobosco di cui il giovane preferiva ignorare l’esistenza. Così come preferiva ignorare quello dei manifestanti, ben più rumoroso e in piena vista. Adesso è costretto, per sopravvivere, a diventare come tutti loro: un uomo d’azione, un agitatore, un disturbatore. Chi sta fermo muore, finisce soffocato da un nastro adesivo applicato su naso e bocca oppure manganellato a morte dagli agenti antisommossa. E il culmine e l’apoteosi di tutto questo agitarsi e riversarsi nella notte della città, nelle strade, nei locali, nei bordelli, è di finire poi, in mezzo a tutti gli altri, proprio quelli che si volevano evitare: i manifestanti, gli agitatori che le danno e le prendono per i diritti di tutti, quegli stessi diritti che Mady aveva volutamente ignorato e che adesso non può più fingere che non lo riguardino. Per certi versi il film sembra la dimostrazione del teorema/aforisma di un celebre avvocato, attivista e politico americano che disse: “Anche se non volete occuparvi di politica, sarà la politica ad occuparsi di voi”. Che ci fa ancora più gioco nella lingua madre: “If you do not turn on to politics, politics will turn on you“, ovvero vi si metterà di traverso, vi si rivolterà contro, ma anche vi accenderà, ovvero vi agiterà.
Va riconosciuto a questo giovane e talentuoso cineasta belga di aver saputo creare con Night Call un perfetto connubio di cinema di genere e cinema di significati. E lo ha fatto più con la macchina da presa che con la penna (la sceneggiatura è sua, con la collaborazione di Gilles Marchand), ovverosia più con le immagini – il loro concatenarsi, ma anche la loro ambivalenza – che non con le parole, i proclami e le ideologie (una cosa su cui un cineasta blasonato come Steve McQueen dovrebbe meditare a fondo). Ma anche in sede di scrittura trapela una sottile ironia che non sta lì solo per alleggerire la tensione, ma che ne svela l’anima politica, la consapevolezza di usare un genere per parlare d’altro, ma senza per questo svilirlo. Sembra poco, ma non lo è, affatto.
Info
Night Call, il trailer.
- Genere: noir, thriller
- Titolo originale: La nuit se traîne
- Paese/Anno: Belgio, Francia | 2024
- Regia: Michiel Blanchart
- Sceneggiatura: Gilles Marchand, Michiel Blanchart
- Fotografia: Sylvestre Vannoorenberghe
- Montaggio: Matthieu Jamet
- Interpreti: Claire Bodson, Graham Guit, Jonas Bloquet, Jonathan Feltre, Marco Maas, Nabil Mallat, Natacha Krief, Romain Duris, Sam Louwyck, Thomas Mustin
- Colonna sonora: Tepr
- Produzione: Boucan Productions, Quad Productions
- Distribuzione: Unicorn
- Durata: 97'
- Data di uscita: 10/07/2025





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