La prochaine fois je viserai le coeur
di Cédric Anger
Noir lucido e rigoroso alla ricerca della verità, La prochaine fois je viserai le coeur, visto nella sezione Mondo Genere al Festival di Roma, ha tutte le carte in regola ma lambisce solamente proprio il bersaglio minacciato nel titolo: il cuore.
Noir e nebbia
Franck Neuhart è un poliziotto rigoroso e disciplinato. Ma è anche un assassino seriale che va a caccia di giovani donne per la campagna dell’Oise. Sfruttando le sue conoscenze del protocollo della polizia e il fatto di far parte della squadra a cui è stato affidato il caso, riesce continuamente a depistare le tracce e non rivelare questa sua identità. Ma la sua follia omicida non riesce a placarsi e arriva a cominciare una specie di partita contro se stesso. [sinossi]
L’Affaire Alain Lamare è uno dei casi di cronaca nera più sconvolgenti della Francia di fine anni Settanta. Poliziotto integerrimo della Gendarmerie francese, Lamare ha seminato terrore nella fredda e nebbiosa zona dell’Oise per un anno (dal maggio ‘78 ad aprile ‘79), prima di sconvolgere l’opinione pubblica nazionale con un’inquietante storia di doppia personalità. Immaginare un poliziotto che dà la caccia a se stesso, sviando le indagini e cancellando sistematicamente le proprie tracce, è un esercizio che di solito compete più ai thriller o ai romanzi gialli che alla realtà. In La prochaine fois je viserai le coeur di Cédric Anger invece tutto, a partire dalle didascalie che aprono i titoli di testa, viene continuamente riportato ai fatti realmente accaduti e ai rapporti delle indagini seguite alla cattura dell’assassino. Al punto che l’obiettivo dell’ex critico dei Cahiers du Cinéma sembra essere quello di realizzare un contrappunto crudo e veritiero della tradizione del noir o del polar francese.
Sciolto il mistero fin dalle primissime inquadrature e messo da parte tanto il registro dello psico-thriller con profiler e detective dai modi bruschi quanto quello grottesco sulle indagini al di sopra di ogni sospetto, il film decide di ancorarsi saldamente al suo protagonista. Guillaume Canet (non a caso, considerato erede di una delle icone del polar, Jean-Paul Belmondo) è chiamato a incarnare non tanto un poliziotto complessato quanto un vero e proprio killer, un’anima scissa fra pulsione omicida vissuta come colpa da espiare e fedele attaccamento alla legge e alla repressione del crimine. è lui il vero battito cardiaco di un film che è in tutto e per tutto una ricostruzione fredda, glaciale di un comportamento criminale. Ci si appassiona alle vicende e ci si immerge nei turpi pensieri del protagonista, si percepiscono i suoi dissidi e si soffre per le violenze inflitte a sé e alle sue vittime, ma tutto il resto rimane sospeso e immerso nella nebbia del nord della Francia: le motivazioni latenti, la cecità (volontaria?) della polizia, il destino di alcune vittime.
Questa indiscernibilità, se da un lato serve a concentrare tutta l’attenzione sull’aspetto umano e sulla psiche contorta del killer, dall’altra soffre della proverbiale “freddezza da entomologo”, cioè di una ricostruzione che fa di tutto per farsi inchiesta ma non racconto, brutale e affascinante ma volontariamente distaccata.
Info
Il sito del Festival Internazionale del Film di Roma
- Genere: noir
- Titolo originale: La prochaine fois je viserai le coeur
- Paese/Anno: Francia | 2013
- Regia: Cédric Anger
- Sceneggiatura: Cédric Anger
- Fotografia: Thomas Hardmeier
- Montaggio: Julien Leloup
- Interpreti: Alexandre Carriere, Alice de Lencquesaing, Ana Girardot, Arnaud Henriet, Arthur Dujardin, Cédric Le Maoût, Douglas Attal, François-Dominique Blin, Franck Andrieux, Guillaume Canet, Hélène Vauquois, Jean-Paul Comart, Jean-Yves Berteloot, Laura Giudice, Nicolas Carpentier, Patrick Azam, Pierick Tournier
- Colonna sonora: Grégoire Hetzel
- Produzione: Les Productions du Trésor, Sunrise Film
- Durata: 111'








