Ca’ Foscari Short 2018
L’ottava edizione del festival di cortometraggi ideato da Roberta Novielli si terrà da martedì 21 a sabato 24 marzo all’Auditorium Santa Margherita di Venezia. Tra gli eventi una videoconferenza con Roger Corman e la presenza del visionario artista Peter Greenaway, che presenterà estratti dei suoi lavori.
Gli piacerebbe sicuramente popolare la laguna veneziana con uno dei suoi mostri marini, ma Roger Corman, il “pope of pop”, il grande maestro del cinema artigianale, arriverà a Venezia solo in videoconferenza per aprire l’ottava edizione del Ca’ Foscari Short Film Festival, che si terrà da martedì 21 a sabato 24 marzo all’Auditorium Santa Margherita di Venezia. Un messaggio rivolto alle nuove generazioni di filmmaker da parte di chi, all’età di 91 anni, ha conservato quella passione, quella genuina voglia di fare cinema che si porta dietro dagli anni Cinquanta. Un approccio tradizionale come quello dell’animatore della Disney Robb Pratt, a suo modo storico avendo cominciato nel 1994 lavorando su Pocahontas, che terrà una esclusiva masterclass per gli spettatori del festival.
Il Ca’ Foscari Short Film Festival vedrà poi la presenza del visionario artista Peter Greenaway, che terrà un incontro presentando estratti dei suoi lavori. E il festival proporrà alcuni speciali focus, come quello sulla regista indiana d’animazione Gitanjali Rao, sul giapponese Shutaro Oku, artefice di tutte le ibridazioni possibili tra cinema e teatro, che presenterà Nigorie, opera girata tra Tokyo e Venezia. Ancora una nutrita selezione di corti dall’estremo oriente nella sezione East Asia Now, tra cui una selezione dal torinese Dong Film Fest, incentrato sul cinema cinese. Non può mancare poi, e fare gli onori di casa, Carlo Montanaro, il grande cultore e collezionista del cinema delle origini, che proporrà Magnifica, un programma sui film scientifici di inizio Novecento, epoca in cui il cinematografo veniva sfruttato per la ricerca in vari campi del sapere.
Il concorso internazionale di cortometraggi prevede trenta opere da tutto il mondo, il cui filo conduttore è rappresentato dal rapporto madre-figlio. Quest’anno è rappresentato anche il Kirghizistan, con il film Tash Kөmүr, di Evgenii Chistiakov, mentre una delle due opere italiane, Pipinara di Ludovico Di Martino, torna a un luogo drammatico, un buco nero della storia italiana come il litorale di Ostia, teatro del delitto Pasolini.
Quattro giorni molto fitti e intensi che si concluderanno con uno spettacolo di teatro delle ombre, altra reminescenza orientale, affidato alle sapienti mani guantate di Simona e Carlo Truzzi, grandi protagonisti della shadow art.

Il ‘meraviglioso’ mondo di Gitanjali Rao
Intervista a Peter Greenaway
Intervista a Roger Corman