Scarpe rotte di Roberta Torre affida a un microcosmo domestico sospeso nel tempo, durante la Seconda guerra mondiale, il senso ultimo del suo cinema libero e irriducibile. Un diario filmato e vulnerabile che mescola teatro, archivio e visioni sperimentali. Leggi tutto
Ambientato nel suggestivo scenario dei boschi delle Madonie, l'opera seconda di Riccardo Cannella Jastimari è il tipico horror italiano che horror non vuol essere, che un po' se ne vergogna, che vuole trattare temi "alti" utilizzando una veste popolare. Leggi tutto
A due anni dalla collaborazione con Roberto D’Agostino e Marco Giusti per il documentario Roma, santa e dannata, Daniele Ciprì si presenta nella sezione Special Screenings della Festa del Cinema di Roma 2025 con Pontifex – Un ponte tra la misericordia e la speranza. Leggi tutto
A tre anni di distanza da Il cattivo poeta Gianluca Jodice torna alla regia con Le déluge che racconta, come specifica il sottotitolo italiano, gli ultimi giorni di Maria Antonietta, rinchiusa insieme al consorte e ai figli nella Torre del Tempio. Leggi tutto
Il ritorno alla regia di lungometraggio di Claudio Giovannesi, Hey Joe, è stato presentato nella sezione Grand Public del Roma Film Fest 2024 e sarà in sala dal 28 novembre con Vision Distribution. Leggi tutto
I limoni d'inverno di Caterina Carone racconta l'incontro fra due solitudini, la fragilità dei rapporti interpersonali, l'inesorabilità del tempo che passa. Ma soprattutto un Christian De Sica inedito in un ruolo drammatico che la regista, alla loro seconda collaborazione, gli cuce addosso con un film d'alta sartoria. Forse anche troppo. Leggi tutto
My Soul Summer è il quarto lungometraggio diretto in nove anni da Fabio Mollo. Un teen movie in piena regola, genere trattato con troppa superficialità dalla produzione nazionale e che Mollo affronta con onestà e curiosità, ma senza riuscire a evitare i cliché che finiscono con l'affossare il film. Leggi tutto
Esordio nel lungometraggio per Gianluca Jodice, Il cattivo poeta non riesce a raccontare quanto promette: il D'Annunzio che emerge è infatti un personaggio piatto, per nulla affascinante e privo di lati oscuri. Il tutto appesantito da una narrazione che si innesca davvero solo a due terzi del film. Leggi tutto








