Uscite in sala 29 febbraio 2024

Uscite in sala 29 febbraio 2024

In questo giorno bisestile a dominare il proscenio è la seconda avventura su Arrakis di Paul Atreides, e con lui però c’è il bel dramma scolaresco con protagonista Leonie Benesch, e anche il mélo-fantasy d’antan di Andrew Haigh. I nuovi film di Marco D’Amore e Marco Righi sembrano voler indicare traiettorie inusitate alla produzione italiana, mentre ricca è la pesca dal passato, tra Miyazaki, Benvenuti, e Satrapi.

DUNE – PARTE 2
di Denis Villeneuve

Qual è la differenza tra blockbuster e kolossal? Forse andando in sala a godere della corposa visione del secondo capitolo che il canadese Villeneuve ha tratto dalle pagine di Frank Herbert la risposta al quesito può presentarsi “spontanea”. Opera di grande fascino, magniloquente e dai tempi evidentemente dilatati, Dune – Parte 2 alza l’asticella delle ambizioni di Villeneuve, e pur senza chiudere la narrazione si proclama già come punto nevralgico dello sci-fi mainstream dell’oggi.

Paul Atreides si unisce ai Fremen e inizia un viaggio spirituale e marziale per diventare Muad’dib, mentre cerca di prevenire l’orribile ma inevitabile futuro di cui è testimone: una Guerra Santa in suo nome, che si diffonde in tutto l’universo conosciuto. [sinossi]

LA SALA PROFESSORI
di Ilker Çatak

A un anno dalla sua presentazione alla Berlinale Lucky Red porta in sala in Italia il bel dramma che Ilker Çatak ha il coraggio e l’intelligenza di chiudere interamente all’interno di una scuola media, luogo in cui già emerge il volto di una democrazia tedesca debole, colma di sospetti e negazionista della dialettica. Bravissima Leonie Benesch, che i più avveduti ricorderanno appena adolescente ne Il nastro bianco di Michael Haneke.

Quando uno dei suoi studenti viene sospettato di furto, l’insegnante Carla Nowak decide di andare a fondo della questione. Stretta tra i suoi ideali e il sistema scolastico, le conseguenze delle sue azioni minacciano di distruggerla. [sinossi]

ESTRANEI
di Andrew Haigh

Probabilmente in pochi lo sanno, ma il film di Andrew Haigh prende ispirazione dal medesimo romanzo – tra il romantico e il fantastico – che spinse il grande eretico nipponico Nobuhiko Ōbayashi a dirigere nel 1988 quello che a livello internazionale è noto come The Discarnates. Il britannico Haigh mostra meno furore visionario ma un accorato romanticismo, senza timore di spingere il pubblico in direzioni nelle quali non è più abituato a ritrovarsi. E questo è senza dubbio un bene.

Una notte, nel suo condominio quasi vuoto nella Londra contemporanea, Adam ha un incontro casuale con un misterioso vicino di casa, Harry, che spezza il ritmo della sua vita quotidiana. Mentre si sviluppa una relazione tra i due, Adam è ossessionato dai ricordi del passato e si ritrova attratto nella città di periferia in cui è cresciuto e nella casa d’infanzia in cui i suoi genitori sembrano vivere, proprio come il giorno della loro morte, 30 anni prima. [sinossi]

IL VENTO SOFFIA DOVE VUOLE
di Marco Righi

L’opera seconda del giovane filmmaker emiliano Marco Righi è un lavoro ambizioso sull’ossessione religiosa, narrata con uno stile personale, rigoroso ma non privo di “furie”; un film produttivamente piccolo che è doveroso promuovere, per dimostrare come vi sia spazio anche in Italia per un cinema indipendente dal circuito centrale. Non perdete l’occasione di incontrare la storia del devoto Antimo sul grande schermo, qualora vi capitasse a tiro. Non ve ne pentirete.

In un piccolo paese degli Appennini, il giovane e devoto Antimo vive una vita tranquilla tra la chiesa locale, gli appuntamenti con la fidanzata e la stalla dove lavora pigramente con il padre. Un giorno incontra Lazzaro, un uomo semplice e selvaggio che lavora come aiutante nella vicina fattoria. Antimo vede una scintilla in Lazzaro e si propone di convertirlo. La religione che inizia a insegnargli non rispecchia però quella che ha imparato al catechismo. È una lettura personale ed eretica del cristianesimo, che conduce i due su sentieri non battuti, senza via di ritorno. [sinossi]

CARACAS
di Marco D’Amore

Nel riprendere le pagine di Ermanno Rea Marco D’Amore si lascia trasportare dal furore erratico ed enigmatico di Napoli, e così il suo nuovo film non sembra somigliare quasi a nulla, e forse è un bene e forse no, ma poco conta. Resta sicuramente negli occhi questo bizzarro oggetto che respira di un tempo altro, distante e distinto dalla contemporaneità. Non privo di debolezze ma senza alcun dubbio colmo di fascino.

Giordano Fonte è uno scrittore napoletano che si aggira in una Napoli che inghiotte e terrorizza ma allo stesso tempo affascina, una città che non riconosce più dopo esservi tornato dopo molti anni. Ma non è solo. Con lui c’è Caracas, un uomo che milita nell’estrema destra e che sta per convertirsi all’Islam, alla ricerca di una verità sull’esistenza che non sa trovare. Giordano canta l’amore impossibile tra Caracas e Yasmina attraversando una città dove tutti sperano di non perdersi, di salvarsi. Tutti, anche Caracas e Giordano, sognano di poter aprire gli occhi dopo un incubo e scorgere, dopo il buio della notte, una giornata piena di luce. [sinossi]

PUCCINI E LA FANCIULLA
di Paolo Benvenuti

A quindici anni dalla presentazione veneziana e in occasione delle celebrazioni pucciniane 2024 Bloom Distribuzione riporta in sala il film che Paolo Benvenuti dedicò alla triste vicenda della giovane cameriera del grande musicista, morta suicida nel 1908. Un’occasione anche per omaggiare uno dei più raffinati e puri artisti del cinema italiano, ancora troppo poco noto perfino a intere fasce di giovani (e non) cinefili.

1908, Torre del Lago. La cameriera di casa Puccini, Doria, viene accusata dalla moglie del Maestro, Elvira, di essere l’amante di suo marito. La ragazza, incapace di sopportare l’ingiuria, si toglierà la vita. Solo una visita medica post mortem verificò la sua verginità. [sinossi]

PERSEPOLIS
di Marjane Satrapi, Vincent Paronnaud

Da lunedì torna in sala con la Cineteca di Bologna il film che traportò Marjane Satrapi dalla pagina disegnata al grande schermo. Un film d’animazione centrale per la produzione contemporanea europea, divertente e doloroso, inventivo e agghiacciante nella sua realtà. Un’ottima occasione per riscoprire sul grande schermo un lavoro prezioso, anche a diciassette anni dalla sua realizzazione.

Teheran, 1978: Marjane, otto anni, sogna di essere un profeta che salverà il mondo. Educata da genitori molto moderni e particolarmente legata a sua nonna, segue con trepidazione gli avvenimenti che porteranno alla Rivoluzione e provocheranno la caduta dello Scià. Con l’instaurazione della Repubblica islamica inizia il periodo dei “pasdaran” che controllano i comportamenti e i costumi dei cittadini. Marjane, che deve portare il velo, diventa rivoluzionaria. [sinossi]

LUPIN III – IL CASTELLO DI CAGLIOSTRO
di Hayao Miyazaki

Un pirotecnico divertissement, un giocattolo spassoso, un meccanismo ludico di certosina precisione. Torna in sala anche il primo lungometraggio diretto da Hayao Miyazaki, e la verità è che basterebbe la scena iniziale dell’inseguimento delle tre macchine per giustificare il prezzo del biglietto. Sempre da lunedì!

Lupin e il fedele Jigen hanno rintracciato la fonte delle banconote false che stanno mettendo in ginocchio l’economia mondiale: il piccolo paese di Cagliostro, governato dall’omonimo conte. Tra le mura di pietra del suo castello, il conte tiene imprigionata la bella principessa Clarissa, che conosce la chiave per un tesoro di ricchezza inimmaginabile. Lupin vuole liberare la ragazza, punire i malvagi e naturalmente prendersi il tesoro… [sinossi]

Questa settimana esce anche My Sweet Monster (2021) di Viktor Glukhushin, Maxim Volkov. Buone visioni!

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