Black Sheep

Black Sheep

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Black Sheep è la divertente commedia horror di Jonathan King, in cui gli ovini si trasformano in belve assetate di sangue…

Il belato che uccide

Henry Oldfield decide di far ritorno alla fattoria Glenolden, sita tra le colline neozelandesi, di proprietà della sua famiglia da generazioni, ora gestita da lui e dal fratello Angus. Henry da tempo vive lontano della campagna a causa della sua fobia per gli ovini, contratta in seguito a un cattivo scherzo fattogli dal fratello anni prima. Lo scopo della visita è di cedere la sua parte di fattoria ad Angus, che intanto sperimenta nuove tecniche di allevamento e all’oscuro di Henry conduce esperimenti genetici sulle pecore… [sinossi]

Se andiamo a spulciare il bestiario della storia del cinema horror troviamo un po’ di tutto: lupi, serpenti, coccodrilli, tarantole (e insetti vari), scimmie, piraña, squali, cani, orsi, leoni, topi. Animali che assalgono la preda all’improvviso, tristi mietitori che non hanno pietà dell’indifeso essere umano, colto alla sprovvista da un essere troppo superiore fisicamente e intellettualmente per essere sconfitto. Nessuno finora aveva però avuto il coraggio di gettare un’ombra scura e tenebrosa sulla categoria degli ovini: la pecora è da sempre il simbolo del candore (da cucciolo) e dell’ingenuità (da adulta). Le inquadriamo belle grassocce pronte per la tosatura, o al massimo a saltare una staccionata immaginaria nel tentativo disperato di addormentarci, ma nulla di più. Almeno finora… L’esordiente regista neozelandese Jonathan King (è in pre-produzione la sua opera seconda, Under the Mountain, ma nel frattempo ha trovato lo spazio per co-firmare la sceneggiatura dell’interessante horror The Tattoist, per la regia di Peter Burger) si lancia in un’operazione ardita quanto spassosa: prendendo spunto dalla prassi del genere, trasforma il suo script in uno sfrenato viaggio demenzial-orrorifico in cui ogni regola viene ribaltata. Vedere queste pecore ben pasciute apparire in controluce in cima a un colle e ridiscendere, trotterellando, mentre una massa di persone corre terrorizzata a nascondersi, produce già di per sé un effetto comico spiazzante e rinvigorente.

In un’operazione sicuramente memore degli esordi di Peter Jackson (Bad Taste
Meet the Feebles Splatters rimangono, in questo senso, monoliti difficili da scalfire), padre legittimo dell’intero movimento cinematografico neozelandese contemporaneo, Black Sheep si diverte ad accumulare gag su gag, mettendo in mezzo un po’ di tutto: dalle mutazioni genetiche allo stereotipo dell’allevatore fisicamente attratto dalle sue pecorelle, non c’è niente che venga lasciato al caso. Al di là del mero risultato comico, comunque non da sottovalutare, a sorprendere positivamente è una messa in scena non solo diligente, ma anche arricchita da spunti notevoli (eccellente il modo in cui è trattato il personaggio dell’ecologista invasato, destinato a una “trasformazione” tutt’altro che prevista). Black Sheep è una commedia decisamente ben riuscita, passatempo divertente e nient’affatto stupido, in cui King si diverte a giocare con l’horror e a sovvertirne, in un’operazione goliardicamente eversiva, le regole.

Ennesima dimostrazione di una scena, come quella neozelandese, che ha dimostrato nel corso degli anni di avere una sua personalità ben definita: non solo l’esperienza di Peter Jackson (comunque ovviamente fondante), ma anche un percorso produttivo coerente, nel quale la commedia ha potuto vivere una palingenesi a tratti quasi totale pur senza mai fuggire completamente dallo spirito anglosassone in cui affonda le radici – vengono in mente esempi come Send Me a Gorilla di Melanie Read, Wild Man e Goodbye Pork Pie di Geoff Murphy, Sleeping Dogs di Roger Donaldson. Segnatevi con cura il nome di Jonathan King, perché ne sentiremo parlare anche in futuro: dopotutto è per merito suo se ora, quando attraversiamo in macchina le campagne, non lesiniamo sguardi preoccupati e appena gli occhi di un ovino incrociano con crudeltà i nostri siamo ben pronti ad alzare i finestrini, mettere la sicura e partire in quarta.

Info
Il trailer di Black Sheep.
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