1981

Presentato nella sezione Alice nella città del Festival di Roma, 1981 riesce a raccontare con coinvolgente leggerezza il passaggio dall’infanzia all’adolescenza, dalle corse in bicicletta ai primi palpiti amorosi, dai capricci per il giocattolo nuovo (l’ennesimo) alla percezione delle difficoltà del mondo degli adulti.

Le merendine di quando ero bambino

1981. La famiglia Trogi cambia casa, sobbarcandosi un pesante mutuo. Il piccolo Ricardo, undici anni, è così costretto a fare i conti con una serie di cambiamenti: la casa, la scuola, la difficoltà a fare nuove amicizie, un diverso contesto sociale, la ragazzina del primo banco… [sinossi]
Le merendine di quand’ero bambino
non torneranno più!
I pomeriggi di maggio!
Mamma! Mia madre non tornerà più!
Il brodo di pollo quand’ero malato,
gli ultimi giorni prima delle vacanze…
Michele (Nanni Moretti) – Palombella Rossa

Ricardo Trogi, regista e sceneggiatore canadese di origini italiane, dopo i consensi e i premi ottenuti con  Québec-Montréal (2002) e Horloge biologique (2005), entrambi inediti nel Bel Paese, sbarca in terra italica grazie alla sezione Alice nella città del Festival Internazionale del Film di Roma, destando ottime impressioni. La sezione di cinema per ragazzi, tra alti e bassi, si conferma un buon rifugio per spettatori delusi dalla traballante Selezione Ufficiale: l’edizione 2009, oltre a 1981, ci ha regalato gli ottimi Vegas del norvegese Gunnar Vikene e il delizioso lungometraggio statunitense Dear Lemon Lima, diretto dall’esordiente Suzi Yoonessi.

Mille Neuf Cent Quatre-Vingt-Un, aka 1981, è un più che convincente racconto autobiografico, abilmente in bilico tra i toni allegri e scanzonati di una commedia pre-adolescenziale e le inevitabili suggestioni nostalgiche, splendidamente rappresentate dalla parata di prodotti di consumo che hanno invaso il mercato tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta: l’orologio al quarzo con la calcolatrice, al tempo oggetto di culto, i coloratissimi moonboot, i primi walkman, i k-way e via discorrendo. Eppoi le serie televisive Charlie’s Angels e Candy Candy, la quasi mitologica rivista Playboy e, soprattutto, la graziosa Anne Tremblay, la classica compagna di classe, da sempre seduta nel primo banco, irraggiungibile eppure indimenticabile come la ragazzina dai capelli rossi di Charlie Brown.

Avvalendosi di una voce narrante dalla presenza costante ma mai fastidiosa, Trogi (ri)costruisce una storia godibile a più livelli: 1981 riesce infatti a raccontare con coinvolgente leggerezza il passaggio dall’infanzia all’adolescenza, dalle corse in bicicletta ai primi palpiti amorosi, dai capricci per il nuovo (ennesimo) giocattolo alla percezione delle difficoltà del mondo degli adulti. E, aspetto ancor più interessante, mette a fuoco i prodromi del consumismo esasperato, che proprio nei primi anni Ottanta prendeva forma, imponendosi poi come regola di vita,  inganno globale per più di una generazione. Tra le pieghe delle (dis)avventure sentimentali e scolastiche del piccolo Ricardo e delle difficoltà economiche di una famiglia perbene (il ritratto dei genitori ci è sembrato un sincero e appassionato atto d’amore), emerge il contesto storico e sociale, il segnale di un cambiamento che intreccia potere d’acquisto e valori morali.

Ricardo Trogi, regista/protagonista, torna alla sua infanzia mescolando corse in bicicletta nei boschi, spavalderie da ragazzini e bugie abnormi, immaturità e presa di coscienza, alternando momenti comici e drammatici e concedendosi alcune parentesi alquanto bizzarre ma funzionali (il prologo, poi ripreso nel sogno, del racconto paterno della Seconda Guerra Mondiale con i soldati nazisti e le gag surreali del padre avvocato). 1981, ironico, colorato e con un vivace montaggio, conferma l’ottimo livello delle produzioni canadesi: si vedano, per affinità, il recente C.R.A.Z.Y. (2005) di Jean-Marc Vallée e la serie televisiva Degrassi: The Next Generation (2001-2009). Meriterebbe senza dubbio una distribuzione italiana.
Il cosiddetto “cinema per ragazzi” si conferma di pregevole quando riesce a cogliere l’essenza dell’infanzia e dell’adolescenza, senza scadere nel consueto birignao, nella banalizzazione dei personaggi, nella rappresentazione farsesca della realtà.

Info
La scheda di 1981 sul sito di Film Movement.
Il trailer di 1981.
  • 1981-2009-ricardo-trogi-01.jpg
  • 1981-2009-ricardo-trogi-02.jpg
  • 1981-2009-ricardo-trogi-03.jpg
  • 1981-2009-ricardo-trogi-04.jpg
  • 1981-2009-ricardo-trogi-05.jpg
  • 1981-2009-ricardo-trogi-06.jpg
  • 1981-2009-ricardo-trogi-07.jpg
  • 1981-2009-ricardo-trogi-08.jpg

Articoli correlati

Array
  • AltreVisioni

    Dear Lemon Lima RecensioneDear Lemon Lima

    di Quando Vanessa, solitaria ragazza eschimese, viene lasciata dal suo grande amore, l'iperintellettuale Philip, trascorre l'estate ossessionata dalla propria straziante tragedia, contando i giorni che mancano all'inizio del semestre alla Nichols School...