Rosebush Pruning
Rosebush Pruning di Karim Aïnouz un grande affresco dell'alta borghesia decadente e piena di vizi, un pamphlet contro patriarcato e capitalismo ispirandosi dichiaratamente nientemeno che a I pugni in tasca, e implicitamente a Lanthimos, Guadagnino e anche a Sirk. Leggi tutto
Romería
Con Romería la trentottenne cineasta catalana Carla Simón torna a mettere in scena elementi autobiografici per ragionare sull'elaborazione del lutto, il concetto di memoria, la famiglia, e inevitabilmente anche il cinema. In concorso al Festival di Cannes 2025. Leggi tutto
Leggere Lolita a Teheran
L'israeliano Eran Riklis affronta con Leggere Lolita a Teheran l'adattamento del celebre romanzo di Azar Nafisi, trasformandolo di fatto in un pamphlet contro la cultura islamica, un j'accuse privo di sfumature, che non rispetta la profondità del testo originale. Leggi tutto
Motel Destino
Ad appena un anno di distanza dalla trasferta inglese con Firebrand, il brasiliano Karim Aïnouz torna in patria con Motel Destino, riallacciandosi idealmente ad alcuni suoi lavori del passato e guardando con insistenza dalle parti di James M. Cain e de Il postino suona sempre due volte. Leggi tutto
La chimera
Alice Rohrwacher torna in concorso a Cannes con La Chimera, storia di ossessioni e di tempi sospesi tra la vita e la morte ambientata in quella che fu terra di etruschi, tra i tombaroli. Il volo pindarico del suo cinema stavolta vive un conflitto più forte con la struttura narrativa, soffocando a tratti la vena poetica della regista. Leggi tutto
L’ultima regina – Firebrand
Per il suo primo film di produzione anglofona il regista brasiliano Karim Aïnouz sceglie di raccontare la vita da regina di Catherine Parr, ultima moglie di Enrico VIII: Firebrand però è un tizzone spento, monocorde, asfissiato da uno stile volutamente compassato, e per di più storicamente inattendibile. Leggi tutto
L’innamorato, l’arabo e la passeggiatrice
L’innamorato, l’arabo e la passeggiatrice di Alain Guiraudie affronta il tema della paura dell’altro con gli strumenti di una piccola commedia allentata nei ritmi e raffreddata nei toni. Piacevole e divertente, un deciso scarto stilistico da parte del regista rispetto alle sue ultime prove. Leggi tutto
Disco Boy
Unico film italiano in concorso alla Berlinale, Disco Boy è il lungometraggio d'esordio di Giacomo Abruzzese. Un film che cerca con coraggio una via alternativa al cinema di denuncia confrontandosi con le poetiche e le visioni di illustri modelli contemporanei. Leggi tutto