Maschere e pugnali
Per l'ambizioso thriller spionistico antinazista Maschere e pugnali, Fritz Lang si confronta con gli stretti argini della Hollywood del dopoguerra, alle prese più che mai con un'opera di compromesso tra visione autoriale e logiche di studio. Leggi tutto
Keeper – L’eletta
Horror non facilmente incasellabile, Keeper – L'eletta è la conferma che Osgood Perkins, al suo meglio, tenta sempre strade nuove, si fida delle (e si sfida con) le proprie immagini, seppur muovendosi in territori polanskiani e lambendo suggestioni lynciane. Leggi tutto
Harakiri
Quarta regia di Fritz Lang, Harakiri si rifà alla celebre opera in tre atti di Giacomo Puccini. Lang, che non è un patito del melodramma, investe però tutto il suo fervore e la sua pignoleria nella costruzione scenica, per rendere quanto più possibile realistico il suo Giappone. Leggi tutto
Il dottor Mabuse
Pur mantenendo alcune caratteristiche tradizionali del genio criminale al limite del soprannaturale, tipico del cinema muto da Feuillade a Weine, il dottor Mabuse di Fritz Lang è però anche e soprattutto il primo criminale moderno. Leggi tutto
Acque del sud
L'incontro tra Howard Hawks e Humphrey Bogart, nonché l'esordio di Lauren Bacall, avvengono nel segno di una love story sotto copertura in Acque del sud. Presentato al Palazzo delle Esposizioni di Roma in occasione della rassegna A qualcuno piace classico. Leggi tutto
Jastimari – Il rifugio
Ambientato nel suggestivo scenario dei boschi delle Madonie, l'opera seconda di Riccardo Cannella Jastimari è il tipico horror italiano che horror non vuol essere, che un po' se ne vergogna, che vuole trattare temi "alti" utilizzando una veste popolare. Leggi tutto
Pillion – Amore senza freni
Onesto e sincero nelle premesse come negli sviluppi, Pillion – Amore senza freni dell'esordiente Harry Lighton si addentra nei meandri di un rapporto sadomaso che interroga il proprio pubblico senza rassicurarlo: chi conosce davvero le regole dell'amore? Leggi tutto
Il gabinetto del dottor Caligari
Fra i film muti più iconici e noti anche agli spettatori meno esperti, Il gabinetto del dottor Caligari di Robert Wiene ha una genesi del tutto particolare che vale la pena ripercorrere, in quanto vi si denota, più che in altri casi, una autorialità “condivisa”. Leggi tutto