RocknRolla

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Insostenibile, molto probabilmente, per chi non ha gradito le opere precedenti, Rocknrolla si offre come come un giocattolone per gli amanti del pulp e affini: divertente la parentesi degli indistruttibili e sadici killer russi, splendente la soave Thandie Newton, solidi tutti gli interpreti ma nulla più. Il rocknrolla vuole tutto e Ritchie lo accontenta, costruendo un film sovrabbondante.

Il vero Rocknrolla vuole tutto

Nella Londra contemporanea il mercato immobiliare è diventato il business più importante, anche più di quello della droga e i criminali ne sono gli imprenditori più entusiasti. Ma chiunque voglia entrare in questo mercato – dal piccolo malvivente One Two (Gerard Butler), al misterioso miliardario russo Uri Obomavich (Karel Roden) – deve fare i conti con un solo uomo: Lenny Cole (Tom Wilkinson). Gangster della vecchia guardia, Lenny sa come arrivare ai suoi obiettivi e tiene per il collo tutti i burocrati, gli intermediari o i criminali che contano… [sinossi]

Il cinema di Guy Ritchie si riassume nella frase portante del suo ultimo film: “il vero rocknrolla vuole tutto”. Scorrendo la breve, ma già significativa, filmografia del regista inglese (saltiamo senza remore l’insensato Travolti dal destino, datato 2002) troviamo continue conferme di uno stile, piaccia o no, coerente e ben delineato: strutture narrative a incastro, virtuosismi tecnici, suggestioni pulp, un montaggio a tratti frenetico e via discorrendo. I tre lungometraggi più pubblicizzati, Rocknrolla e i precedenti Snatch – Lo strappo (2000) e Lock & Stock – Pazzi scatenati (1998), formano un corpus compatto, a prescindere dall’accoglienza, fredda o calda che sia. Un segnale positivo? A giudicare dai risultati dell’ultimo film, siamo orientati verso una risposta parzialmente negativa. Rocknrolla, presentato durante la terza edizione del Festival del Film di Roma (ex Festa, per i più distratti), è un lungometraggio (troppo lungo…) a tratti divertente, generoso nell’offrire soluzioni visive ad effetto (spesso superflue…), zeppo di personaggi più duri dell’acciaio ma intrisi di sana ironia, ma prevedibile in ogni suo aspetto: Guy Ritchie, in buona sostanza, continua a proporre la stessa ricetta, aggiungendo solamente soluzioni stilistiche più complesse. Il cinema “rocknrolla” comincia a girare su se stesso, moderatamente piacevole ma autoreferenziale. In sintesi, stucchevole.

Rispetto a Snatch e Lock & Stock, (ci sia passata la paradossale definizione) ben più essenziali e trattenuti, Rocknrolla cerca freneticamente di accumulare personaggi, situazioni limite, trovate comiche, tensioni erotiche (Thandie Newton non passa inosservata e i duetti con Gerard Butler, aka Mr. One Two, sono tra i momenti migliori della pellicola) e via discorrendo. Sorvolando sui riferimenti al celeberrimo magnate del Chelsea, sbertucciato dalla macchietta del non troppo brillante riccone russo, ritroviamo i consueti personaggi di Ritchie: emblematica la figura di Johnny Quid (il bravo Toby Kebbell), perfetta copia di quel  Mickey O’Neil (Brad Pitt) che aveva fatto le fortune di Snatch.
Insostenibile, molto probabilmente, per chi non ha gradito le opere precedenti, Rocknrolla si offre come come un giocattolone per gli amanti del pulp e affini: divertente la parentesi degli indistruttibili e sadici killer russi, splendente la soave Thandie Newton, solidi tutti gli interpreti (è sempre cinema inglese) ma nulla più. Il rocknrolla vuole tutto e Ritchie lo accontenta, costruendo un film sovrabbondante: ma più che coerenza, ci sembra sterile astuzia. Il giocattolo non si è rotto, ma è diventato troppo prevedibile e contorto.

Info
Il trailer di RocknRolla.
Il sito ufficiale di RocknRolla.
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