In the Grey
di Guy Ritchie
In the Grey è il diciassettesimo film dell’oramai ricchissima e fin troppo coerente carriera del cinquantottenne regista britannico Guy Ritchie, di recente apertasi anche alla serialità per un triennio che, tra produzione e regia, l’ha visto impegnato tra Netflix, Paramount+ e Prime Video, rispettivamente per The Gentlemen (2024, spin-off dell’ottimo e omonimo film The Gentlemen del 2019, distribuito in Italia proprio da Prime Video), MobLand (2025) e Young Sherlock (2026), che avrà forse ingolosito e suggestionato i fan circa il lungamente annunciato e ripetutamente rimandato ritorno di Ritchie sulla saga che vedeva il celebre investigatore di Sir Conan Doyle interpretato da Robert Downey Jr., e ferma da quindici anni al secondo capitolo Sherlock Holmes – Gioco di ombre. A fronte di una così ricca e variamente apprezzabile produzione seriale, l’ondivaga resa generale dei recenti film di Ritchie – Il ministero della guerra sporca (2024) e Fountain of Youth – L’eterna giovinezza (2025) – si conferma anche in quest’ultimo In the Grey, che oltre a riproporre il sodalizio con Eiza González (già in Fountain of Youth), e consolidare quello oramai storico col britannico Henry Cavill, cementifica ed esplode la vena muscolare, maschia e tendente al brillante che da sempre contraddistingue il regista. Il risultato, più sporco delle ultime uscite ma ben distante dalla materialità e dall’ideazione degli esordi, è quello di un prodotto assai più che piacevole ma molto meno che interessante, brillante di una solidissima apparenza che, purtroppo, si crepa facilmente per l’incoerenza o la faciloneria di una profondità assente – ma più dirompente di qualsiasi colpo di bazooka o esplosivo da parete.
La mamma è sempre la mamma
Rachel Wild lavora da anni in quella zona opaca dove interessi economici, diplomazia e criminalità finiscono per coincidere. Avvocata abituata a trattare con governi, multinazionali e signori della guerra, ha costruito attorno a sé una squadra composta da uomini salvati dal carcere, dalla miseria o dalla violenza, trasformandoli in una piccola milizia pronta a seguirla ovunque. Tra loro ci sono Bronco e Sid, tirati fuori di prigione quando ormai sopravvivevano in condizioni disumane. Da allora vivono accanto a Rachel come guardie del corpo e figli adottivi insieme, legati a lei da una fedeltà assoluta. Quando Manny Salazar, potente criminale proprietario di un’intera isola e vicino ai conflitti internazionali, si rifiuta di restituire un’enorme somma di denaro destinata ad un “player” assai più grande di lui, Rachel trascina la squadra in una missione sulla sua stessa isola, controllata da un intero esercito privato, e in cui Salazar è la legge incarnata. E mentre trattative, ricatti e agguati iniziano a moltiplicarsi, Bronco e Sid e i “kids” dimostreranno fino a che punto siano disposti a spingersi per la donna che li ha rimessi al mondo. [sinossi]
A differenza di quanto si sarebbe scommesso, almeno rifacendosi agli esordi di Ritchie, tensione e mistero sembrano non ricoprire più un ruolo centrale nel suo cinema ormai da un po’, e forse con la sola eccezione di The Gentleman, non a caso, tra i lavori recenti, quello più capace di rievocare quelle atmosfere, quelle dinamiche e quell’interessato scandaglio sociale – e con una almeno doppia lettura del termine “società” – quali elementi che ben connotarono e fecero emergere i quasi anziani Lock & Stock – Pazzi scatenati (Lock, Stock and Two Smoking Barrels, 1998) e Snatch – Lo strappo (Snatch, 2000). Se, da un lato, questi primordi del ritchianesimo action vivevano della follia e della sporcatura morale, urbana e – appunto – sociale di personaggi e contesti, ora riproposta in una versione asciugata e imbellettata che porta fino a questi due solo velatamente omoerotici e innocuamente “mammoni” Bronco e Sid (Jake Gyllenhaal e Hanry Cavill); dall’altro la tela veniva accuratamente tessuta e disfatta col tempo, con la mania della voice over criminale che, apprezzata o meno, scandiva i passaggi e le convinzioni d’azione di personaggi inetti o affidabili, perennemente in pericolo proprio perché spesso ignari delle macchinazioni, delle volontà o delle azioni altrettanto criminali di chi agisce ora alla luce del sole e ora nell’ombra. In In the Grey, che si apre in medias res con un protagonista al picco del suo rischio – altra grande passione di Ritchie – per poi tornare al punto di partenza spiegando come ci siamo arrivati, il connubio delle sopracitate marche narratologiche dell’autore finiscono per giocargli un brutto scherzo, e per motivi già tutti racchiusi nei primi minuti. A discapito di quanto si sarebbe portati a pensare, i protagonisti non sarebbero i già presentati Bronco & Sid – freddo e insensibile uomo col dito sul grilletto ed esperto in estrazioni ad altro rischio, il primo, e più umano e affascinante seduttore, manipolatore ed esperto in corruzione il secondo –, bensì Rachel Wild (Eiza González): bellissima e incontrastabile “rottura di palle” (e fiera di esserlo), avvocato che maneggia in scioltezza tanto il diritto internazionale quanto le spedizioni e le estorsioni per mezzo di personali team di avvocati, o, nei secondi casi, milizie private, composte dai suoi “kids” che la chiamano mamma e capitanati proprio da Bronco e Sid, salvati da Rachel mentre scontavano la prigione in condizioni pietose e ora riabilitati, assieme agli altri ragazzi//fratelli/figli di Rachel, e resi ben più che ricchi. Ora, siccome il core business di Rachel consiste nel subappaltare casi di mancata restituzione di ingenti prestiti, e siccome un importantissimo e misterioso player non è ancora riuscito a recuperare un miliardo dal suo pericoloso creditore Manny Salazar (un ottimo Carlos Bardem) tramite la sua diretta assistente (Rosamund Pike); starà a Rachel incaricarsi di tutto: strappando legalmente al criminale tutto ciò a cui più tiene, e, illegalmente – per quanto, effettivamente, i confini siano più o meno ben sfumati –, incaricare i suoi ragazzi di trasferirsi sull’isola di diretta proprietà del malavitoso ispanico – ovviamente, come Rachel, ma colpevole di non aver accettato il “traffico giusto” a stelle e strisce, e con tanto di sicario personale di idioma nordico –, che controlla la polizia, i cieli, la legge e tutto il resto.
Con una onnipresente voice over a scandire e spiegare nel dettaglio tutti – ma proprio tutti – i passaggi burocratici, legali o criminali messi in atto e ordinati da Rachel per mettere in ginocchio Salazar, cui addentriamo nell’altra faccia del racconto, seguendo, altrettanto dettagliatamente, i piani allestiti da Bronco e Sid per far sì che, dovesse mettersi male il confronto faccia a faccia tra la loro mamma e Salazar, questi potranno optare per ben tre diverse vie di fuga coi rispettivi punti d’estrazione, lungo percorsi accidentati e da loro disseminati di trappole, botole, mine, carrucole zipline e chi più ne ha più ne metta – e anche questi raccontati nel dettaglio dalle loro voci che illustrano ai compagni. Il problema sta però nel fatto che, se abbiamo visto, in incipit, una Rachel sdraiata in macchina con le orecchie coperte dalle mani per non assordarsi al rumore dei proiettili che spaccano i vetri dell’auto e fischiano ovunque attorno a lei, e, contestualmente, sappiamo della totale mancanza di inciampi nel percorso di dissanguamento delle risorse materiali e finanziarie di Salazar; va da solo che sarà la sezione estr-action ad impegnare maggiormente l’attenzione dello spettatore. E sarebbe forse folle attendersi il contrario, se non fosse che, anche in questo caso, non sembra esserci da nessuna parte la volontà – in scrittura – di creare problemi ai propri eroi, a tal punto da risolverla in inseguimenti e sparatorie che sono più di una grossolana raccolta della semina già ampiamente descritta dalla voice over in fase di preparazione, lasciando allo spettatore solo il “piacere” di notare come la brillantezza del piano corrisponda poi, passo passo e salvo qualche dovuto e convenzionale impaccio, alla perfetta riuscita del tutto. Proprio nella sezione che maggiormente sembrava dover dare vigore e fascino al suo In the Grey, Ritchie pare aver predisposto tutto molto più per il gusto dell’estetica muscolare, virile e divistica dei suoi interpreti, o della propria ed effettivamente poco discutibile maestria tecnica in materia di spettacolarità, piuttosto che a favore di un approfondimento tematico o caratteriale che solo s’intravede nel setting, e a malapena lo si riprende nelle fasi conclusive. La risultante è pure quella di uno sminuimento radicale della figura di Rachel Wild che, ben presentata e caratterizzata come la madre e la regina in quest’oceano di squali sempre più grossi – e promettendo anche una centralità del femminile che potesse quantomeno smussare la tendenza di risolverla solo ed esclusivamente a fucilate –, questa finisce per ri-trasformarsi nella principessa da proteggere proprio laddove il film esplode, palleggiata da un uomo all’altro e da un veicolo all’altro, in un capovolgimento che diviene regola fissa e ridondante anche nel “ribaltone” che precede le fasi finali del film. Tragedie e sacrifici senza effettiva motivazione o necessità vanno a rimpolpare conflitti e picchi emotivi di un extraction in cui, incredibilmente, pare che nulla possa davvero andare male, che ancora si sostiene grazie all’intuizione dell’in the grey tra legale e illegale – anche questo poco elegantemente spiegato per filo e per segno in apertura –, alle buone prove di ottimi attori che lottano e vincono contro i loro piattissimi personaggi e infine, forse soprattutto – e per fortuna –, per l’ispirazione registica di un Ritchie che magari non perderà mai la sua veracità… Tutt’altro discorso rispetto la vena creativa.
Info
In the Grey, il trailer.
- Genere: action, thriller
- Titolo originale: In the Grey
- Paese/Anno: USA | 2026
- Regia: Guy Ritchie
- Sceneggiatura: Guy Ritchie
- Fotografia: Ed Wild
- Montaggio: Martin Walsh
- Interpreti: Carlos Bardem, Eiza González, Emmet Scanlan, Fisher Stevens, Henry Cavill, Jake Gyllenhaal, Jason Wong, Kristofer Hivju, Rosamund Pike
- Colonna sonora: Christopher Benstead
- Produzione: C2, Toff Guy Films
- Distribuzione: 01 Distribution
- Durata: 98'
- Data di uscita: 14/05/2026



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