Uscite in sala 14 maggio 2026
Nella settimana in cui inizia il Festival di Cannes in sala arrivano i nuovi lavori di David Lowery e Guy Ritchie, ma anche di Alberto Rodríguez e dei fratelli Boukherma (quest’ultimo già visto a Venezia nel 2024). Tra gli oramai abituali recuperi del passato spazio a Top Gun e all’esordio di Hirokazu Kore-eda.
MOTHER MARY
di David Lowery
Il talentuoso David Lowery torna alla carica con un’opera eccessiva, debordante, che parla una volta di più di fantasmi e ossessioni. A tratti forse un po’ troppo semplicistico eppur contorto, ma affascinante.
Alla vigilia del suo grande rientro in scena, l’iconica pop star Mother Mary riavvicina Sam, un tempo sua migliore amica e costumista e ora stilista affermata, per chiederle di confezionarle un nuovo abito. L’incontro riaprirà la strada a sentimenti forti e mai sopiti, ferite e tensioni irrisolte. [sinossi]
IN THE GREY
di Guy Ritchie
Con il passare del tempo l’ispirazione del britannico Guy Ritchie è andata progressivamente affievolendosi, e lo conferma in buona misura anche questo nuovo thriller non privo d’ironia, che palesa molta professionalità, una gran solidità ma in fin dei conti poca sostanza. Bravi gli interpreti, lodevole l’impegno registico di Ritchie, ma poco più.
Al centro della storia, una squadra segreta di agenti speciali capaci di muoversi abilmente nella “zona grigia” tra potere, denaro e violenza, per recuperare una fortuna da un miliardo di dollari. Ma quando il piano devia improvvisamente dal percorso previsto, la missione si trasforma in una corsa senza regole, dove ogni alleanza è fragile e ogni scelta può essere fatale. [sinossi]
E I FIGLI DOPO DI LORO
di Ludovic Boukherma, Zoran Boukherma
Ludovic e Zoran Boukherma intrecciano i turbamenti dell’adolescenza al contesto socio-economico delle aree périurbaine del nord-est della Francia, il disfacimento familiare alla deindustrializzazione, l’amour fou a immigrazione e integrazione. Un fluviale film d’amore, un melodramma che non teme di sovraccaricarsi, uno sguardo via via sempre più a fuoco sui tanti cambiamenti degli anni Novanta. Già visto ed amato a Venezia nel settembre del 2024.
Nella Francia orientale, due cugini adolescenti trascorrono l’estate più bella della loro vita remando su una canoa rubata fino alla sponda opposta di un lago. [sinossi]
LE TIGRI DI MOMPRACEM
di Alberto Rodríguez
Questo appassionante racconto “acquatico” conferma la capacità di Alberto Rodríguez di entrare nei codici del cinema di genere senza ridurli a puro meccanismo narrativo, trasformando il thriller criminale in una materia sociale, fisica e morale. Il cinema “medio” spagnolo è decisamente in forma.
Antonio ed Estrella sono fratelli. Il loro padre era un subacqueo. Hanno trascorso tutta la vita in mare. Antonio è conosciuto come la Tigre, un subacqueo indomito e il compagno perfetto da avere con te quando rischi la vita in pochi secondi, ogni giorno. Estrella aiuta il fratello sulla chiatta dove lavorano. Lo tiene con i piedi per terra; fuori dall’acqua, Antonio è un vero disastro. Ha sempre vissuto il momento, senza mai pensare al futuro, il che lo ha portato con sé a malapena un soldo. Quando Antonio ha un incidente, gli viene detto che i suoi giorni da subacqueo finiranno presto. Il futuro appare oscuro e complicato. Tuttavia, questa situazione potrebbe cambiare quando trovano una scorta di cocaina nascosta nello scafo di una petroliera. Antonio non vede altra scelta, ma sua sorella Estrella ha i suoi dubbi. Come sempre. [sinossi]
THE LUNCH: A LETTER TO AMERICA
di Gianluca Vassallo
Arriva in sala il lavoro che Vassallo ha girato in giro per gli Stati Uniti durante la campagna elettorale presidenziale che nel 2024 ha riportato a Washington Donald Trump: un documentario che si affida a un montaggio veloce per mettere ordine alla gran quantità di immagini registrate, in una variegata galleria di immagini degli States odierni.
Girato nel cuore della campagna presidenziale statunitense del 2024, il documentario è un viaggio corale e intimo nell’America contemporanea, che viene osservata nel momento più simbolico della sua democrazia: il voto elettorale. Da New York al South Dakota si susseguono micro-storie interconnesse che offrono uno spaccato sincero e profondo di un Paese sospeso tra solitudini, appartenenze, ideologie e identità. [sinossi]
TRE CHILOMETRI ALLA FINE DEL MONDO
di Emanuel Parvu
A due anni di distanza dalla presentazione in concorso al Festival di Cannes approda in sala in Italia il terzo lungometraggio da regista per l’attore rumeno Emanuel Pârvu, che cerca di muoversi nel solco della recente tradizione cinematografica nazionale partendo dal particolare per tentare il racconto dell’universale. Ma la distanza con i cineasti rumeni contemporanei che stanno marchiando a fuoco la produzione europea è oggettivamente ampia.
Adi ha diciassette anni ed è tornato nel suo villaggio in prossimità del Delta del Danubio per trascorrere le vacanze estive. Il semplice sospetto che sia omosessuale lo rende vittima di un duro pestaggio. Le reazioni di chi lo circonda saranno le più diverse. [sinossi]
QUASI GRAZIA
di Peter Marcias
Un’ode a Grazia Deledda che è anche ode alla terra sarda, con le sue asperità e i suoi incredibili splendori. Peter Marcias tenta un’operazione intellettuale complessa e stratificata, in tre movimenti, e anche se l’ispirazione non è sempre continua non si può negare che si tratti di un punto di vista affascinante, e non di prammatica.
La scrittrice Grazia Deledda ha un rapporto complicato e conflittuale con sua madre. Non l’ha mai incoraggiata, non ha mai appoggiato la sua passione per la scrittura, e non l’ha mai valorizzata come avrebbe dovuto. Se lo ricorda “da grande”, non solo quando viene a trovarla a Roma da Nuoro, ma anche quando le appare in visione mentre cerca di concentrarsi per il discorso al premio Nobel per la letteratura. La scrittura permea tutta la sua vita, anche quando saprà di avere una malattia terminale non smetterà di pensare alle sue storie e ai suoi personaggi. [sinossi]
IL PRINCIPE DELLA FOLLIA
di Dario D’Ambrosi
Ad appena un anno dall’originale ma incerto Io sono un po’ matto e tu?, in cui col suo Teatro Patologico rifletteva e sensibilizzava sulla malattia mentale tramite l’incontro docu-fictional tra attori disabili e celebri interpreti italiani, Dario D’Ambrosi si ripresenta sul proscenio con Il principe della follia, perseverando nella battaglia sociale che porta avanti da più di trent’anni a teatro e, dal 2003, anche al cinema con Il ronzio delle mosche, suo esordio alla regia. Il risultato, purtroppo, non è certo dei migliori.
Durante il turno notturno, un tassista in solitaria carica in auto un travestito fuggito dal night club in cui si esibisce e lo accompagna a casa. Durante una pausa in un bar, l’uomo assiste a una grottesca televendita in cui un presentatore folle offre al pubblico la propria famiglia. Chi sono queste persone? E cosa le spinge a esporsi in modo così violento e autodistruttivo alla derisione e alla compassione degli altri? Nel loro passato, forse, la risposta a queste domande, e anche la sola via di salvezza. [sinossi]
TOP GUN + TOP GUN: MAVERICK
di Tony Scott + Joseph Kosinski
Hanno forse bigogno di presentazioni questi due film che tornano in sala per riconnettere una volta di più frotte di spettatori alle spericolatezze aeree di Pete ‘Maverick’ Mitchell? Ovviamente no. Il film di Scott è in sala già da oggi, quello di Kosinski arriverà lunedì.
Pilota di aerei da combattimento ma noto per la sua spericolatezza Pete ‘Maverick’ Mitchell viene ammesso al Top Gun, l’istituzione di massimo livello per la specializzazione di piloti della Marina aeronavale. La sua mancanza di rispetto delle regole gli attira da subito la sorveglianza da parte dei superiori e l’ostilità di alcuni colleghi. Il legame con Goose, suo copilota, costituisce un punto di forza ma diverrà anche elemento di svolta professionale e umana. A ciò si aggiunge una storia d’amore con una persona che fa parte della struttura militare. [sinossi]
MABOROSI – I BAGLIORI DELL’ANIMA
di Hirokazu Kore-eda
Torna in sala il clamoroso esordio di Hirokazu Kore-eda, il film che segnalò in modo dirompente al mondo il genio del grandissimo cineasta giapponese. Primo tassello di un percorso distributivo che omaggerà per oltre un mese il cinema del regista, si tratta ovviamente di un titolo completamente imperdibile.
Dopo aver sofferto da bambina per l’abbandono improvviso da parte della nonna, Yumiko deve affrontare ora il lutto per la morte del marito, travolto e ucciso da un treno mentre camminava inspiegabilmente sui binari. La donna dovrà compiere un lungo percorso per ritrovare la serenità e mettere ordine nei suoi pensieri tormentati da tanto dolore. [sinossi]
Questa settimana esce anche il documentario dedicato a Giorgio Canali, Con la pioggia dentro (2026) di Matteo Berruto, e con lui A pranzo la domenica (2026) di Mariella Sellitti, Manipulation (2026) di David Balda, Iron Maiden – Burning Ambition (2026) di Malcolm Venville, Hopper – Il segreto della marmotta (2025) di Benjamin Mousquet, La festa è finita (2025) di Antony Cordier, Yalla Parkour (2024) di Areeb Zuaiter. Buone visioni!

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