Levante
di Lillah Halla
Ha conquistato il pubblico della 42ª edizione del Bergamo Film Meeting, che ne ha decretato la vittoria della Mostra Concorso, la storia di Sofia, pallavolista diciassettenne che vuole interrompere una gravidanza indesiderata in un paese, come il Brasile, dove l’aborto non è legalizzato. La storia è raccontata nel film Levante, opera prima della filmmaker brasiliana Lillah Halla, film che è prima di tutto ritratto generazionale e che a volte arranca quando si lascia andare nel pamphlet.
Un affare di pallavoliste
Alle soglie di una finale di campionato destinata a definire il suo futuro, Sofia, promettente pallavolista di diciassette anni, si trova ad affrontare una gravidanza indesiderata. Cercando un modo per abortire, diventa il bersaglio di un gruppo estremista determinato a fermarla anche con la violenza. Ma né Sofia né coloro che le stanno vicino sono disposti a sottomettersi. [sinossi]
Mentre la Francia ha inserito il diritto all’interruzione di gravidanza nella propria costituzione, l’epoca attuale registra anche regressioni clamorose in tal senso come la sentenza di due anni fa della Corte Suprema statunitense che ha annullato il diritto di aborto a livello federale. Sorprende invece che un grande paese come il Brasile l’aborto sia consentito solo in pochissimi ed estremi casi e il ricorso alla clandestinità sia di conseguenza diffusissimo con le conseguenze che possiamo ben immaginare. È il preciso dito puntato del film Levante (il titolo internazionale è Power Alley), esordio al lungometraggio per la filmmaker brasiliana Lillah Halla. Il film, che era stato presentato in anteprima alla Semaine de la Critique di Cannes 2023, ha ora conquistato il pubblico del Bergamo Film Meeting 2024, che ne ha determinon il votoato c la vittoria alla Mostra Concorso. Immaginiamo una Mimì, protagonista di serie di anime nel mondo della pallavolo che hanno allietato l’infanzia di molti di noi, alle prese con una gravidanza indesiderata. Il film è il delicato racconto di Sofia, una diciassettenne pallavolista, che si scopre incinta dopo un rapporto occasionale, con una persona di cui non prova più alcun interesse, e nonostante abbiano usato il preservativo. Le peripezie per interrompere la gravidanza passeranno da un tentativo di aborto clandestino presso una clinica privata, dove in realtà funziona una struttura disincentivante, e un altro tentativo di aborto in Uruguay, paese in cui invece l’interruzione di gravidanza è legalizzata (ma la ragazza non riesce a dimostrare la sua doppia cittadinanza uruguayana e non può accedervi).
La grande scommessa di Levante è quella di riuscire a tenere il piede in due scarpe. Da un lato c’è il racconto generazionale, di ragazze nel pieno dei loro anni, esuberanti, capaci anche di atti goliardici, del tutto indifferenti alle regole moralistiche così come a una rigida definizione dei ruoli sessuali; dall’altro il pamphlet per la libertà di scelta in tema di interruzione di gravidanza. Lillah Halla riesce a tenere abbastanza bene insieme le due dimensioni, anche se in merito alla seconda a volte scade in facili schematismi, per esempio nel personaggio della donna della clinica, inizialmente gentile e sorridente che poi si rivela una virago antiabortista e integralista cattolica. È pur vero che certe tendenze ultime della galassia “pro-vita” superano ogni immaginazione, vedi le proposte di far vedere l’ecografia del feto alla donna che vuole abortire. Il delicato ritratto di Sofia, nella sua dimensione famigliare, il suo rapporto con il padre vedovo, apicoltore che sembra non vedere altro al di fuori delle sue arnie, come in quella del contesto della squadra sportiva di cui fa parte, rappresenta la parte più riuscita del film. Proprio il padre si arrabbia, quando Sofia trova il coraggio di rivelargli di essere incinta, solo per il fatto che la gravidanza avrebbe fatto infrangere i sogni di carriera, per Sofia che sarebbe dovuta partire per una nuova esperienza sportiva in Cile. La dimensione agonista si fa metafora, proprio come nelle serie di anime di cui sopra, di determinazione e lotta per la vittoria anche nella vita. E la rappresentazione di una gioventù spensierata, libera ed emancipata, che ha superato di gran lunga i canoni moralistici di quelle precedenti, diventa essa stessa un atto di militanza. Il futuro appartiene a loro.
Info
Levante, il trailer.
- Genere: drammatico
- Titolo originale: Levante
- Paese/Anno: Brasile, Francia, Uruguay | 2023
- Regia: Lillah Halla
- Sceneggiatura: Lillah Halla, María Elena Morán
- Fotografia: Wilssa Esser
- Montaggio: Eva Randolph
- Interpreti: Ayomi Domenica Dias, Gláucia Vandeveld, Grace Passô, Loro Bardot, Rômulo Braga
- Colonna sonora: Badsista, Maria Beraldo
- Produzione: Arissas, Cimarrón Cine, In Vivo Films, Manjericão Filmes
- Durata: 92'

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