#ScrivimiAncora

#ScrivimiAncora

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Attraverso un connubio fra rom-com britannica e americana, #ScrivimiAncora trasforma l’ennesima love story fra migliori amici in un’epopea giovanilista piena di buoni sentimenti e affiatamento.

C’è posta per tutti

Rosie e Alex sono grandi amici fin dall’infanzia. Nel giorno del diciottesimo compleanno di Rosie, Alex la bacia ma lei è talmente ubriaca da non ricordare niente. Da quel momento comincia una girandola di gelosie e incomprensioni, gravidanze insperate e matrimoni di convenienza, che porta a una platonica e tormentata relazione a distanza fra piccola provincia inglese e grandi università americane destinata a durare dodici lunghi anni. [sinossi]

Nel mondo del chick lit contemporaneo, Cecelia Ahern occupa un posto rilevante. Porta un nome importante (è figlia di un primo ministro irlandese), a 19 anni si classifica terza all’Eurovision Song Contest (il Sanremo europeo) e a 21 pubblica il suo primo best seller: P.S. I Love You (diventato nel 2007 il film con Hilary Swank e Gerard Butler). La giovane irlandese è una di quelle generatrici automatiche di storie romantiche capaci di pubblicare più di un romanzo l’anno e di adattare a più formati la sua grafomania (ha creato anche la serie tv Samantha Who?).
#ScrivimiAncora è tratto dal suo secondo romanzo, uscito nei paesi britannici col titolo Where Rainbows End. Negli Stati Uniti, dove allo stile poetico ed evocativo preferiscono i titoli diretti e pragmatici, lo hanno adattato in Love, Rosie per cercare di mantenere una continuità con il primo successo della scrittrice e sottolineare lo stile epistolare del romanzo. Il cambio di titolo racconta molto anche del tipo di operazione messa in atto dal film. Dell’appassionata corrispondenza lunga dodici anni fra i due amanti platonici, l’adattamento di Christian Ritter (French for Beginners) trattiene solo il punto di vista femminile ma allarga tutto il resto, a cominciare dall’approccio al genere, che costruisce un ponte fra la rom-com di scuola britannica e quella di matrice americana.

Come se si trattasse di un episodio dilatato di Love Actually o di un teen movie à la John Hughes scritto e diretto da Richard Curtis, il film mescola indiscriminatamente gli elementi caratteristici delle due scuole. Da una parte il grande tòpos della storia d’amore fra amici, il sentimentalismo disinibito, le gag fisiche e l’uso invasivo di canzoni pop degli ultimi vent’anni; dall’altra l’arco narrativo dilatato, l’incedere di una love story scandita da matrimoni, funerali, gravidanze e prime volte, e l’umorismo assicurato dalla presenza di comprimari bizzarri, arguti e brillanti. Certo, gli sconfinamenti di campo fra le due tendenze non sono mancati negli ultimi anni (basta pensare a tutto il filone di parodie di film catastrofici con la coppia inglese Simon Pegg e Nick Frost). Ma di rado si era vista una commedia romantica applicarsi con tale devozione alla causa, tanto da tematizzarla attraverso la distanza da colmare per far innamorare i due ragazzi che la sorte (oltre a una metodica mancanza di tempismo) tiene separati dall’Atlantico.

Avanti e indietro fra Albione e Ivy League, più che al jet lag, in #ScrivimiAncora sembra infatti impossibile sfuggire all’ineluttabilità del proprio destino. Quel destino che, oltre a tenere saldo il filo che lega i due protagonisti (qualcosa di simile accadeva anche in One Day, guarda caso altro chick flick britannico di matrice letteraria), ripropone continuamente gli stessi fantasmi del passato giovanile (amici, amanti o perfetti sconosciuti). Esattamente come accade da ragazzi, quando si crede che il mondo sia grande quanto un quartiere e che le persone con cui cresciamo e maturiamo le prime esperienze siano quelle che ci porteremo appresso tutta la vita. Ecco la vera visione empatica del film: quella che nell’ammettere di essere “solo” un film per adolescenti anche quando parla di adulti, riesce a trovare nelle passioni giovanili il modo migliore per amalgamare più approcci e abbattere differenze culturali.

Info
Il trailer di #ScrivimiAncora su Youtube.
La pagina Facebook di #ScrivimiAncora.
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