Clash
di Le Thanh Son
Clash di Le Thanh Son mostra il volto migliore dell’action d’arti marziali vietnamita, produzione non sempre in grado di trovare la propria dimensione. Qui invece il regista riesce a dimostrarsi spettacolare ed efficace narrativamente allo stesso tempo. Al Far East 2010.
L’infiltrato
Per salvare la figlia rapita dal sadico Drago nero, Fenice è disposta a tutto, anche a riunire una banda di pericolosi ex galeotti per entrare in possesso di un computer contenente dati dei servizi segreti da utilizzare come merce di scambio. Tradimenti e complotti tracciano la via per un bagno di sangue. [sinossi]
La cinematografia vietnamita di genere, in particolare quella di stampo action, ha dimostrato nei pochi decenni di vita di non riuscire a trovare la giusta continuità riguardo al rapporto tra qualità e quantità. Fattore che, al contrario, caratterizza il cosiddetto thai-action, vero e proprio marchio di fabbrica che ha permesso ad un’altra cinematografia relativamente giovane, quella thailandese, di catturare quantomeno l’attenzione degli addetti ai lavori, riuscendo miracolosamente a sbarcare con qualche titolo persino sul mercato italiano. La discontinuità è quindi la “malattia” che affligge le pellicole d’azione made in Vietnam, colpa probabilmente di sceneggiatori, registi e produttori, che non sono ancora riusciti a prendere le giuste misure di un genere che fa del mix di coreografie, inseguimenti pirotecnici ed esplosivi conflitti a fuoco, un elemento imprescindibile. La conferma di tutto ciò viene dalla piccola pattuglia presente alla dodicesima edizione del Far East Film, composta da solo due rappresentanti, entrambi iscrivibili nel filone del martial arts action: il pessimo The Legend is Alive di Luu Huynh e lo spettacolare Clash di Le Thanh Son.
Un abisso tecnico-stilistico li separa, mettendo ben evidenza la mediocrità del primo a scapito dell’efficacia del secondo. Dunque, non esiste una via di mezzo quando ci si deve rapportare all’action vietnamita, perché vige la regola degli opposti che in questo caso non si attraggono mai: il brutto e il bello.
Clash fa parte della seconda categoria, perché è in grado dal primo all’ultimo fotogramma di tenere lo spettatore incollato alla poltrona. In una trama seppur esigua, che non brilla certo per originalità, calcata sul modello tradizionale del poliziotto infiltrato, si fa comunque largo una storia ben congegnata, commistione perfetta di thriller poliziesco, action movie e film di arti marziali. Le Thanh Son fa sfoggio di una tecnica e di uno stile inconsueti per un esordiente, sostenuti per l’intera durata dalla sicurezza e dalla solidità tipica di un veterano. Il regista si esprime al meglio nelle sequenze coreografiche, ma non abbassa mai la guardia nemmeno nelle parti più statiche quando l’azione lascia il posto a scene dialogate. Forse è per questo motivo che Clash, a differenza dello stesso The Legend is Alive o di Rebel di Truc Charlie Nguyen, riesce a mantenere un equilibrio che gli consente di non avere mai dei cali di tensione. Nello script di Clash c’è posto anche per un discreto sviluppo dei personaggi, cosa rara per un film di questo tipo. Nonostante siano costruiti su prototipi decisamente comuni al genere in questione, i personaggi che animano l’opera di Le Thanh Son hanno dalla loro parte un certo spessore drammaturgico e un fascino intrinseco, basta pensare alla Trinh interpretata dalla brava e bella Thanh Van Ngo, versione vietnamita della letale Nikita bessoniana, oppure il Johnny Tri Nguyen che nei panni del più classico dei poliziotti infiltrati (Quan) offre ai suoi fans la migliore delle interpretazioni della sua carriera dopo quella di Adrift, l’elegante dramma di Bui Thac Chuyen vincitore del Premio Fipresci alla Mostra Internazionale Cinematografica di Venezia 2009.
Fotografia saturata alla Man on Fire di Tony Scott e un montaggio di straordinaria efficacia e impatto visivo sono le altre note piacevoli di una pellicola ben confezionata, pompata all’ennesima potenza da una colonna sonora onnipresente che scandisce ritmicamente le scelte stilistiche del regista. Ma ciò che resta impresso nella mente sono soprattutto le coreografie marziali da manuale (il corpo a corpo nel bosco e l’epilogo tutti contro tutti), sapientemente alternate da autentiche piogge di proiettili che caratterizzano i conflitti a fuoco, come nel caso della violentissima scena nel quale il gruppo guidato da Trinh assalta l’appartamento dove sono nascosti i trafficanti francesi.
Info
Il trailer di Clash.
- Genere: action, arti marziali, thriller
- Titolo originale: Bay Rong
- Paese/Anno: Vietnam | 2009
- Regia: Le Thanh Son
- Sceneggiatura: Ho Quang Hung, Johnny Nguyen, Le Thanh So
- Fotografia: Dominic Pereira
- Montaggio: Ham Tran
- Interpreti: Hieu Hien, Hoang Phuc Nguyen, Johnny Nguyen, Lam Minh Thang, Truong The Vinh, Veronica Ngo Thanh Van
- Colonna sonora: Christopher Wong
- Produzione: Chanh Phuong Phim
- Durata: 90'


Far East 2010 – Presentazione
The Rebel