What Women Want

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What Women Want è il rifacimento dell’industria cinese dell’omonimo successo di pubblico con Mel Gibson e Helen Hunt. Andy Lau e Gong Li sono impegnati in scaramucce amorose in un film mediocre ma che dice molto delle direzioni del cinema commerciale a Pechino e dintorni.

Money makes the world go round

Sun Zigang, divorziato con figlia adolescente e padre ultra-settantenne, non è proprio l’incarnazione del padre o del figlio ideale, la sua vita ruota attorno al lavoro e alle donne. Quando la società preferisce assumere come direttore creativo, posizione particolarmente rilevante e prestigiosa, Ly Yilong, ben conosciuta nell’industria pubblicitaria per la sua personalità e la sua determinazione, per Sun Zigang è un duro colpo alla sua insaziabile voglia di successo. [sinossi]

Per avere un’idea delle ambizioni dell’industria cinematografica cinese, basta pensare al fatto che  la Cina è l’unico paese in cui si producono, oramai con una certa regolarità, remake di film hollywoodiani. Fino a poco tempo fa il percorso era all’inverso, ovvero successi orientali venivano girati nuovamente negli States, magari dallo stesso regista dell’originale, come è avvenuto soprattutto per gli horror giapponesi. Ma ora la tendenza si sta invertendo, se è vero che nel 2008 Cellular, mediocre thriller americano diretto da David R. Ellis nel 2004 si è trasformato da crisalide in farfalla per dar luogo allo scoppiettante action thriller hongkonghese Connected di Benny Chan. Proprio al cantore della vita contadina e della poesia delle piccole cose, Zhang Yimou, è toccato in sorte di realizzare un curioso, benché fallimentare remake di Blood Simple dei fratelli Coen dal titolo A Woman, A Gun and a Noodle Shop e adesso Chen Daming riadatta ad uso e consumo del folto pubblico cinese la solida commedia What Women Want di Nancy Meyers. Evidentemente il benessere economico che pervade il paese della Grande Muraglia ha consentito uno sviluppo eccezionale dell’industria dell’intrattenimento, pronta a scodellare una serie di beni di largo consumo, leggasi blockbuster, ri-pensati per il mercato interno. Ma quale senso può avere tentare di “nazionalizzare” un prodotto che è già pensato come un “universale”? Forse la visione di What Women Want made in Cina può fornirci qualche indicazione al riguardo.

Presentato in Italia al Far East Film Festival 13, What Women Want di Cheng Daming snocciola il suo adattamento a partire da un casting impeccabile, posizionando Andy Lau e Gong Li nei ruoli che furono di Mel Gibson ed Helen Hunt. La storia in versione cinese non cambia di molto: Sun Zigang (Andy Lau) è un pubblicitario edonista e farfallone che si vede soffiare l’ambita promozione a “direttore creativo” dalla nuova assunta Ly Yilong (Gong Li). Dato che sono proprio le donne ad orientare le vendite dei beni di consumo, Sun dovrà prestare ascolto ai suggerimenti della collega e fare del suo meglio per accedere alla mentalità femminile. Un folgorante incidente domestico lo aiuterà in questa missione, rendendolo in grado di sentire i pensieri delle donne che gravitano nel suo raggio d’azione. E se il suo obiettivo è liberarsi dell’ingombrante manager che gli ha soffiato il posto, questa dote non può che  rivelarsi assai utile.
A parte alcuni deboli personaggi di contorno, tutti dal versante del personaggio di Andy Lau, come la figlia adolescente e l’anziano padre baritono che si crede un tenore dalle doti pavarottiane, What Women Want è tutto incentrato sui suoi due protagonisti e la loro liaison, soprattutto lavorativa. Nel pieno rispetto delle strette maglie della censura cinese, i due sex symbol serbano infatti un’eccessiva e inverosimile morigeratezza nel cöté affettivo, fino a rendere il gioco della seduzione meramente sottinteso. Più che amarsi l’un l’altro, i due personaggi paiono infatuati della ricchezza e degli oggetti lussuosi che essa può concedere, come vini pregiati, ristoranti alla moda, appartamenti con vista.

L’attrazione tra i due risulta pertanto evanescente e la storia d’amore si regge infondo solo sul fatto che Andy Lau e Gong Li sono belli, ricchi, famosi e sono i protagonisti del film, dunque perché non dovrebbero amarsi? L’industria celebra poi se stessa e le sue star citando i loro veri nomi in due momenti speculari, quale omaggio un po’ forzato al loro status divistico. 
Si fa notare inoltre una sostanziale scorrettezza morale del comportamento di Sun che, sebbene nel corso del film si redima come womanizer, non sembra fare altrettanto per quanto riguarda la competizione lavorativa. Sun ruba infatti costantemente le idee creative di Ly, solo per scalzarla dalla sua poltrona e quando arriva il momento della confessione finale delle sue malefatte, lei non si inalbera per nulla, anzi.
Dunque il capitalismo in salsa cinese sarebbe più amorale di quello statunitense? Beh, è una bella lotta tra titani e, per il momento, preferiamo gustarcela sul grande schermo.

Info
Il trailer di What Women Want.

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