L’animazione ucraina a Pordenone

L’animazione ucraina a Pordenone

Alle Giornate del Cinema Muto omaggiata anche l’animazione ucraina delle origini, con un programma di otto corti, il materiale sopravvissuto della produzione degli studi VUFKU di Kiev, Odessa e Kharkiv tra il 1927 e il 1931.

Si comincia con Dniprelstan (La centrale idroelettrica di Dnipro, 1927), manifesto didattico volto a magnificare il socialismo in quanto sistema in grado di garantire energia elettrica all’intera nazione. L’animazione è usata per caratterizzare geograficamente il territorio con una cartina che si riempie progressivamente di città, giacimenti minerari, stabilimenti industriali: il sogno sovietico del progresso. Il lavoro operoso dell’uomo che imbriglia l’acqua del fiume non è tanto dissimile, concettualmente e graficamente, dai sussidiari della nostra infanzia. Il livello dell’acqua innalzato di 27 metri, l’economicità al kilowattora se paragonato ai costi di quelli capitalisti, l’ottobre industriale, la volontà del proletariato: un crescendo che porta a Lenin e alla falce e martello. Si fa uso abbondante, per illustrare i concetti, di scritte e frecce di matrice futurista e costruttivista, come in altre opere. Scritte che compaiono anche in Prodanyi apetyt (L’appetito venduto, 1927), trailer d’animazione di un film andato perduto, tipico poster animato di satira dell’opulenza borghese, degli stili di vita occidentali. Straordinariamente ipnotico il trailer d’animazione di Odynadtsyatyi (L’undicesimo, 1928), ”un film scritto dalla macchina da presa”, il primo film ucraino di Dziga Vertov, realizzato da Evhen Makarov, con la collaborazione dello stesso Vertov. Cerchi concentrici, punti esclamativi, effetto caleidoscopio anche se in bicromia per la sinfonia visiva di Vertov. Pozykanaindustrializatsiyu (Prestiti per l’industrializzazione, 1928) è uno spot per incentivare i prestiti allo Stato. Soldi, banconote ricorrenti in un’animazione di bassa fattura, di quelle realizzate con decoupage di sagome di personaggi ritagliate con uno strato di pellicola trasparente. Kazka pro zahalne rozzbroyennia (Storia del disarmo generale, 1929) è una satira feroce dell’imperialismo militarista e della rapace borghesia. Notevole la caricatura del primo ministro inglese Neville Chamberlain, reso come un mostro dal cappello a cilindro, cui spuntano ali d’angelo. La Società delle Nazioni è rappresentata come un direttorio d’orchestra e le immagini di missili sono commentate con la frase “Questo è il disarmo della borghesia”. Sul piano formale vanno ricordate le linee astratte che si congiungono a formare una nave. Ancora un’animazione mediocre su carta velina per Prohulnyk (L’assenteista, 1929), poster animato della serie volta a denunciare le inefficienze burocratiche. L’assenteista è rifiutato anche dagli animali.

Della stessa serie Berezhit’ papir (Salviamo la carta, 1930), pamphlet contro lo spreco, dal messaggio ecologista ante litteram. Con un’animazione ancora su carta velina, parole che volano, scribani che si scambialo le lettere. “Via la burocrazia! Ricicliamo la carta usata!”. Straordinario l’ultimo corto, Palats Mystetstv SSSR (Il Palazzo dell’Arte Sovietico, 1930), sulla realizzazione del Palazzo dell’Arte, a opera del sindacato artisti. Una marcia di tavolozze, note musicali, costumi teatrali, un campionario astratto di simboli, elementi di tutte le arti, confluisce nella nuova costruzione. All’interno una saletta di cinema sperimentale dove vengono proiettate, in un ritorno meta cinematografico, le stesse immagini della marcia delle arti di prima.

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Il sito delle Giornate del Cinema Muto.

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