The Iceman

The Iceman

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L’ennesima straordinaria interpretazione di Michael Shannon, che in The Iceman si fa carico di una sceneggiatura a tratti imprecisa, arrivando persino a pilotare la regia e la messa in quadro con la sua presenza fisica e la bravura recitativa.

Contract Killer

La vera storia di Richard Kuklinski, il celebre killer a pagamento e padre di famiglia. Si pensa che tra il 1954 e il 1985 abbia ucciso più di 250 persone… [sinossi]

Quanto in percentuale può contare la performance di un attore per la riuscita oppure no di un’opera cinematografica? A giudicare da The Iceman la percentuale è piuttosto alta. L’ennesima straordinaria interpretazione di Michael Shannon, dopo quella di Take Shelter, nel caso della pellicola diretta da Ariel Vromen risulta addirittura fondamentale, per non dire imprescindibile. L’attore americano si fa carico di una sceneggiatura a tratti imprecisa e con qualche passaggio a vuoto, arrivando persino a pilotare la regia e la messa in quadro con la sua presenza fisica e la bravura recitativa, messa in vetrina sin dagli esordi davanti alla macchina da presa nel serial televisivo Angel Street del 1992 e sul grande schermo con Groundhog Day di Harold Ramis nel 1993. L’attore statunitense si cala nei panni di Richard Kuklinski, amorevole padre di famiglia e spietato sicario di origini polacche accusato di aver assassinato più di duecento persone. Shannon fa suo il personaggio e conduce in porto l’intera operazione (anzi al Lido, vista la partecipazione fuori concorso alla 69esima edizione della Mostra di Venezia), mantenendola costantemente attaccata ai binari della credibilità e della tensione. Il film finisce di fatto con il ruotare e carburare grazie a lui e alla sua capacità di restituire la doppia anima di uno dei più spietati contract killer mai apparsi sulla scena del crimine. L’attore materializza sul suo volto e con il lavoro corporeo il bianco e il nero della complessa personalità di Kuklinski, uomo capace di slanci d’affetto nei confronti dei propri affetti e di efferati omicidi commessi senza alcuna pietà. In  lui alberga latente, come un animale che si dibatte in una gabbia, il “mostro” della violenza, legata a ferite d’infanzia mai cicatrizzate, pronta a esplodere in qualsiasi momento. Ne viene fuori un’interpretazione impeccabile che restituisce sullo schermo quello che la cronaca nera ha drammaticamente raccontato in passato. Una storia, quella di Kuklinski, purtroppo vera, sbattuta sulle prime pagine e a distanza di anni messa al servizio della Settima Arte per la terza esperienza dietro la macchina da presa del regista israeliano, dopo i poco esaltanti RX e Danika.

Vromen continua a percorrere l’impervia strada dell’ibridazione, mescolando senza soluzione di continuità generi e atmosfere. Con The Iceman partorisce un biopic duro e crudo vestito da gangster movie. Lo script cerca, e ci riesce, di restituire la duplice personalità del protagonista, dando spazio anche ai personaggi di contorno tutti sufficientemente delineati. Insieme cuciono i fili narrativi, percorrendo cronologicamente i fatti, con digressioni temporali sparse qua e là, che hanno portato l’uomo alla condanna di due ergastoli prima di morire in carcere nel 2006 alla vigilia del processo contro la famiglia Gambino. Il film non si spinge fino all’epilogo della storia di Kuklinski, preferendo a questo una chiusura meno scontata. Non mancano i momenti di forte partecipazione empatica, che permettono a The Iceman di toccare vette, mai preservate fino in fondo: dal dialogo nella macchina tra Shannon e Liotta durante la festa di compleanno all’arresto, passando per il regolamento di conti con James Franco e l’inseguimento con famigliola al seguito che mette in mostra la controparte femminile rappresentata da una rediviva Winona Ryder nel ruolo di Deborah Kuklinski. In tal senso la scrittura è fitta, anche se un po’ ridondante, ma il variegato e versatile gruppo di interpreti a disposizione la tiene abilmente a freno. La struttura, infatti, si solidifica appoggiandosi all’impianto dialogico, senza alcun dubbio l’elemento più efficace della fase di scrittura. Alla regia non resta dunque che affidarsi senza se e senza ma al cast, scegliendo la via della sobrietà stilistica alla sperimentazione ardita di elaborati movimenti di macchina.

Info
Il sito ufficiale di The Iceman.
Il trailer italiano di The Iceman.
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1 Commento

  1. Pablus 23/02/2015
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    Gran bel film.
    Interessante poi anche il doc della HBO per chi volesse approfondire la conoscenza del protagonista.

    http://documentarystorm.com/the-iceman-tapes/

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