Uscite in sala 16 aprile 2026

Uscite in sala 16 aprile 2026

A dominare la scena sono l’indagine sulla polizia di Dominik Moll e il nuovo horror di Lee Cronin, ma la settimana è ricca di uscite, tra rivisitazioni pre-fasciste, drammi ambientati nell’Alentejo, giochi cinefili hitchcockiani e anche il ritorno in sala, lunedì prossimo, di Prima dell’alba di Richard Linklater.

 

IL CASO 137
di Dominik Moll

Già applaudito quasi un anno fa sulla Croisette, ecco arrivare in sala il nuovo film di Dominik Moll, un’indagine poliziesca sulla polizia stessa e i suoi abusi nei confronti dei manifestanti. Un lavoro rigoroso, appassionante, di grande respiro cinematografico, che si segnala senza dubbio come il film della settimana.

Guillaume ha vent’anni e insieme alla madre, la sorella e il ragazzo della sorella parte dalla provincia francese per partecipare ad una manifestazione dei gilet gialli a Parigi. Il gruppetto famigliare non fa pare della protesta più strutturata e aggressiva, ma Guillaume si beccherà comunque un colpo di pistola in testa. Il caso arriva sulla scrivania di Stephanie. [sinossi]

 

LEE CRONIN – LA MUMMIA
di Lee Cronin

Lee Cronin è bravo. Lee Cronin conosce i codici della paura. Lee Cronin è anche uno con le proprie evidenti ossessioni – vedere per credere alcuni primi piani. Questo non è esatto definirlo un film “sulla mummia”, perché guarda più dalle parti de L’esorcista e de La casa, e si muove nel campo della possessione; eppure c’è qualcosa, al di là dei riferimenti più o meno diretti, che morbosamente affascina, anche perché di film così volutamente disgustosi se ne vedono pochi, in questi tempi.

La famiglia di Charlie Cannon si trova in Egitto per esigenze di lavoro, insieme alla moglie Larissa e ai figli Katie e Sebastian. Distratto da una chiamata importante, Charlie non si rende conto che Katie è stata avvicinata da una misteriosa figura velata, che prima la persuade e poi rapisce la bambina. Otto anni dopo arriva la più insperata delle notizie: Katie è stata ritrovata viva, all’interno di un sarcofago. [sinossi]

 

ALLA FESTA DELLA RIVOLUZIONE
di Arnaldo Catinari

Difficile trovare le parole per un lavoro così ambizioso, oggettivamente sbalestrato, esagitato fino alle estreme conseguenze, che si fa beffe della Storia – e un po’ anche della narrazione – per lanciarsi in un peana pop sull’impresa di Fiume. Ideologicamente assai ambiguo, abbastanza semplicistico, eppur così “errato” da contenere delle stille di fascino. E forse anche di fascismo – magari “involontario” -, a dirla tutta.

Fiume, 1919. Intrighi politici, amori impossibili e vendette private si intrecciano sullo sfondo della rivoluzione visionaria guidata da D’Annunzio. [sinossi]

 

LA DONNA PIÙ RICCA DEL MONDO
di Thierry Klifa

Non è certo necessario questo racconto chabroliano – con tutte le debite distanze del caso – per accreditare Isabelle Huppert come una mattatrice del grande schermo (anzi…). Resta però la sua interpretazione, e con lei quella del resto del cast, ciò che più si evidenzia del film di Thierry Klifa, che fa il suo senza strafare. Per fan duri e puri della settantatreenne attrice francese, che ne godranno ampiamente.

Marianne ‘vende’ cosmetici e bellezza ma sembra aver bruciato la sua in un matrimonio di facciata e in una gabbia di cristallo che un giorno qualcuno frantuma. Il suo impero è assediato da Pierre-Alain Fantin, fotografo e scrittore irriverente e adulatore. Mentre Marianne ricopre d’oro il suo nuovo giocattolo, la famiglia si inquieta e serra i ranghi. [sinossi]

 

IL DELITTO DEL 3° PIANO
di Rémi Bezançon

Ultracitazionista, con il thriller hitchcockiano vivisezionato in ogni modo possibile e immaginabile, questo film di Bezançon sa come divertire e intrattenere il pubblico, sempre che questo sia disposto a non pretendere molto più di una commedia sapida e inevitabilmente – visto il succitato gusto citazionista – “già vista”.

François e Colette sono sposati e vivono a Parigi. Lui scrive romanzi gialli di ambientazione ottocentesca, in cui si immagina detective perspicace; lei insegna cinema alla Sorbona ed è specializzata nell’opera di Alfred Hitchcock. Quando il loro nuovo vicino attore li invita alla prima del suo spettacolo teatrale, i due non immaginano che diventeranno i protagonisti di una storia gialla che ricalca le storie di Hitchcock e offrirà a lui nuove idee. [sinossi]

 

MR. NOBODY AGAINST PUTIN – IL FILM CONTRO TUTTE LE GUERRE
di David Borenstein, Pavel Ilyich Talankin

Ci sono due anime, in questo documentario che ha trionfato agli Oscar: da un lato l’anarchismo quasi istintivo di tal Pavel (detto “Pasha”), responsabile delle attività video di una scuola russa di Karabaš, nella regione degli Urali, che decide di riprendere la montante follia nazionalista e bellicista a ridosso dell’invasione dell’Ucraina del febbraio 2022, dall’altro la quadra data al lavoro da parte della BBC – che è entrata in corsa in produzione -, e che ne ridimensiona l’onda d’urto naturale. In questa dialettica si annida il senso di un lavoro documentale interessante, che supera le pastoie del protagonismo del suo “regista” principale grazie a un vitalismo – anche tecnico – insperato.

Pavel “Pasha” Talankin non è propriamente un insegnante. È colui che, in una scuola di una cittadina del Karabash, è addetto al coordinamento degli eventi scolastici nonché il responsabile della videoteca. Dopo l’inizio della cosiddetta “operazione militare speciale” in Ucraina del 22 febbraio 2022 assiste in tempi rapidi alla trasformazione del suo lavoro in un veicolo di propaganda militarista. Deve cioè documentare marce con bandiera, discorsi patriottici dei docenti, piccole parate militariste. Decide di trasformare questo suo dovere professionale in un ‘attività di controinformazione rivolta soprattutto a chi vive al di fuori dai confini. [sinossi]

 

EVA
di Emanuela Rossi

Trova spazio martedì 21 in sala il nuovo lungometraggio di Emanuela Rossi, a sette anni di distanza dall’esordio Buio. Qui la tematica, pur assai più cupa e delirante (nel senso di deliquio psicotico), non è poi così dissimile, concentrandosi sempre sul concetto di “salvezza” dell’infanzia, pur in una chiave paradossale. Il talento visivo non manca alla cineasta, così come la sua volontà di sfruttare le armi del genere per allargare il discorso in modo più compiuto e ‘alto’, anche se la scrittura soffre di una certa confusione che finisce con l’appesantire la visione del film.

Eva è una creatura boschiva che attira a sé i bambini degli altri, figli di genitori assenti e incuranti, e li conduce verso un destino che lei ritiene migliore. Nicola, inconsolabile per la perdita della madre, è immediatamente attratto da Eva, quasi stregato dalla sua apparente armonia con la natura e la sua totale mancanza di ipocrisia adulta. Giacomo invece ha verso di lei un atteggiamento ambivalente: da un lato la desidera, dall’altro la teme. [sinossi]

 

GLI ULTIMI GIORNI DEL PARADISO
di João Nuno Pinto

Nello splendido scenario dell’Alentejo (le campagne riarse di Évora e Beja) Nuno Pinto ambienta un dramma familiare accorato che “serve” in realtà per ragionare sulle mutazioni climatiche in corso e il modo in cui esse si innestano all’interno delle diseguaglianze di classe. Quel che ne viene fuori è un elaborato complesso, non banale, che sa come gestire i toni del racconto, in grado di appassionare.

Nella regione portoghese dell’Alentejo, una famiglia si riunisce nella villa che fu dei genitori per decidere cosa farne. Protagonisti del dibattito sono tre fratelli. C’è poi Susana, figlia della cameriera Alma che per tutta la vita ha lavorato nella villa. Preoccupata per le condizioni di salute della madre, Susana cerca di convincere i tre proprietari a riconoscere all’anziana donna una quota della vendita. Intanto un pericoloso incendio si staglia all’orizzonte. [sinossi]

 

AGNUS DEI
di Massimiliano Camaiti

Lunedì 20 arriva in sala questo interessante documentario già visto in Biennale College alla Mostra di Venezia – e poi anche alla Festa di Roma -, e nel quale Camaiti punta l’accento sul rito, non necessariamente per svelarne il senso intrinseco ma per raccontare come “un altro ritmo sia possibile”. Ne viene fuori un lavoro ieratico, puntuale, degno di una visione.

Si segue il percorso compiuto da due agnelli che non debbono essere sacrificati, come accadeva nei riti dell’Antico testamento, ma, molto più semplicemente, accuditi per essere poi tosati. La loro lana servirà per tessere uno dei paramenti più simbolici ed antichi nella Chiesa Cattolica. Ad occuparsene sono le suore di clausura del convento romano di Santa Cecilia in Trastevere. Il processo di preparazione dei pallio diviene occasione per assumere i tempi e i ritmi delle suore che li tessono e li cuciono. [sinossi]

 

PRIMA DELL’ALBA
di Richard Linklater

Lunedì 20 torna in sala un film che 31 anni fa segnalò anche a livello popolare il nome di Richard Linklater, grazie a una commedia romantica “in trasferta” che mescolava l’indie a stelle e strisce a uno sperticato amore per la struttura narrativa e di senso di Éric Rohmer; questo piccolo viaggio serale e notturno a Vienna di due ventenni che fino alla prima inquadratura del film ancora non si conoscono colpì l’immaginario di una generazione, per poi tramutarsi in meritato culto.

Jesse, un americano a Vienna, si imbarcherà su un aereo che lo riporterà in Texas mentre avrebbe dovuto trascorrere un periodo di vacanza a Madrid. Celine sta tornando a Parigi, città in cui sta studiando alla Sorbona. I due si incontrano su un treno scoprendo una certa affinità. Quando la stazione di Vienna è ormai prossima Jesse chiede a Celine di scendere con lui. [sinossi]

 

Questa settimana escono anche Benvenuti in campagna (2026) di Giambattista Avellino, Lo chiamava Rock & Roll (2026) di Saverio Smeriglio. Lunedì 20 è la volta di Tabù – Egon Schiele (2026) di Michele Mally. Buone visioni!

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