L’illusion comique

L’illusion comique

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Mathieu Almaric firma l’adattamento per il piccolo schermo de L’illusion comique, celeberrimo testo di Pierre Corneille che segnerà non solo la carriera del suo autore ma l’intera scena drammaturgica francese del XVII secolo. Al Torino Film Festival 2011.

Disillusione

Da molti anni ormai il giovane Clindor ha abbandonato la casa paterna; il genitore non ne ha notizie da tempo, finché una mattina nota, tra la posta, un involucro voluminoso. Aprendolo, scopre immagini e registrazioni video del figlio, che conduce una vita dissoluta e, secondo il misterioso mittente del pacco, si trova a Parigi. Deciso a ritrovare Clindor e a riportarlo sulla retta via, l’uomo si reca in un albergo parigino, dove, nel buio dei sotterranei, gli schermi monitorano vizi, passioni e debolezze umane… [sinossi – Torino Film Festival]

La Comedie Française aggiunge un nuovo capitolo al suo progetto di trasposizione e rilettura per il grande pubblico dei classici del teatro transalpino: Mathieu Almaric firma infatti l’adattamento per il piccolo schermo de L’illusion comique, celeberrimo testo di Pierre Corneille che segnerà indelebilmente non solo la carriera del suo autore ma più in generale la scena drammaturgica francese del XVII secolo.

Il regista – al suo ritorno alla macchina da presa dopo il grande successo di Tournée – si confronta con asciuttezza con la complessità dell’operazione, collocando l’azione nella contemporaneità e limitandola sotto il profilo spaziale dentro le mura di un albergo: è qui che riprenderanno vita le vicissitudini amorose (e non solo) del giovane Clindor e delle sue amanti, fra tradimenti, gelosie, intrighi e inquietudini.
Amalric gestisce con pulizia e consapevolezza la regia, lavorando soprattutto sulla sottrazione degli elementi e lasciando che sia il contrasto fra la naturalezza e la credibilità delle immagini e l’austerità aulica dei dialoghi a conferire vitalità al risultato: il film tuttavia pare mancare dell’impronta autoriale del cineasta francese e questa patina di fredda artificiosità finisce senza dubbio per indebolire il complesso generale dell’operazione. È però importante sottolineare l’ammirevole abilità del regista nel metabolizzare il testo di partenza riuscendo a realizzare uno schema di decostruzione/ricostruzione dell’opera che rende estremamente fruibile il prodotto finale: giocando con intelligenza con la molteplicità di spunti e sulla camaleonticità del testo – che alterna generi e caratteri profondamente diversi tra loro – Amalric dà vita a un viaggio surreale e cupo che indaga sull’umanità e sulle sue debolezze con energia ed esuberanza.

Attenendosi fedelmente alle tre regole di lavorazione imposte dalla Comedie Française (rispettare la struttura e i dialoghi originali, limitarsi ai canoni del teatro classico nella determinazione dello sviluppo dei personaggi e portare a termine le riprese in dodici giorni, in set non teatrali) L’illusion comique è un prodotto realizzato con competenza e precisione, forte di un cast che sa restituire il giusto sapore alla mutevolezza dei toni della commedia (davvero notevoli le interpretazioni di Loic Corbery, Suliane Brahim, Julie Sicard, Denis Podalydes e Alain Lenglet).
Interessante rilettura del simbolismo di Corneille, l’ultimo lavoro di Mathieu Amalric tradisce le aspettative di chi sperava di confrontarsi nuovamente con un’opera struggente e appassionante come Tournèe ma testimonia un pregevole gusto per il “naturalismo surreale” del regista, che si dimostra comunque pienamente all’altezza di un compito non semplice: attraverso i dialoghi serrati di Corneille il film alterna il confronto con le più pure e radicali pulsioni umane alla riflessione sul concetto di verità e di realtà, meditando anche in merito al ruolo e al potere del teatro (e del cinema).

Negli schermi dei monitor delle postazioni di sicurezza e controllo dell’albergo scorrono le immagini della vita di Clindor, là dove il racconto si fonde con la testimonianza diretta: è in questo territorio di confine che L’illusion comique cerca la propria dimensione, senza raggiungere probabilmente in maniera davvero compiuta gli ambiziosi obiettivi del progetto, smarrendosi talvolta nel labirintico alternarsi fra realtà e menzogna. “Credi solo in ciò che vedi”, suggeriva Corneille.

Info
La scheda dedicata a L’illusion comique sul sito del Torino Film Festival.
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