Never Rarely Sometimes Always
Never Rarely Sometimes Always è il ritratto impietoso dell'America conservatrice di Trump, del paese delle libertà in cui alcuni diritti considerati acquisiti, come l'interruzione di gravidanza, vengono in realtà messi in discussione e sottoposti a ogni genere di ostacolo. Leggi tutto
Todos os mortos
Marco Dutra e Caetano Gotardo dirigono a quattro mani Todos os mortos, racconto del passaggio del Brasile da impero a repubblica, dell'abolizione della schiavitù e di una società alto-borghese che non sa uscire dai propri culti, dalle proprie ossessioni, dalle manie. Leggi tutto
Lazzaro felice
L'opera terza di Alice Rohrwacher, Lazzaro felice, conferma il talento della regista fiesolana, che torna a ragionare sul mondo rurale lavorando in modo ancora più estremo e diretto sul tema di un realismo magico che arriva a sfiorare il sovrannaturale. Un racconto morale sulla coscienza dell'umanità. Leggi tutto
Petra
Con Petra, presentato alla Quinzaine, il catalano Jaime Rosales dirige una sorta di racconto morale alla Rohmer, girandolo però come se fosse Haneke. Il risultato è maldestro e sin troppo ambiguo nei confronti della storia che vorrebbe - o forse non vorrebbe - raccontarci. Leggi tutto
Dark Night
Tim Sutton con Dark Night racconta un'America fin troppo tragicamente nota (e i recentissimi fatti di Parkland, in Florida, sono lì a testimoniarlo), ma guarda a Elephant di Gus Van Sant solo in modo epidermico. Il film resta così monolitico e privo di dialettica, e sfonda ben presto nell'autocompiacimento. Leggi tutto
Barrage
Madri e figlie, figlie che non riescono a essere madri. Per Barrage, sua opera seconda in lungometraggio, Laura Schroeder sceglie un tema archetipico per un racconto fenomenico e anti-didascalico. Leggi tutto
L’intrusa
Leonardo Di Costanzo firma il suo secondo lungometraggio, L'intrusa, cercando di rintracciare una volta di più il punto d'incontro tra realtà documentaria e ricostruzione narrativa; stavolta però il meccanismo si inceppa, e i nodi non vengono al pettine, anche per la scarsa empatia che si sviluppa tra lo sguardo del regista e il mondo che sta indagando. Leggi tutto