Sàmara
di Massimo D'Orzi
A poco meno di un mese dalla riedizione di Adisa o la storia dei mille anni, esce in sala il primo lungometraggio di fiction firmato dal regista fiorentino Massimo D’Orzi, che con Sàmara firma un’opera ostica ma onirica e ammaliante.
Inseguendo una chimera
Luis è un saltimbanco deciso ad attraversare il bosco per raggiungere la città di Sàmara. Durante il viaggio incontra strani personaggi, tra i quali una misteriosa ed affascinante poetessa persiana che parla una lingua sconosciuta, ed un mago ambiguo. Ma è dall’incontro con la ballerina Rosita e il piccolo Morito che il viaggio per Luis assumerà un altro significato: da quel momento le immagini reali si confonderanno, nella sua mente, con insolite visioni e apparizioni. Luis decide di andare fino in fondo al suo viaggio e raggiungere Sàmara a tutti i costi: perderà per strada la ballerina ed il bambino. E Sàmara? La città di tutte le realizzazioni? Un museo di statue di pietra… Ma il viaggio sembra solo all’inizio! [sinossi]
“Tu credi che sia un vantaggio avere una méta, io non ne sono così convinta”
A poco meno di un mese dalla riedizione di Adisa o la storia dei mille anni, esce in sala il primo lungometraggio di fiction firmato dal regista fiorentino Massimo D’Orzi, che ci regala con Sàmara un’opera impegnativa ma di sicuro valore. Ambientato in un labirinto di sogni, Sàmara è il racconto del viaggio interiore intrapreso da Luis il saltimbanco (Filippo Trojano) alla ricerca di un luogo mitico in cui realizzarsi come artista. Per raggiungere questa meta Luis si addentrerà in un bosco in cui ogni sentiero è senza destinazione e dove il protagonista incontrerà creature misteriose e affascinanti, allegorie delle tentazioni alle quali dovrà saper resistere se vorrà soddisfare le proprie ambizioni. Ma sarà l’incontro con la ballerina Rosita (Federica Pulvirenti) e il piccolo Morito (Denis Bejzaku) a far vacillare le sue certezze, offrendo un’alternativa reale al sogno che tuttavia egli non vuole abbandonare. Avvolto in un’atmosfera sognante e fiabesca, disseminato di tracce del cinema di Olmi e Fellini, delle sperimentazioni formali dei film dei primi anni ’70 di Bertolucci e dei fratelli Taviani, delle inquietudini delle favole dei fratelli Grimm e del mondo magico di Lewis Carroll, il bosco è uno spazio circolare che non offre via d’uscita a chi non è capace di vedere, uno spazio che è il luogo dell’inconscio. È qui che si svolgerà gran parte del percorso di Luis, ed è qui che egli sarà chiamato a fare le sue scelte. L’occasione di realizzarsi come uomo e come padre appare a Luis come rinuncia ai suoi ideali artistici poiché implica una dose di compromessi e accomodamenti.
Su questa antitesi D’Orzi costruisce un film che oltre ad essere percorso personale è anche lo specchio di due pensieri distanti. Da una parte la rappresentazione del mondo occidentale, individualista e opportunista, ossessionato dall’ambizione e dal successo; e accanto (anziché all’opposto) una filosofia più orientale e terrena, alla base del pensiero di Rosita, che esiste nel presente e assapora la vita senza lasciarsi distrarre da sogni fuorvianti. Rosita offre a Luis una possibilità concreta: costruire insieme uno spettacolo in cui “la storia si scrive strada facendo e ognuno mette le proprie linee e i propri colori”. Allo stesso modo cerca di insegnare al compagno che ci sono ideali di libertà che finiscono per diventare gabbie e che inseguendo una meta c’è il rischio di perdere di vista il viaggio. Ma Luis è un uomo smarrito, incapace di cogliere l’essenza delle cose e alla ricerca della propria affermazione “altrove”. Sàmara è un’Utopia, una città in cui “non ci sono porte e il clima è dolce, le donne sono sbracciate e i bambini ti corrono incontro”, un’illusione. Una volta raggiunta, infatti, la città appare molto diversa costellata com’è di scheletri di palazzi vuoti e imponenti monumenti in cui l’arte è distante, soprattutto perché Luis non porta l’arte dentro di sé. Ecco dunque la storia di Luis il saltimbanco che sognava di fare l’artista e che inseguendo la sua chimera si ritrovò da solo in una selva oscura. I tre protagonisti della storia si troveranno ancora, approdati allo stesso luogo attraverso percorsi differenti e finalmente pronti a vivere la realtà del presente.
Pur essendo quest’opera complessa e sicuramente non adatta a uno spettatore che non abbia voglia di mettersi in gioco, va sostenuto e incoraggiato il lavoro di un regista che è chiaramente alla ricerca di uno stile personale elaborato e mai superficiale. Certamente Sàmara è un film “difficile” per l’abbondanza di simboli e metafore che non ne rendono agevole la lettura, i lunghi silenzi e i dialoghi molto impostati sia nella recitazione che nella scrittura. Tuttavia D’Orzi, facendosi portatore di un messaggio, realizza un’opera coraggiosa, permeata di quelle atmosfere suggestive a lui care, nonché basata su una coerente organizzazione del racconto. Notevole ad esempio l’alternanza tra un montaggio che potremmo definire “onirico”- reso mediante l’utilizzo di jump cuts e in assenza di coordinate spazio temporali – e un decoupage più classico, che consente di evidenziare anche visivamente la differenza di peso tra illusione e realtà. Non sappiamo se vi siano tracce autobiografiche nel viaggio di Luis il saltimbanco e se l’autore sia stato costretto a compiere scelte così importanti e radicali. Ma dalla visione di questo film usciamo domandandoci se attraverso chissà quale incredibile percorso, sia comunque possibile trovare un punto d’incontro tra realizzazione personale e ideale artistico. Sogno?
Info
Il trailer di Sàmara.
- Genere: avventura, fantasy, surreale
- Titolo originale: Sàmara
- Paese/Anno: Italia | 2009
- Regia: Massimo D'Orzi
- Sceneggiatura: Massimo D'Orzi
- Fotografia: Manuel Ribaudo
- Montaggio: Paola Traverso
- Interpreti: Denis Bejzaku, Federica Pulvirenti, Filippo Trojano, Irina Vaganova, Jale Tasir Nafas, Jean-Francois Fardulli, Lucia Rossi, Marco Baliani, Maria Concetta Liotta, Marta Baldassin, Natalia Strozzi Guicciardini
- Colonna sonora: Stefania Tallini
- Produzione: Il Gigante cinema
- Distribuzione: Il Gigante Cinema
- Durata: 110'
- Data di uscita: 19/03/2012

Adisa o la storia dei mille anni