Il regista e sceneggiatore Arthur Harari (premio Oscar per la scrittura di Anatomia di una caduta di Justine Triet) torna sulla Croisette con L'Inconnue, affascinante viaggio surreale nelle maschere/personalità che parte da una fotografia di Bob Dylan sul muro di una stanza. Leggi tutto
Con Gentle Monster Marie Kreutzer porta in scena un dramma che ruota attorno a un'inchiesta per pedofilia. Pur non mancando della solida interpretazione di Léa Seydoux l'impressione è che si sia prediletto il “tema importante” a discapito del cinema. Leggi tutto
Tre momenti nella storia e un impassibile Ginkgo biloba per l'ultimo lungometraggio dell'ungherese Ildikó Enyedi, qui interessata ai meandri della relazione tra umano e vegetale. Ambiziosissimo, Silent Friend soffoca però la propria ricchezza di spunti. Leggi tutto
Le Deuxième Acte è la nuova bizzarria di Quentin Dupieux, che per l'occasione trova accoglienza come titolo di apertura di Cannes 2024. Riflessione non nuova all'interno della poetica del regista transalpino corroborata da un cast di tutti divi in grande spolvero. Leggi tutto
In un'epoca desertificata dai campioni disneyani della Marvel, dalla routine dell'animazione in CGI e da una dilagante serialità, Dune – Parte due è un atto di incrollabile fede, uno sforzo creativo e produttivo in nome dell'unica religione possibile: il cinema. Leggi tutto
The Beast, nuova creatura cinematografica partorita da Bertrand Bonello,è una distopia perturbante che attraversa tre scenari psico-sociali diversi restituendo l'unitarietà inattaccabile di un elemento orrorifico, catastrofico e mortalmente vivo. Leggi tutto
La “nuova carne” è nata. In Crimes of the Future David Cronenberg torna a ragionare su alcuni dei temi ricorrenti della sua poetica espressiva, sia per quel che concerne l'organicità e la sua evoluzione sia nel discorso sull'arte, sulla necessità dell'umano di agire rispetto al contesto in cui si muove. Leggi tutto
Un bel mattino è l'orizzonte cui aspira Sandra, giovane vedova con figlioletta che si trova ad accudire il padre affetto da una grave malattia degenerativa. Mia Hansen-Løve attinge una volta di più alla propria vicenda personale per tratteggiare un racconto borghese che sappia cogliere le sfumature dell'esistenza. Leggi tutto








