Dictado

Costruito su una serie di flashback che vorrebbero rivelare passo dopo passo allo spettatore una scioccante verità, purtroppo intuibile già dai primi minuti, Dictado si adagia sulle esilissime spalle della piccola e brava Mágica Pérez, bimbetta dal volto candido, e gioca la carta dell’innocenza del diavolo. Incompresibilmente selezionato in concorso alla Berlinale.

L’innocenza del diavolo?

Daniel riceve la visita di Mario, un amico che non vedeva da quando erano entrambi bambini: l’uomo è visibilmente turbato e vuole che Daniel incontri sua figlia, la piccola Julia. Tornato a casa, dopo essere stato allontanato da Daniel, Mario si toglie la vita. Al funerale dell’uomo, Daniel e la moglie Laura incontrano Julia e decidono di  prendersi cura della bambina e di accoglierla nella loro casa. Ma qualcosa turba i sogni di Daniel e strani incubi iniziano a tormentarlo: chi è realmente questa bambina? [sinossi]

Il vero mistero legato a Dictado, thriller condito da suggestioni orrorifiche, è la sua presenza all’interno del concorso della sessantaduesima Berlinale. Potenzialmente in corsa per l’Orso d’Oro, il film scritto, diretto e prodotto dallo spagnolo Antonio Chavarrías (Las vidas de Celia, Volverás, Un caso para dos) sembra un oggetto fuori posto, infilato a forza in una sezione che normalmente segue altre traiettorie. Una scelta forse dettata da considerazioni che vanno ben oltre i meriti della pellicola:  Chavarrías, in fin dei conti, ha prodotto Il canto di Paloma (La teta asustada) di Claudia Llosa, vincitore della Berlinale nel 2009. L’ipotesi ci sembra plausibile.

Costruito su una serie di flashback che vorrebbero rivelare passo dopo passo allo spettatore una scioccante verità, purtroppo intuibile già dai primi minuti, Dictado si adagia sulle esilissime spalle della piccola e brava Mágica Pérez, bimbetta dal volto candido, e gioca la carta dell’innocenza del diavolo: dietro gli occhi di un bambino si può nascondere un mostro? Il punto di partenza, non proprio freschissimo, andrebbe anche bene, se non venissero a mancare il sostegno dalla messa in scena (la costruzione delle sequenze horror è troppo meccanica, quasi priva di tensione: si veda, ad esempio, la sequenza della vasca piena di terra e della manina che spunta) e una credibile caratterizzazione psicologica di Daniel, affidato all’interpretazione un po’ legnosa di Juan Diego Botto. La scrittura e la regia di Chavarrías sembrano non tenere conto delle necessità di mantenere un costante equilibrio tra i diversi piani narrativi: la tensione orrorifica (la natura di Julia/Clara) dovrebbe essere infatti sostenuta dall’evoluzione del personaggio di Daniel e viceversa. E serve a poco la frammentazione dei flashback, spesso ridotti a rapide immagini, a squarci di memoria disposti in una cronologia troppo diligente.

È proprio il termine diligente, ancor più di scontato, il comune denominatore di Dictado, film che spreca un buon incipit e che sprofonda in un finale infelice, persino scorretto. Cineasta di lungo corso, Chavarrías sembra infatti accontentarsi dello spunto iniziale, del soggetto, dell’opposizione sovrannaturale/follia, incurante del concetto di verosimiglianza: il rapporto tra Daniel e Laura (Bárbara Lennie) si incrina senza reali motivi, con sospetta rapidità, e il desiderio di maternità di Laura è una coperta troppo corta; il personaggio di Luisa (Ágata Roca) cala dal cielo come un superfluo deus ex machina; il ritorno nella casa di campagna sfida apertamente la pazienza spettatoriale e tutto quel che segue.

Lontano dall’essere un rigoroso prodotto di genere, Dictado è un lungometraggio che non può o non vuole sfruttare appieno le possibilità orrorifiche offerte dal soggetto, sperperando le potenzialità visionarie. Il rimosso di Daniel non prende realmente forma, nemmeno dopo il grido disperato di Luisa (mostri!), ma si perde tra occhi sgranati e sudori freddi. Chavarrías non indaga tra le pieghe dell’infanzia, non si insinua nei meandri della mente, ma  si limita a mettere in scena qualche cliché. Davvero troppo poco per il concorso della Berlinale.

Info
Il trailer originale di Dictado.
La scheda di Dictado sul sito della Berlinale.
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