Un valzer tra gli scaffali
Un valzer tra gli scaffali è il racconto minimale e non privo di lirismo à la Kaurismäki che Thomas Stuber fa della classe operaia - che non va in Paradiso - nell'ex Germania Est. Ben diretto e interpretato, il film è un piccolo ma prezioso racconto, cui forse manca il coraggio di allargare la visuale. Leggi tutto
The Kindness of Strangers
Apertura della Berlinale 2019, The Kindness of Strangers è un inno al melting pot newyorchese, a una città complessa e stratificata, che amiamo immaginare accogliente, anti-trumpiana. Un po' dramma e un po' commedia, percorso da sentimentalismi eccessivamente marcati. Leggi tutto
Putin’s Witnesses
Nell'emergere sempre più lampante delle derive dittatoriali della Russia di Putin, Vitalij Manskij pentito del suo iniziale sostegno al presidente torna sul materiale girato nei primi anni Duemila nelle stanze del Cremlino per fare pubblica ammenda. Al Trieste Film Festival. Leggi tutto
Atlas
Atlas, in concorso al Torino Film Festival, è il primo lungometraggio per il cinema del tedesco David Nawrath. Un tentativo di noir poco riuscito, e che al massimo può apparire con un compitino fatto a dovere, ma privo di reale vita e urgenza espressiva. Leggi tutto
La casa dei libri
Ispirandosi a un romanzo del 1978, che raccontava una società in transizione, La casa dei libri sembra voler cantare un peana all’oggetto-libro e al suo potere salvifico, peccando però di eccessiva schematicità nella trama. Leggi tutto
Opera senza autore
Polpettone nazional-popolare sfilacciato ed elefantiaco, Opera senza autore segna il ritorno di Florian Henckel von Donnersmarck alla formula del suo successo di più di dieci anni fa, Le vite degli altri. In concorso a Venezia 75. Leggi tutto
Isis, Tomorrow
La città irachena di Mosul è ben lontana dall'aver superato le tragedie degli anni recenti e, anzi, sta covando il focolaio del futuro. Isis, Tomorrow, documentario di Francesca Mannocchi e Alessio Romenzi, si avvale di testimonianze di vedove e figli di militanti dell'Isis. Leggi tutto
Ayka
Pur girato con una certa personalità, Ayka di Sergej Dvortsevoj - in concorso a Cannes 71 - è costruito su un fastidioso determinismo sociale, che non permette mai di aderire alle mille disgrazie che capitano alla protagonista, una ragazza kirghisa che vive clandestinamente a Mosca. Leggi tutto