20th Century Boys 3: Redemption
di Yukihiko Tsutsumi
Tra le note più interessanti del plot di 20th Century Boys 3: Redemption, presentato al Science+Fiction 2009 di Trieste, vi è il procedere di un’indagine da cui erano già sorte sconcertanti rivelazioni nel precedente capitolo, The Last Hope. Capire chi si nasconda dietro la maschera di Amico è diventato per Kenji e compagni un intricatissimo rebus.
Dietro la maschera
A.D. 2017, terzo anno dell’era Friend, il presidente domina l’umanità. Dopo che Tokyo è stata devastata da un virus mortale, la città viene circondata da un muro e gli abitanti sono costretti a vivere sotto stretto controllo. Friend annuncia che in agosto gli alieni distruggeranno l’umanità e solo coloro che crederanno in lui si salveranno, ma è in atto un piano per fermarlo… [sinossi]
Chikyuu no ue ni yoru ga kuru
Boku wa ima ieji wo isogu
Sekaijuu ni yoru ga kuru
Sekaijuu ga ieji wo isogu
Sonna mainichi ga kimi no mawari de
Zutto zutto tsuzukimasu you ni…
Gutalala sudalala!
Endo Kenji, Bob Lennon
L’epilogo è alle porte. I personaggi di 20th Century Boys si apprestano a congedarsi intonando, per bocca del redivivo zio Kenji, l’ipnotico ritornello destinato a catalizzare le emozioni più genuine del film: gutalala sudalala. Un autentico tormentone. Sarà quindi la musica rock a salvarci? Nell’approssimarsi della fine (ma di cosa, della saga o del mondo?) l’argomento del giorno è il tante volte auspicato ritorno di Kenji, coadiuvato nei suoi sforzi dall’intervento di vecchi e nuovi compagni d’avventura, tutti intenzionati ad ostacolare il perverso disegno dell’antagonista di sempre, Amico. C’è ancora un po’ di strada da fare, pertanto procediamo con ordine.
In 20th Century Boys 3: Redemption ci troviamo nel 2017, ovvero nel terzo anno dell’era Amico, dato che il fosco carisma del leader ha fatto sì che costui domini ormai incontrastato su quanto rimane dell’umanità. Un muro è stato eretto, dopo le imponenti devastazioni avvenute pochi anni prima, per separare il resto del mondo da Tokyo, città su cui il neo-presidente mondiale esercita un controllo ancora più vincolante. Eppure, nuclei di resistenza come quello guidato dall’indomita Kanna continuano a operare, in gran segreto, per rovesciare la dittatura globale instaurata dal sedicente nuovo dio. E fanno bene, perché il folle progetto di Amico non si è ancora concluso, al contrario vi sono nuove e stavolta definitive distruzioni di massa che si profilano all’orizzonte: dall’alto della sua posizione, Amico ha già annunciato che in agosto misteriosi alieni attaccheranno la Terra coi loro dischi volanti, ponendo fine alla storia umana. Soltanto chi crederà in lui avrà una chance di salvarsi. In questa atmosfera millenaristica, il compito che spetta a zio Kenji, al gruppo di Kanna, e agli altri che intendono ancora lottare, è di capire in che modo quel folle intenda mettere in pratica l’ultimo passaggio della profezia, per fermarlo in tempo e svelare al mondo la mistificazione in atto. Ma affinché si arrivi a qualche risultato concreto, sarebbe opportuno che prima si facesse luce sulla reale identità di Amico…
Tra le note più interessanti del plot di Redemption vi è, per l’appunto, il procedere di un’indagine da cui erano già sorte sconcertanti rivelazioni nel precedente capitolo, The Last Hope; e avendo avuto inizio la scrematura dei principali sospettati con una sfilza di eventi drammatici, capire chi si nasconda dietro la maschera di Amico è diventato per Kenji e compagni un intricatissimo rebus. Chi può aver architettato tutto questo, tra i loro vecchi amici d’infanzia? E cosa lo ha spinto verso la follia? Forse la solitudine. Il tema dell’amicizia negata giunge finalmente a maturazione, in questa terza pellicola, saldandosi a una ricerca che sembra avanzare per gradi, anche attraverso le diserzioni di quei luogotenenti ormai stanchi di condividere col dittatore un potere sempre meno gestibile: sia Manjôme, il tirapiedi di Amico, sia altri fedelissimi come i Gemelli terribili, arretrano spaventati di fronte alla prospettiva dell’imminente apocalisse, fornendo ai ribelli nuovi indizi sull’enigmatico avversario e qualche aiuto concreto per rovesciare la situazione. La maschera di Amico sta cominciando a sgretolarsi. E lo fa, in un primo momento, attraverso la defezione dei suoi gerarchi. Mentre la struttura a flashback mette a fuoco progressivamente i punti oscuri dei precedenti capitoli, il processo di anamnesi cinematografica si spinge in profondità, fino a quel confronto diretto tra Amico e zio Kenji dalla cui risoluzione ci si aspetterebbe un verdetto definitivo. E invece no! Riadattando in modo abbastanza spregiudicato le più consolidate convenzioni narrative, l’autore del manga Urasawa Naoki e il regista Yukihiko Tsutsumi permettono che il climax venga raggiunto col gran concerto finale (ed è cantando gutalala sudalala in regime di riacquisita liberta che avviene la catarsi di una collettività capace di credere fino all’ultimo al verbo di uno squilibrato, neanche fosse il moderno Pifferaio di Hamelin), mitopoietico evento rock teso a celebrare il trionfo di Endo Kenji e la contemporanea caduta di Amico. Ma proprio quando si ha l’impressione che la parola fine stia per essere incisa sulla pellicola, lasciando volutamente alcuni nodi irrisolti, ha inizio un’appendice che sposterà nuovamente l’obiettivo sull’infanzia dei protagonisti, nel Giappone di parecchi anni prima. Potremo finalmente sbirciare dietro la maschera di Amico, allorché zio Kenji, l’eroe dichiarato, si deciderà a fare i conti col suo passato, col fardello di certe rimozioni. Quasi riecheggiando gli agrodolci appunti kitaniani sull’amicizia, vedi ad esempio le adolescenze crepuscolari di Kids Return, si è finalmente pronti per venire a patti coi propri fantasmi: degna conclusione (stavolta vera, senza altre dilazioni temporali) di un appassionante racconto cinematografico, che dell’universo manga ha saputo riprodurre tanto la leggerezza che le ombre incombenti.
Info
Il trailer di 20th Century Boys 3: Redemption.
- Genere: avventura, fantascienza, thriller
- Titolo originale: 20-seiki shônen: Saishû-shô - Bokura no hata
- Paese/Anno: Giappone | 2009
- Regia: Yukihiko Tsutsumi
- Sceneggiatura: Yasushi Fukuda
- Fotografia: Satoru Karasawa
- Montaggio: Nobuyuki Ito
- Interpreti: Airi Taira, Arata, Arata Furuta, Chen Chao-jung, Daiamondo Yukai, Eiko Koike, Etsushi Toyokawa, Fumiyo Kohinata, Gregory Pekar, Haruka Kinami, Hiro Masuda, Hiroyuki Miyasako, Hitomi Kuroki, Kanji Tsuda, Kaoru Fujiwara, Katsuhisa Namase, Katsuo Nakamura, Kōichi Yamadera, Ken Mitsuishi, Kuranosuke Sasaki, Mayuko Fukuda, Mirai Moriyama, Nana Katase, Naohito Fujiki, Naomasa Musaka, Naoto Takenaka, Qyoko Kudo, Renji Ishibashi, Ryūnosuke Kamiki, Ryuichi Isozaki, Shirō Sano, Takako Tokiwa, Takashi Ukaji, Takumi Saito, Teruyuki Kagawa, Tomoaki Sandan, Toru Tezuka, Toshiaki Karasawa, Yūki
- Produzione: Cine Bazar, d-rights, Dentsu, Office Crescendo, Tōhō Company
- Durata: 156'
- Data di uscita:




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