I gangsters

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Ispirato nell’incipit all’omonimo racconto di Ernest Hemingway, I gangsters ripropone alcune soluzioni narrative e tecniche già magistralmente utilizzate da Welles e Wilder: più dell’azione, che contraddistingueva le produzioni precedenti l’epoca dei noir, a Siodmak e agli sceneggiatori interessano l’interiorità e il passato, scandagliati con flashback e dettagli rivelatori.

Pete Lunn, detto “lo svedese” (Burt Lancaster), attende rassegnato in uno squallido albergo di una cittadina del New Jersey che due sicari vengano a ucciderlo. Quale errore ha commesso? Perché non scappa? Qual è il suo passato? Un agente delle assicurazioni (Edmond O’Brien) farà luce sull’intricata vicenda, tra incontri di boxe finiti male, rapine, inganni e donne fatali… [sinossi]

Giustamente considerato tra le pellicole fondanti del genere noir a stelle e strisce, al pari di Quarto potere (1941) di Orson Welles o La fiamma del peccato (1944) di Billy Wilder, I gangsters (The Killers, 1946) di Robert Siodmak ci riporta ad atmosfere oscure, fatte di ombre e mistero, dai tratti indefiniti, magnetici e seducenti, pericolosissimi. Il cinema noir degli anni Quaranta e Cinquanta, come i melodrammi familiari di Vincente Minnelli e Douglas Sirk, ma con colori e formati ben diversi [1], mineranno le certezze degli americani, interpretando il malessere e i cambiamenti del secondo dopoguerra: il sogno si tinge di nero e anche le ombre possono rappresentare una minaccia.

Ispirato nell’incipit all’omonimo racconto di Ernest Hemingway, I gangsters ripropone alcune soluzioni narrative e tecniche già magistralmente utilizzate da Welles e Wilder: più dell’azione, che contraddistingueva le produzioni precedenti l’epoca dei noir, a Siodmak e agli sceneggiatori interessano l’interiorità e il passato, scandagliati con flashback e dettagli rivelatori [2]. A parte due celeberrime sequenze come la fredda e spietata esecuzione di Pete Lunn (Burt Lancaster) e la rapina orchestrata da Big Jim Colfax (Albert Dekker), condotte con piano sequenza e profondità di campo, leitmotiv tecnici ed estetici dei migliori noir, il film di Siodmak offre allo spettatore un doppio percorso spiazzante, tra la detection dell’arcigno agente delle assicurazioni Jim Reardon (Edmond O’Brien) e la ricostruzione della parabola autodistruttiva dell’ex-pugile Pete. Non c’è luce per i gangster di Siodmak e la soluzione dell’enigma è una risposta drammatica, è la conferma di un universo narrativo calato nelle tenebre, dominato dalle ombre. E saranno proprio le ombre del passato a condannare “lo svedese”, pugile privato del colpo vincente, del pugno granitico, uomo che ha perso la propria virilità, cuore infranto in balia di una dark lady [3].

Provincia americana, uomini deboli e donne fatali: tra il rovesciamento del cliché della vita tranquilla e paciosa delle piccole cittadine e dell’eroe tutto di un pezzo, emerge la figura sinuosa e peccaminosa della femme fatale, qui interpretata dall’allora emergente Ava Gardner. Un ruolo che segnerà la storia del cinema, come Phyllis Dietrichson (Barbara Stanwyck) de La fiamma del peccato, Cora Smith (Lana Turner) de Il postino suona sempre due volte (1946) di Tay Garnett o Brigid O’Shaughnessy (Mary Astor) de Il mistero del falco (1941) di John Huston.

L’edizione DVD de I gangsters, nel formato originale 1.33:1, offre la traccia audio in inglese e in italiano in dolby digital 2.0, con opzione per i sottotitoli in italiano. Sono godibili entrambe le versioni, anche alla luce del buon doppiaggio – Emilio Cigoli per Burt Lancaster, Andreina Pagnani per Ava Gardner e Giulio Panicali per Edmond O’Brien. Peccato per l’assenza di contenuti speciali, a parte il trailer originale d’ordinanza. Vista l’importanza storica e artistica della pellicola, del regista, degli interpreti e via discorrendo, sarebbe stato interessante un approfondimento, anche sul fertilissimo periodo del cinema noir degli anni Quaranta. Un titolo che avrebbe meritato uno di quei booklet che la Koch Media ha realizzato con Filmaker’s Magazine per L’imperatore del Nord di Robert Aldrich o Lili Marleen di Rainer Werner Fassbinder. Continua in ogni caso il meritevole recupero da parte della Koch Media di titoli del cinema d’antan, tra cult e piacevoli riscoperte. Insomma, un listino da seguire con attenzione.

Note
1. Le case descritte come gabbie dorate nei melodrammi sirkiani non sono meno oscure delle tenebre che avvolgono e inghiottono gli sventurati protagonisti delle pellicole noir.
2. La sceneggiatura è firmata da Anthony Veiller (La notte dell’iguana, I cinque volti dell’assassino, Lo straniero, Gunga Din e molto altro), mentre non sono accreditati Richard Brooks e John Huston.
3. Una presa di coscienza tardiva, oramai irrimediabile, che ha segnato alcuni dei personaggi chiave del cinema noir, come Kane (Orson Welles) di Quarto potere, Walter Neff (Fred MacMurray) de La fiamma del peccato o Joe Gillis (William Holden) di Viale del tramonto (1950) di Billy Wilder.
Info
Il trailer originale de I gangsters.
I gangsters sul sito della Criterion.
Il dvd de I gangsters su Dvd-Store.
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