Tournée
di Mathieu Amalric
Con Tournée Mathieu Amalric firma la sua terza prova registica: squilibrata, sbilenca, dolente, profondamente sincera. In concorso a Cannes 2010.
Le note dolenti di un illusionista
Il volto dell’impresario Joachim porta impresse su di sé mille storie. Viaggiando con un gruppo di bellissime spogliarelliste americane, tenta di fare ritorno sulle scene con un nuovo spettacolo di burlesque portandolo in giro per la Francia. Ma quando il tour inizia, Joachim deve fare appello a tutte le sue energie per ricevere un compenso adeguato, mantenere la sua ex moglie, fare felici i suoi figli e tenere d’occhio le ragazze, sempre più incontrollabili… [sinossi]
Tra un Mastroianni che fa spallucce e un indomito Benigni che arraffa caramelle ove può ecco muoversi la maschera di Mathieu Amalric – tra i più talentuosi attori francesi degli anni Duemila (a dir poco impressionante l’elenco dei registi che lo hanno scelto: André Téchiné, Alain Resnais, Arnaud Desplechin…) – nella sua terza prova da regista (nella lunga durata). Dopo Mange ta soupe e l’imperfetto ma interessante Le stade de Wimbledon (con una magnetica Jeanne Balibar), avendo anche fatto passare la bellezza di nove anni da quel film, Amalric sembra in effetti non fare nulla per smentire quell’etichetta di cineasta squilibrato e sbilenco che si trova addosso. Gli si può di certo imputare di tutto, sia come regista che ai suoi film, tranne la voglia pazzesca di farsi cinema, narrazione di immagini e corpi e volti colti in un turbinio irrequieto e irrefrenabile: Amalric ama buttarsi in mezzo al proprio cinema, mettendosi in scena con i suoi attori (addirittura facendosi prendere a cazzotti) e finendo anche col farsi letteralmente umiliare sul palco. Ad aiutarlo c’è anche la storia della pellicola, assolutamente senza freni: sembra partire come fosse una delle tante on stage (ambientate dunque sul palcoscenico di un teatro o di un altro qualsiasi evento artistico che preveda un palco), invece via via prende derive e sponde piuttosto diverse, se non contrarie tra loro.
Ma oltre ad un certo “esotismo” del soggetto, inteso come racconto di vita piuttosto particolare (quello di un gruppo di spogliarelliste statunitensi piuttosto oversize che si esibiscono in spettacoli burlesque in una tournée francese) che però non riesce ovviamente a mantenersi col giusto tono per tutto il film e che quindi alla fine può apparire piuttosto come un limite, Tournée convince proprio in quei suoi sviluppi borderline, che sembrano nascere come per spontanea filiazione dal tronco principale. Echi felliniani a parte (in certe coreografie ma anche in un gusto smodato per queste donne burrose e chiassose, stupefacenti e sensuali masse di ciccia, spesso bionde e bianchicce) che partono come stilettate improvvise, ci sono almeno due o tre grumi di sceneggiatura in cui la pellicola di Amalric decolla indubbiamente verso lidi interessanti: tutto il viaggio per la campagna francese compiuto dall’impresario Joachim (ovviamente interpretato dallo stesso regista) insieme ad una delle sue muse – dove lui sembra riconquistare la propria terra e lei adagiarvisi sopra, eterea come sempre – è ad esempio uno struggente canto d’un naturalismo intimo che pervade di colpo tutta l’inquadratura.
In generale è tutta la seconda parte del film a procedere così distrattamente da far sembrare inopinatamente vero quello che passa sullo schermo; di contro invece ad una prima parte che sembra troppo schematicamente applicarsi ai canovacci della commedia dell’arte (intesa come quella da palcoscenico) e lasciar andare troppo la mano nelle (pur molto belle, va riconosciuto) coreografie del film (tutte pensate e eseguite, tra l’altro, dalle stesse attrici/spogliarelliste, che tali sono anche nella vita). Nella seconda metà invece prendono sempre più spazio quelle note dolenti che fin dall’inizio fanno capolino, cominciando dunque a ben delineare la maschera di quest’uomo sbagliato, nei modi e negli affetti, che vorrebbe riscattarsi in quello stesso mondo che lo ha cacciato qualche anno prima (quando lui, produttore televisivo di successo cadde di colpo e per ricominciare, appunto, si inventò questi spettacoli di burlesque) nello stesso paese, la sua Francia. E sembra proprio l’opera di un illusionista questo Tournée, di un mago che vorrebbe far riapparire le cose al loro giusto posto ma che per farlo ne combina di tutti i colori, di un Méliès pasticcione e melanconico. Il riscatto sarà ovviamente impossibile, eppure quella vita costruita nella finzione mettendo in scena una parte nel gran gioco dello spettacolo, sarà comunque una vita degna di esser vissuta.
Info
La pagina facebook di Tournée.
- Genere: commedia, drammatico
- Titolo originale: Tournée
- Paese/Anno: Francia | 2010
- Regia: Mathieu Amalric
- Sceneggiatura: Mathieu Amalric
- Fotografia: Christophe Beaucarne
- Montaggio: Annette Dutertre
- Interpreti: Alexander Craven, Angela de Lorenzo, Anne Benoìt , Antoine Gouy, Aurélia Petit, Damien Odoul, Dirty Martini, Erwan Ribard, Florence Ben Sadoun, Franzo Curcio, Jean-Toussaint Bernard, Joseph Roth, Julie Atlas Muz, Julie Ferrier, Mathieu Amalric, Miranda Colclasure, Pierre Grimblat, Simon Roth, Suzanne Ramsey, Ulysse Klotz
- Produzione: Arte France Cinéma, Canal+, Centre National de la Cinématographie (CNC), CinéCinéma, Film(S), Filmförderungsanstalt (FFA), Le Pacte, Les Films du Poisson, Neue Mediopolis Filmproduktion, WDR / Arte
- Distribuzione: Nomad Film
- Durata: 111'
- Data di uscita: 16/03/2011







