Rio 2096 – Una storia d’amore e furia

Rio 2096 – Una storia d’amore e furia

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Arriva nelle sale italiane Rio 2096 – Una storia d’amore e furia, lungometraggio animato brasiliano emotivamente coinvolgente, con qualche limite estetico ma con un sorprendente afflato politico. Presentato in anteprima al Science + Fiction di Trieste e al Future Film Festival di Bologna.

Il volo di Abeguar

Abeguar è un indio prescelto dagli dei per compiere una missione che travalica i secoli, la vita e la morte: salvare il mondo dal male. A ogni morte apparente, il guerriero si trasforma, assumendo le sembianze di un uccello, e vola per anni. Il suo viaggio è guidato dal suo legame con Janaína, la donna che ama e amerà in ogni epoca e tempo. L’uomo, sempre uguale nell’animo, ma sempre differente nell’aspetto, è guidato e sostenuto dalla forza della donna che ama, combattiva e tenace, forse più di lui. Quattro momenti fondanti – passati e futuri – della storia brasiliana, dal colonialismo del ’500 alla dittatura degli anni ’70, dalla schiavitù del XIX secolo a una futuristica Rio distrutta dal capitalismo e dalla guerra per l’acqua… [sinossi]

È una pellicola decisamente spiazzante Rio 2096 – Una storia d’amore e furia. Questo lungometraggio animato di produzione brasiliana, già passato al Science + Fiction di Trieste e al Future Film Festival di Bologna e portato nelle sale italiane dalla GA&A Productions, è infatti intriso di un indomabile spirito rivoluzionario, pur presentandosi dal punto di vista estetico come un più che onesto prodotto di filiazione nordamericana. Ed è proprio nel character design e nella fluidità delle animazioni che si palesano i pochi limiti di un film avvincente, decisamente coraggioso. Speriamo trovi il suo (numeroso) pubblico nel Bel Paese. Non sarà facile.

Dicevamo dei limiti estetici: linee spigolose, un po’ come certa animazione spagnola ancorata alle scelte yankee, al gusto che domina o dominava i mercati. In questo senso, Rio 2096 – Una storia d’amore e furia sembra una pellicola targata DreamWorks Animation, sulla falsariga delle produzioni a cavallo tra la fine degli anni Novanta e l’inizio dei Duemila: Il principe d’Egitto, Spirit – Cavallo selvaggio o Sinbad – La leggenda dei sette mari. Insomma, mancano i tratti brutti, sporchi e cattivi e la personalità artistica e grafica del lungometraggio argentino Martín Fierro, diretto a quattro mani da Liliana Romero e Norman Ruiz. Una perla “politica” rimasta purtroppo inedita.
Questo legame con la (pre)potente industria a stelle e strisce è però completamente ribaltato in fase di scrittura. Il regista e sceneggiatore Luiz Bolognesi, che conosciamo per BirdWatchers – La terra degli uomini rossi e Le migliori cose del mondo, tesse un inno alla resistenza, attraversando con costrutto e fantasia la storia brasiliana [1]. Rio 2096 abbraccia infatti un ampio periodo storico, partendo dal colonialismo e spingendosi fino a un’ambientazione futuristica, ancora in piena lotta. Una storia ben articolata che riecheggia Cloud Atlas di Tom Tykwer e dei fratelli Wachowski e che sequenza dopo sequenza sembra quasi trasmettere al character design e alle animazioni un raffinato significato strategico: l’impostazione commerciale è una sorta di cavallo di Troia, di efficace veicolo per un messaggio altrimenti improbabile, se non impossibile, per una pellicola d’animazione destinata al grande pubblico.

Bolognesi ci racconta delle tribù indigene annientate, schiavizzate, dei cangaceiros, della dittatura militare degli anni Sessanta e Settanta, di una futura lotta per l’acqua e per la sopravvivenza. Di un amore senza fine. Di una lotta senza fine. Un manifesto umanista, politico, storico, immaginifico, spirituale, narrato senza fronzoli e complicazioni, inseguendo un’ipotetica universalità. Di Rio 2096 – Una storia d’amore e furia dimentichiamo in fretta i difetti, tenendoci stretto lo spirito indomito e il volo testardo ed eroico di Abeguar e di Janaína.

NOTE
1. Bolognesi aveva già firmato la regia di alcuni documentari e cortometraggi, come Lutas.doc (2010) e A Guerra dos Paulistas (2002). Tra le sue sceneggiature, oltre a BirdWatchers – La terra degli uomini rossi e Le migliori cose del mondo, segnaliamo Amazonia (2013), Chega de Saudade (2007) e O Mundo Em Duas Voltas (2007).
INFO
Il sito ufficiale di Rio 2096.
Rio 2096 su facebook.
Il trailer italiano di Rio 2096.
Rio 2096 sul sito del Future Film Festival.
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