The Grey

The Grey

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L’eterno scontro fra Uomo e Natura è al centro di The Grey, nuovo action-movie con Liam Neeson, che stavolta si cala in una gelida e sanguinosa avventura ambientata nelle impervie montagne dell’Alaska sferzate dalle violente perturbazioni sub-artiche.

In bocca al lupo

L’aereo su cui viaggia un gruppo di lavoratori di un oleodotto precipita in una zona sperduta dell’Alaska. I pochi sopravvissuti, tra i quali il protagonista Ottway, si ritrovano a dover lottare non solo contro la rigidità del clima e un ambiente a loro ostile, ma soprattutto contro un branco di famelici lupi. Le forze e le risorse a loro disposizione si esauriscono in fretta e i superstiti, con a capo Ottway, decidono di abbandonare il luogo dello schianto per cercare di salvare le loro vite, intraprendendo un viaggio attraverso l’infinita distesa di neve e ghiaccio dell’estremo nord che si rivelerà una frenetica lotta contro il tempo, la natura selvaggia, braccati dai più spietati abitanti di quelle terre desolate… [sinossi]

L’eterno scontro fra Uomo e Natura al centro del nuovo action-movie con Liam Neeson, che stavolta si cala in una gelida e sanguinosa avventura ambientata nelle impervie montagne dell’Alaska sferzate dalle violente perturbazioni sub-artiche: claustrofobico a dispetto degli sterminati spazi in cui si svolge, The Grey prende ben presto le forme di un thriller psicologico che scava sulle paure ancestrali dell’uomo, la morte in primis, che in questo caso ha le forme di una minaccia incombente e onnipresente, quella di un famelico branco di lupi giganteschi e aggressivi.
Ispirato dal racconto Ghost Walkers di Ian MacKenzie Jeffers, Joe Carnahan ha elaborato un progetto che racconta la crudezza della lotta per la sopravvivenza senza tralasciare il volto più filosoficamente esistenzialista della tragica esperienza al centro della storia, intessendo – sotto alla traccia base del rapporto fra gli uomini e l’ambiente ostile che li circonda – una riflessione sul senso della vita, della religione, della sofferenza: The Grey – interamente girato in un remoto set nella British Columbia canadese – è un viaggio nell’uomo, nella sua debolezza e nella sua capacità di riallacciarsi agli istinti più primordiali.
L’intreccio narrativo è essenziale nelle sue premesse e nel suo sviluppo: in una raffineria isolata da tutto e da tutti fra le montagne dell’Alaska lavorano operai relegati ai margini della società, ex-criminali, disadattati, fuggiaschi. Lavorano duramente e ciclicamente vengono riportati ad Anchorage per una pausa di riposo ma un giorno, mentre un gruppo di loro sta tornando a casa, l’aereo che li dovrebbe riportare alle loro famiglie incappa in una violenta tempesta e precipita: i superstiti del disastro sono solo otto, dispersi in una landa desolata, preda del freddo e dei lupi.

Considerata l’essenzialità del loro ruolo non stupisce che buona parte della lavorazione sugli effetti speciali si sia concentrata proprio sulla resa delle belve feroci, la cui realizzazione ha visto impiegati contemporaneamente computer graphic, gigantesche riproduzioni meccaniche e animali ammaestrati: Carnahan ha dichiarato che il suo obiettivo era quello di restituire agli animali una dimensione “misteriosa e di ispirazione fantasy”, orientandosi quindi su una rappresentazione realistica ma capace di giocare con l’immaginazione (nel film i lupi sono decisamente più grandi di quelli che scorrazzano fra i boschi e sulle montagne in giro per il globo).< strong>The Grey, attraverso lo sguardo disincantato del protagonista, il ruvido irlandese John Ottway, racconta la storia di un uomo che non ha più nulla da perdere, ormai totalmente annientato dalle tante vicissitudini che hanno costellato la sua vita da credere di non aver niente per cui combattere, salvo poi riscoprire attraverso l’estrema sofferenza e la forza dei suoi ricordi più dolci che ha ancora qualcosa per cui lottare: con dignità e coraggio il film dà voce a pensieri suicidi e alla voglia di vita, mentre riflessioni sempre più serie e dolorose trovano il loro spazio – il rapporto con Dio, la perdita della fede, la difficoltà nell’accettare che possa esserci un’entità superiore che lesini ogni forma di difesa a fronte di così efferati spargimenti di sangue – grazie alla struttura del film, capace di alternare con un buon ritmo sequenze action e momenti di dura riflessione.

Joe Carnahan riesce a restituire al film la giusta atmosfera, lavorando con intelligenza sulla tensione e sul senso di oppressione, dando vita a un ritratto dell’ “estremo” probabilmente poco sfaccettato e poliedrico, ma di sicuro ed immediato effetto, aiutato sicuramente dall’ottimo lavoro di Masanobu Takayanagi, la cui fotografia cristallizza la bellezza struggente e minacciosa dell’Alaska e la brutalità del confronto fra l’uomo e la natura: la forza della paura, la gracilità dell’uomo di fronte alle leggi della sopravvivenza che annientano tutti i vantaggi che società civile ha costruito a “protezione” delle nostre debolezze rappresentano il terreno dal quale prende le mosse il progetto, sicuramente un buon ibrido di genere, avvincente e visivamente affascinante, purtroppo non sempre originalissimo ma senza dubbio godibile.

Info
Il sito ufficiale di The Grey.
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