Rumba
di Bruno Romy, Dominique Abel, Fiona Gordon
Ardito e intelligente nell’uso delle gag, Rumba è diretto a sei mani da Dominque Abel, Fiona Gordon, e Bruno Romy, alla ricerca del punto d’incontro tra Buster Keaton e Jacques Tati.
“Come with me, my love…”
Fiona e Dom insegnano in una scuola di campagna. Sono una coppia felice ed entrambi condividono la passione per la danza latinoamericana. Una sera, di ritorno da una gara di ballo, un incidente automobilistico cambia le loro vite: Fiona perde una gamba, Dom la memoria. La loro felicità sembra essere definitivamente compromessa, ma la vita riserva sempre sorprese. [sinossi]
La prima impressione che Rumba ci ha lasciati, è quella di essere un film del tutto staccato da qualsiasi misera relazione con il tempo e con lo spazio contemporanei: nell’ora e un quarto in cui si dipanano le vicende tragiche e spassose della coppia di professori e ballerini dilettanti di rumba composta da Dom e Fiona, il pubblico è costretto, suo malgrado, ad abbandonare l’oggi, il quotidiano, il normale, per affidarsi a una narrazione e a una messa in scena distanti anni luce dalla prassi della commedia. Per cercare di semplificare la questione, vi anticipiamo che Rumba non ha davvero nulla a che spartire con quella commedia francese che da anni oramai compie vere e proprie scorribande ai botteghini di mezza Europa; già, perché l’idea di cinema architettata dal trio Abel/Gordon/Romy non potrebbe essere più distante da quella di autori come Agnès Jaoui e Noémie Lvovski. Se ci sono nomi che verrebbe naturale citare nell’approcciarsi a una lettura critica di Rumba, sono quelli di Buster Keaton e Jacques Tati. Paragoni, ovviamente con dei distinguo da operare, che si esplicitano fin dalla scelta dei corpi da mettere in scena, secchi e ossuti oppure grassi e tondeggianti, in una ricerca della caricatura che non è mai fine a sé stessa – il film è quasi interamente muto, e gioca le sue carte comiche esclusivamente da un punto di vista visivo; altro fattore, questo, che ce lo fa segnalare come mosca bianca all’interno delle dinamiche produttive dei nostri giorni.
Ardito e intelligente l’uso delle gag, spesso e volentieri vicino alla riscrittura della gravità e delle leggi della fisica propria dello slapistick. Ma torniamo ai nomi che abbiamo tirato in ballo in precedenza: se di Keaton Rumba ha la crudeltà della progressione comica, la sua ineluttabilità, il disilluso ghigno romantico (sublime, sotto questo punto di vista, la sequenza ispiratrice del titolo della recensione che state leggendo: in seguito all’incidente, mentre stanno cercando di ricostruire i pezzi del proprio matrimonio, Dom e Fiona si ritrovano a cantare Sea of Love di Sam Phillips nel giardino di casa, davanti a un bel fuoco. L’immagine idilliaca finirà per trasformarsi in un clamoroso incendio dell’abitazione, con i due destinati a diventare senzatetto), è dalla poetica di Tati che arrivano la maggior parte delle intuizioni. Lo sguardo sull’umanità che il terzetto di attori/registi lancia, è indubbiamente figlio di quella Francia popolare e chiassosa, ridente e cialtrona, entusiasta e sconfitta che il geniale autore di Mon oncle e Le vacanze del signor Hulot portò alla ribalta con una grazia e un ingegno che è impossibile eguagliare. Proprio per questo motivo ci sembra particolarmente rimarchevole il risultato raggiunto in Rumba: riuscire a costruire una commedia lavorando di fino su elementi così vicini al tragico, senza mai cadere nel patetismo e con la capacità di chiudere tutte le singole gag evitando la trappola della banalità e del cattivo gusto, non è certo cosa da poco. Dominique Abel e Fiona Gordon mostrano una capacità simbiotica tale da rendere impossibile, per lo spettatore, non innamorarsi completamente dei loro personaggi: a questo aggiungete un uso delle scenografie decisamente fuori dal comune, un senso del ritmo perfettamente calibrato, una verve comica che mescola naiveté e malizia (la lezione di ginnastica conclusa in birreria, la ricerca delle chiavi di casa che sconvolge un intero isolato, la vita in spiaggia) e una notevole brillantezza coreografica e comprenderete da soli perché arriviamo a considerare Rumba una delle migliori commedie viste di recente, e l’ennesima dimostrazione dell’assoluto stato di grazia che sta vivendo il cinema francese. Se dovessimo trovare un titolo sul raffronto tra la nostra produzione e quella dei cugini d’oltralpe la scelta cadrebbe, ahinoi, su “Così lontano… così vicino”. Chi ha orecchie per intendere.
Info
Rumba sul sito del TFF.
- Genere: commedia, surreale
- Titolo originale: Rumba
- Paese/Anno: Francia | 2008
- Regia: Bruno Romy, Dominique Abel, Fiona Gordon
- Sceneggiatura: Bruno Romy, Dominique Abel, Fiona Gordon
- Fotografia: Claire Childeric
- Montaggio: Sandrine Deegen
- Interpreti: Bruno Romy, Dominique Abel, Fiona Gordon, Philippe Martz
- Produzione: Courage Mon Amour, MK2 Productions
- Durata: 77'



Parigi a piedi nudi
Torino 2008 – Bilancio