A Sad and Beautiful World
di Cyril Aris
Primo lungometraggio di finzione per il libanese Cyril Aris, finora autore di documentari che hanno girato molto ai festival, A Sad and Beautiful World è una storia d’amore, un racconto venato di un surreale umorismo ma con una riflessione amara sulla vita in Libano, minata da catastrofi e guerre che sembra debbano ripetersi all’infinito. In concorso alle Giornate degli Autori 2025.
Amore e guerre
In un Libano segnato da conflitti, Nino e Yasmina vivono un’intensa storia d’amore lunga trent’anni. Il loro legame magnetico li porta a confrontarsi con una difficile scelta: seguire il cuore o la ragione in una terra dilaniata. [sinossi]
Le vite di Yasmina e Nino sembrano predestinate a incrociarsi, come se attratte da una forza magnetica, destinate a creare una coppia indissolubile, attraversando guerre e altre catastrofi. La coppia è protagonista di A Sad and Beautiful World, in concorso alle Giornate degli Autori di Venezia 82, sorprendente esordio alla finzione per il regista libanese Cyril Aris, finora autore riconosciuto di documentari presentati ai festival internazionali, Karlovy Vary, CPH:DOX, Rotterdam. Yasmina e Nino erano stati già uniti alla nascita, avvenuta nello stesso ospedale, a un minuto di distanza l’uno dall’altra, mentre un’esplosione mandava in subbuglio la sala parto. Quindi si ritrovano a sette anni mettendosi insieme in un gioco ai fidanzatini. Si incontrano nuovamente da adulti, incrociandosi per una serie di strampalate coincidenze e gag surreali, senza inizialmente riconoscersi. Nasce da capo una storia d’amore e ci vorrà un po’ di tempo perché i due realizzino di essere già stati insieme da bambini. Il continuo ritorno della loro coppia sembra ripercorrere, con un segno opposto, quella ricorrenza alla guerra nel martoriato paese dei cedri, terreno di conflitto perenne dei paesi limitrofi.
Yasmina e Nino hanno una diversa estrazione sociale, borghese lei e popolare lui, e svolgono lavori molto diversi. Lei è una manager e fa parte del team di un progetto governativo di rilancio economico del paese per il 2025, idea che non può che suonare ironica. Lui invece fa il cuoco in un ristorante di famiglia, dove si preparano piatti succulenti. Lui non ha i genitori, persi in una situazione molto drammatica, colpiti da un missile mentre erano tutti e tre in macchina con lui bambino, unico a uscire indenne. Cyril Aris confeziona un film carico di umorismo surreale, che potremmo avvicinare per esempio a quello di un Jaco Van Dormael, per raccontare le gioie e i dolori della vita, l’alternanza di momenti di felicità e tristezza, nascite e morti. Oltre ai genitori, Nino perde l’amato nonno di cui ricorda quando questi gli dovette spiegare, da bambino, che papà e mamma non sarebbero più tornati. La narrazione è a salti, contempla varie fasi della vita di Nino e Yasmina, la nascita, l’infanzia, l’innamoramento, la vita di coppia con figlia e la separazione, che non è la fine del loro rapporto, quando lei riesce a farsi trasferire a Dubai per fuggire da quel paese sempre in guerra, con la bambina appresso, mentre lui deve rimanere a Beirut per portare avanti la sua attività. Tra ognuna di queste fasi e l’altra delle grandi ellissi narrative. Per esempio, si passa da lei che allude al positivo test di gravidanza alla vita con la bambina piccola. La narrazione non è comunque lineare e vede il continuo rimescolamento di passato e presente. Le fasi della vita della coppia di protagonisti si accompagnano alle tormentate vicende del paese. La lunga guerra civile è in corso quando i due nascono, la loro infanzia combacia con il successivo periodo di pace, il loro mettersi insieme da adulti avviene durante la guerra civile in Siria che ha numerose ricadute in Libano, e l’ultimo capitolo del film avviene in questi ultimi anni con le crisi di confine con Israele che si intensificano con il conflitto di Gaza.
La predestinazione, sia nel bene che nel male, ma anche la sua accettazione sia per assuefazione sia in nome della vita che comunque deve andare avanti, ballando alle feste di matrimonio. Tanti elementi giocano ruoli opposti. Per esempio, i razzi che sono quelli del programma spaziale libanese portato avanti durante la guerra – sembra incredibile ma è vero, un altro elemento grottesco e paradossale – e i missili che piovono su Beirut, che sembrano fuochi d’artificio ma che causano morte. Nell’andirivieni temporale del film, Cyril Aris organizza un patchwork di immagini, inserendo il footage di scene vere di repertorio di guerra come le fotografie dei due protagonisti in varie fasi della loro giovinezza, che devono essere quelle vere degli attori. A Sad and Beautiful World è un film di bellezza e tristezza, di morte e gioia di vivere grazie a una forza interiore che accomuna il personaggio di Nino con lo sguardo del regista. Siamo lontanissimi dalla commiserazione un tanto al chilo di Nadine Labaki.
Info
A Sad and Beautiful World sul sito delle Giornate degli Autori.
- Genere: commedia, sentimentale
- Titolo originale: A Sad and Beautiful World
- Paese/Anno: Arabia Saudita, Germania, Libano, Qatar, USA | 2025
- Regia: Cyril Aris
- Sceneggiatura: Bane Fakih, Cyril Aris
- Fotografia: Joe Saade
- Montaggio: Cyril Aris, Nat Sanders
- Interpreti: Camille Salameh, Hasan Akil, Julia Kassar, Mounia Akl, Nadyn Chalhoub, Tino Karam
- Colonna sonora: Anthony Sahyoun
- Produzione: Abbout Productions, Diversity Hire, Member of ART and The Red Sea Fund, Red Sea International Film Festival Initiative, Reynard Films, Sunnyland Film Art Group
- Durata: 110'




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