See You Tomorrow
di Saki Michimoto
Opera prima, fresca, spontanea, misurata, per la giovane filmmaker giapponese Saki Michimoto, See You Tomorrow è un racconto di giovani vite alla fine del loro ciclo di studi assieme. La fotografia, oggetto dei loro corsi di accademia, diventa metafora di arte e di vita. Al 27° Far East Film Festival.
Fotografo quindi esisto
Con una fotocamera reflex appesa al collo, Nao va in giro cercando soggetti da fotografare. Studia fotografia in un’accademia ed è decisamente la più talentosa tra i suoi amici, e compagni di classe, Sayo, Tada e Yamada, tutti prossimi alla laurea. Il loro insegnante, il professor Kitano, ottiene quietamente il loro rispetto. Nao si appresta a partire per Berlino, per approfondire i suoi studi, e tronca la storia che sta nascendo con Yamada. Dopo sei mesi il gruppo si ritroverà per una rimpatriata, ma Yamada sembra scomparso. [sinossi]
Quanto può essere dolorosa una separazione sentimentale, momentanea o definitiva, quando uno dei partner, tipicamente in età studentesca, si trasferisce all’estero per motivi di studio? Per un qualcosa che potrà servire nel futuro lavorativo, perfezionare la propria formazione, che però costa un grande sacrificio nel periodo più bello della vita. Si tratta di qualcosa che può essere successo a molti, in modo più doloroso nell’epoca pre-internet. Il cinema se n’è occupato più volte. Succede a Isaac Davis / Woody Allen alla fine di Manhattan, quando deve salutare la sua giovane compagna, Tracy, in partenza per Londra. Ed è un momento davvero struggente. Succede nel film portoghese Verão Danado di Pedro Cabeleira, peraltro un’opera prima, dove ancora una ragazza parte per la capitale britannica dopo un fugace amore di una sera. Nel cinema giapponese c’è il precedente di Tokyo Marigold di Jun Ichikawa, dove è la lontananza a far rompere la coppia. Ora il tema è centrale anche in See You Tomorrow (il titolo originale è Hona Mata Ashita, traduzione letterale di quello inglese), opera prima della giovane filmmaker nipponica Saki Michimoto, presentata al Far East Film Festival 2025. La regista cattura un istante della vita, la primavera dell’esistenza, raccontando di un gruppo di giovani amici e compagni di corso. L’empatia che ci mette e i probabili autobiograficismi non le impediscono di realizzare comunque un’opera senza eccessivo trasporto nostalgico, rimanendo in una condizione minimalista nel narrare le vicende di quattro studenti di un’accademia di fotografia di Osaka, Nao, Sayo, Tada e Yamada con il loro professore giovanilistico, che si chiama, curiosamente, Kitano. Nao, decisamente la più talentuosa del gruppo, frequenta Yamada ma decide, dopo vari ripensamenti, di lasciarlo prima di partire per Berlino, dove proseguirà gli studi. See You Tomorrow è l’instantanea, è il caso di dirlo, di un’età cruciale della vita, quella della fine degli studi con la prospettiva – con tutte le incertezze del caso soprattutto in una società come quella giapponese che si aspetta molto dall’individuo – dell’ingresso nel mondo del lavoro e della vita adulta. E il film non potrà non mostrare le inevitabili rimpatriate, tra amici e professore, che in realtà partecipa in remoto.
Un’istantanea, si è detto. La fotografia, forma d’arte affine al cinema senza però avere la dimensione dello scorrimento del tempo, assume una forte dimensione metaforica. Per i vari aspiranti fotografi, anche guidati e indirizzati dal professor Kitano, è un modo di esprimere la propria personalità, umana e artistica. I personaggi fotografano e sono fotografati. Nao, la più promettende, va in giro per la città, a catturare soggetti, bambini che mangiano in uno street food, anziani alle prese con un gelato. Il professore esorta gli studenti a errare, a camminare più a lungo, come a sostenere che è necessario intercettare il più possibile il mondo. L’importanza delle passeggiate, delle digressioni è fondamentale anche per le storie dei personaggi. La fotografia è un’arte, addirittura un’arte marziale, con la sua dimensione contemplativa, dice Kitano. Gli apparecchi fotografici non sono semplicemente degli obiettivi attaccati a una pellicola. Il momento chiave del film, quello della separazione tra Nao e Yamada, si gioca tutto sul contrasto tra camera fissa e in movimento. I due sono in un vicolo di sera o di notte. La mdp oscilla tra di loro di profilo, passa dall’uno all’altro indugiando sul vuoto tra di loro in un lento movimento comunque peculiare del cinema. Arrivata a lei la vediamo imbracciare la reflex per fotografare lui, immortalare il suo volto come ricordo di vita. Ma quando la vedremo affermata, nel suo primo vernissage, per la cui locandina ha usato proprio quell’immagine del suo ex, al momento di lasciarsi. Tra l’arte e la vita, Nao ha scelto la prima, in nome della quale ha attinto e cannibalizzato la seconda. La fotografia e il cinema sono arti voyeuristiche, che depredano la vita, capaci di mettere in scena la memoria o l’elaborazione di un momento doloroso.
Info
See You Tomorrow sul sito del FEFF.
- Genere: drammatico
- Titolo originale: Honamata ashita
- Paese/Anno: Giappone | 2024
- Regia: Saki Michimoto
- Sceneggiatura: Ryusei Goda, Saki Michimoto
- Fotografia: Rui Seki
- Interpreti: Ken Okouchi, Makoto Tanaka, Risa Shigematsu, Ryota Matsuda, Takuro Akiyama
- Colonna sonora: Yo Irie
- Produzione: Enbu Seminar
- Durata: 99'




Far East 2025
Far East 2025 – Presentazione