Le Corset
Presentato nella sezione Un Certain Regard, Le Corset di Louis Clichy arriva da lontano, dalle piatte e infinite distese di grano della Beauce, da un'infanzia e un'adolescenza che inevitabilmente confluisce nella caratterizzazione del protagonista Christophe. Leggi tutto
Scirocco e il Regno dei Venti
Leggiadro nella struttura narrativa, il film di Chieux è ammaliante dal punto di vista visivo, tra felici accostamenti cromatici e sinuose linee dettate dai venti. Ancora una volta, tra qualità e quantità, l’industria transalpina conferma il suo straordinario stato di salute. Leggi tutto
Il dono più prezioso
Ultimo titolo in concorso, Il dono più prezioso è la singolare incursione di Hazanavicius nel cinema d'animazione. Una fiaba nera che si immerge nella Seconda guerra mondiale, tra i boschi della Polonia, lungo il tragitto dei treni della morte. Leggi tutto
L’amore che non muore
Con L'amore che non muore Gilles Lellouche mescola insieme stili e ipotesi di racconto senza saper mai scegliere una via espressiva coerente, tra linguaggio da miniserie, action, musical, coming-of-age, dimenticando per strada tanto lo stile quanto lo studio dei propri personaggi. Leggi tutto
I misteri del bar Étoile
Torna con I misteri del bar Étoile il cinema coreografico di Dominique Abel e Fiona Gordon, che continua a guardare dalle parti di Jacques Tati e Aki Kaurismäki senza però essere in grado di esplorare l'umanità che si trova a raccontare in scena. Un puro esercizio di stile. Leggi tutto
Il caftano blu
Melodramma all’antica aggiornato a letture contemporanee, Il caftano blu di Maryam Touzani si apre a un’intensa e profonda riflessione su tradizione e modernità, in cui la vera rivoluzione si delinea per la rivendicazione d’esistenza dell’individuo e per l’adesione a un’idea d’amore assoluto e senza condizioni. Leggi tutto
La ligne – La linea invisibile
Ambientato in una cittadina fatta di case sparse e basse, in una vallata fangosa circondata da irte e incombenti montagne innevate, La ligne – La linea invisibile (terzo lungometraggio diretto da Ursula Meier) è intessuto nelle proprie metafore. Ma l'universo simbolico della regista resta qui un po' inerte. Leggi tutto
Planetarium
Fuori concorso a Venezia 73, Planetarium di Rebecca Zlotowski è una sfilacciata e artificiale digressione estetizzante che non dice nulla ma tenta di farlo nella maniera più leziosa e irritante possibile, riflettendo, si fa per dire, sul cinema e sull’ipnosi come due facce di una stessa medaglia. Leggi tutto