Un petit frère
Un petit frère, secondo film per la regista francese Léonor Serraille, è l'accorato racconto nel corso dei decenni di due bambini e poi ragazzi ivoriani trapiantati in Francia con la madre a fine anni Ottanta. Un'opera solo all'apparenza semplice, in concorso a Cannes. Leggi tutto
I cieli di Alice
La regista d'animazione franco-libanese Chloé Mazlo esordisce nel live-action con I cieli di Alice, già selezionato alla Semaine de la Critique nel 2020 (anno in cui l'edizione non si tenne). Un'opera che mette in scena la tragedia ricorrendo alle svisate favolistiche, ai fondali finti, all'animazione. Leggi tutto
La figlia oscura
L'attrice Maggie Gyllenhaal esordisce alla regia con La figlia oscura, adattamento del romanzo La figlia oscura di Elena Ferrante. Dalla costa ionica la storia si sposta in Grecia, e le famiglie protagoniste sono inevitabilmente statunitensi; lo sguardo di Gyllenhaal non sceglie la via più facile, né banale. Leggi tutto
Mai raramente a volte sempre
Mai raramente a volte sempre è il ritratto impietoso dell'America conservatrice di Trump, del paese delle libertà in cui alcuni diritti considerati acquisiti, come l'interruzione di gravidanza, vengono in realtà messi in discussione e sottoposti a ogni genere di ostacolo. Leggi tutto
Todos os mortos
Marco Dutra e Caetano Gotardo dirigono a quattro mani Todos os mortos, racconto del passaggio del Brasile da impero a repubblica, dell'abolizione della schiavitù e di una società alto-borghese che non sa uscire dai propri culti, dalle proprie ossessioni, dalle manie. Leggi tutto
Lazzaro felice
L'opera terza di Alice Rohrwacher, Lazzaro felice, conferma il talento della regista fiesolana, che torna a ragionare sul mondo rurale lavorando in modo ancora più estremo e diretto sul tema di un realismo magico che arriva a sfiorare il sovrannaturale. Un racconto morale sulla coscienza dell'umanità. Leggi tutto
Petra
Con Petra, presentato alla Quinzaine, il catalano Jaime Rosales dirige una sorta di racconto morale alla Rohmer, girandolo però come se fosse Haneke. Il risultato è maldestro e sin troppo ambiguo nei confronti della storia che vorrebbe - o forse non vorrebbe - raccontarci. Leggi tutto