Annabelle

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Un valido spunto di partenza e alcune scene realmente terrificanti riescono a motivare la visione di Annabelle, per quanto alcune incertezze di scrittura smorzino gradualmente l’entusiasmo per l’horror diretto da John R. Leonetti, indebolito peraltro da un finale incolore.

Tu mi fai girar, come fossi una bambola…

John Form ha trovato il regalo perfetto per sua moglie Mia, che è incinta: una bellissima e rara bambola vintage che indossa un abito da sposa bianco candido. Ma la felicità di Mia per il dono della bambola durerà molto poco. Durante una notte terrificante, la loro abitazione viene invasa da una setta satanica che attacca violentemente la coppia, lasciandosi dietro terrore e sangue e molto altro ancora. I membri della setta hanno creato un’entità talmente malvagia che nessuna delle atrocità commesse quella sera potranno eguagliare la crudeltà di cui è capace la dannata Annabelle… [sinossi]

Le sporadiche prove da regista di John R. Leonetti non hanno mai lasciato il segno, eufemisticamente parlando: basti pensare al tutt’altro che indimenticabile Mortal Kombat – Distruzione totale, girato nel 1997. Eppure, nelle vesti di direttore della fotografia, il film-maker californiano ha saputo disimpegnarsi validamente con alcuni tra i più accreditati registi horror della sua generazione: ha infatti collaborato con Lucky McKee, per Il mistero del bosco (The Woods, 2006); con Alexandre Aja per Piranha 3D (2010); e con l’astro nascente James Wan in svariate occasioni (Dead Silence e Death Sentence nel 2007, Insidious nel 2010, Oltre i confini del male – Insidious 2 e L’evocazione – The Conjuring nel 2013). Ecco, proprio dal rapporto simbiotico col cineasta di origine malese è nato questo ritorno alla regia, dato che Annabelle può essere considerato uno spin-off del fortunatissimo e genuinamente inquietante L’evocazione – The Conjuring. Ricordate la bambola demoniaca custodita in una teca da Ed e Lorraine Warren, la coppia di ricercatori del paranormale resa protagonista del precedente film? Assistiamo qui alla genesi stessa della maledizione che la riguarda, in un crescendo di fatti raccapriccianti e manifestazioni del demoniaco, aventi quale catalizzatore quella bambola dal vestitino innocente e lo sguardo perfido.

Rispetto al mediocre passato, John R. Leonetti firma senz’altro la sua opera più coinvolgente, e incalzante, sommandovi anche qualche preziosa intuizione visiva. Ciò compensa solo in parte, però, i limiti e le piccole trasandatezze espositive che abbiamo ravvisato nello script di Gary Dauberman, pieno a sua volta di spunti morbosi e intriganti che al contempo dovevano essere approfonditi meglio. Davvero un peccato. Perché in realtà la tensione si accumula sin dall’approdo della sinistra bambola Annabelle nella dimora di quella coppia, così perfettina e amorevole, intorno al cui equilibrio famigliare finisce per ruotare il racconto. Lui è un dottorino sempre ligio al dovere: il tempo che non passa a casa o al lavoro lo trascorre in chiesa, con un sorriso atono perennemente stampato sul volto. Lei, invece, si compiace tanto delle attività domestiche che del futuro ruolo di madre, essendo già incinta. Pare quasi che abbia per appendice la classica macchina da cucire, che le sue mani tengono costantemente in azione. Questo grazioso quadretto vintage è però destinato a macchiarsi ben presto di sangue. Anticipato da quei telegiornali che rimandano al caso Charles Manson e al proliferare di sette sataniche negli Stati Uniti dell’epoca, un terrificante massacro si compie di notte nell’abitazione dei vicini, facendo sì che anche nel corpo e nella psiche dei protagonisti restino cicatrici pesanti. Sarà questo episodio a spalancare le porte del demoniaco, nella vita dei coniugi Form, che non ci metteranno poi tanto a identificare nella bambola Annabelle il veicolo attraverso cui si diffonde il Male.

Nello stacco stilistico tra questa primissima parte e la spirale malefica che ne deriva abbiamo ravvisato, soprattutto in quanto a gestione degli spazi, una interessante maturazione registica da parte dell’autore. John R. Leonetti sembra voler creare un effetto straniante, all’inizio, giocando su profondità di campo e totali delle due abitazioni, come a sottolineare che la maledizione non è ancora così vicina, ma prossima a palesarsi; alberga semmai tra le pieghe di quel rapporto ancora carico di mistero, tra i più attempati vicini di casa e una figlia scappata di casa in circostanze poco chiare. Dopo l’ingresso dell’orrore nel ménage famigliare dei due sposini, ai quali si aggiungerà di lì a breve la bimba tanto attesa, avviene una alquanto prevedibile escalation di segni premonitori, ben amministrata da Leonetti secondo la grammatica del genere. E c’è da dire che alcune scene fanno realmente paura. Specialmente quando la giovane donna deve confrontarsi da sola con orripilanti apparizioni, in spazi deformati da un ormai onnipresente influsso maligno. Se la regia regala più di un brivido, le incertezze della trama fanno di tutto per ammortizzarne l’effetto. Anche a prescindere da alcuni dialoghi, soprattutto quelli in chiesa, la cui banalità ammoscia considerevolmente la tensione appena creatasi, è l’intervento di personaggi abbozzati superficialmente e dal background poco motivato, approssimativo, a interferire negativamente col resto: ciò vale in particolare per la donna di colore interessata all’occulto sui cui trascorsi pesa un’altra tragica vicenda famigliare, personaggio che assumerà un’importanza sempre maggiore verso la fine, continuando però ad apparire artificioso e finanche scollato dagli assi portanti della narrazione.
Probabilmente, senza incappare in queste soluzioni di sceneggiatura un po’ stiracchiate e scialbe, un lungometraggio a tratti davvero spaventoso come Annabelle avrebbe rinsaldato ancora di più il legame tra l’horror e le bambole, quei simulacri della vita umana da sempre portatori di inquietudine: Chucky insegna. Ed era quasi scontato chiudere citando il personaggio creato da Don Mancini per La bambola assassina (Child’s Play, 1988), cult movie ancora insuperato che diede vita a una saga complessivamente non disprezzabile.

Info
Il trailer di Annabelle su Youtube.
Annabelle sul sito della Warner Bros.
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