Arturo

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Remake della commedia di culto resa celebre dall’interpretazione “ubriaca” di Dudley Moore, Arturo di Jason Winer si regge tutto su un ritmo indiavolato e la posa perennemente esagerata di Russell Brand. Un’impresa improba ma che nel complesso può definirsi riuscita. In blu-ray con Warner Bros.

Arthur Bach (Arturo nella versione italiana) è un viziato ragazzo di New York, alla costante ricerca di donne che non siano piú che un’avventura. Gli viene però proposto di sposare la ricca Susan Johnson dal cui matrimonio, in cambio, potrebbe beneficiare dell’eredità di famiglia di 750 milioni di dollari. Arthur, mal volentieri, accetta di frequentare Susan scoprendo di non avere nulla in comune con lei e innamorandosi di Naomi, una guida turistica tutt’altro che ricca. [sinossi]

Per quanto in Italia sia oramai relegato a messe in onda televisive negli orari pomeridiani dei giorni feriali, Arturo di Steve Gordon è una delle commedie di culto della cinematografia statunitense degli ultimi trenta anni: l’interpretazione ubriaca di Dudley Moore, l’irresistibile verve di una deliziosa Liza Minnelli e lo script al vetriolo firmato dallo stesso Gordon rappresentano ancora oggi un esempio del lato più radioso di Hollywood. Inevitabile dunque che, in concomitanza con lo spegnimento delle trenta candeline, la Warner Bros. abbia deciso di portare nuovamente davanti alla macchina da presa le avventure alcoliche e amorose di Arthur Bach, viziato e dissoluto miliardario newyorchese che si ritrova con le spalle al muro, costretto a sposare la ricca Susan se vuole aspirare a mettere le mani su un’eredità di quasi un miliardo di dollari, ma allo stesso tempo innamorato di una ragazza abituata a un tenore di vita assai meno agiato.

Per quanto la nuova versione fosse inevitabilmente ricca di insidie, visto il paragone con il film originale, la sfida può essere considerata almeno parzialmente vinta: per quanto l’Arturo Bach del 2011 sia assai più bizzarro, fuori dai canoni e spudoratamente esagerato nei comportamenti (e l’interpretazione di Russell Brand punta tutto in questa direzione, centrando nella maggior parte dei casi il bersaglio), così come dopotutto alcune delle situazioni che si vengono a creare – non ultima la distruzione di un monumento pubblico da parte della Bat-Mobile che il ragazzo ha acquistato – non c’è dubbio che l’aspetto comico della vicenda mantenga una freschezza salvifica. Gran parte del merito va, più che alla regia diligente ma non particolarmente ispirata di Jason Winer, a un cast di prim’ordine che vede uno accanto all’altro la graziosa Greta Gerwig, una convincente Jennifer Garner, e i sempre eccellenti Nick Nolte (il consiglio di approfittare della versione originale con i sottotitoli è in parte dettato dal piacere di potersi gustare la voce inconfondibile di questo monumento del cinema a stelle e strisce) e Helen Mirren nella parte che fu di John Gielgud. Un parterre de roi che infonde ad Arturo un ritmo incalzante e coinvolgente, innervando una sceneggiatura già di per sé ben oliata.

L’edizione blu-ray curata dalla Warner Bros. permette allo spettatore, oltre alla possibilità di gustarsi una divertente commedia sfruttando al meglio le potenzialità del supporto per quel che concerne sia l’aspetto video che audio, di approfondire la conoscenza di Arturo attraverso un buon numero di contenuti speciali: in Arturo lasciato a se stesso! Russell Brand e Jason Winer trascinano lo spettatore sul set, raccontando punto per punto gli aneddoti più divertenti della vita di troupe, le sequenze tagliate in fase di montaggio, nel tentativo di restituire la genuina sensazione di estemporaneità della recitazione. Un aspetto, questo, che viene amplificato anche in un altro degli extra contenuti nel blu-ray, Le Gag, un breve interludio nel quale sono concentrati alcuni degli errori commessi dagli attori durante la lavorazione del film: battute dimenticate o sbagliate, incidenti di percorso ancora una volta tesi a sottolineare l’idea di un set in cui l’aspetto ludico e quello professionale del cinema hanno ben presto finito per compenetrarsi. Chiude i contenuti extra un montaggio di più di dieci minuti di scene tagliate: nessuna probabilmente essenziale, ma più di una in grado di confermare l’idea di trovarsi di fronte a un remake alla ricerca di una propria personale via espressiva e al contempo estremamente rispettoso nei confronti dell’irraggiungibile materiale originale.

A conti fatti la visione di questo nuovo Arturo è consigliato sia agli amanti del film di Steve Gordon sia a chi semplicemente avesse voglia di passare un paio d’ore in piacevole compagnia di un’opera leggera e spensierata, che ha l’intelligenza di non prendersi mai troppo sul serio. Proprio come l’istrionico personaggio protagonista, funambolo in bilico sull’orlo del baratro di una società che, in fin dei conti, disprezza.

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