Assurto in tempi rapidi a classico moderno, enorme successo di pubblico e critica, tributato di un amore sviscerato a livello internazionale, La vita è bella di Roberto Benigni riconferma i suoi tanti limiti di sguardo e inaugura l’incontro mancato del regista-attore toscano con una vera carriera d’autore. Leggi tutto
Sergio Citti è stato il cantore più sardonico e surreale dei vizi e delle ben poche virtù dell'italica gente, e Mortacci in tal senso appare quasi una summa del suo pensiero: il trapasso non prevede infatti alcuna redenzione, né nessun sollievo dalla pena dell'esistere. Con un cast come al solito corale e schizofrenico. Leggi tutto
Il salto nel vuoto è quello sognato/temuto da Mauro Ponticelli, il magistrato che è stato praticamente cresciuto dalla sorella. Ma è un salto nel vuoto anche quello del cinema di Marco Bellocchio, così attento da sempre all'horror vacui dell'esistenza, e della placidità borghese. Leggi tutto
Colossale opera sulla fame eterna e atavica di un proletariato che ha perso qualsiasi coordinata (geografica, politica, morale) Il minestrone rappresenta uno degli apici della carriera di Sergio Citti, qui al quinto lungometraggio. Uno dei gioielli dimenticati del cinema italiano. Leggi tutto
La mancanza di profondità impoverisce l'architettura dell'opera, normalizzandola: ciò che distingue Tutti al mare dalla pletora di commedie nostrane che hanno invaso le sale della penisola è solo la patina di malinconica cattiveria che ne riveste l'ossatura. Leggi tutto





