Venezia 2025 – Presentazione
Venezia 2025 come oramai d’abitudine da alcuni anni svela il suo programma attraverso una conferenza stampa in streaming; l’impressione è che oramai gli scossoni non siano più previsti, e così la struttura della Mostra, giunta all’ottantaduesima edizione, appare sì solida – e infatti non mancano i grandi nomi in grado da soli di giustificare la presenza al Lido – ma anche sempre più uguale a se stessa.
A dodici mesi di distanza si torna sempre lì, com’è giusto che sia, al momento in cui Alberto Barbera – accompagnato dal Presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco e dal Responsabile dell’ufficio stampa Paolo Lughi – incontra i giornalisti per svelare il programma della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, che con Venezia 2025 tocca le ottantadue edizioni. Un rituale che riveste un ruolo di centrale importanza all’interno dell’estate cinefila, di fatto anticipando la chiusura dell’anno, e costringendo dunque un po’ tutti (appassionati, cultori della materia, addetti ai lavori) a fare i conti con lo stato della produzione cinematografica. Sotto questo punto di vista Venezia 2025 presenta una vera e propria esplosione di titoli, visto e considerato che al termine della conferenza stampa si possono contare ben novantotto opere tra lunghi e corti, serie, lavori di finzione e documentari: a questi ovviamente si devono poi aggiungere gli annunci già fatti nei giorni scorsi – Venezia Classici, concorso cortometraggi, SIC – e quelli che verranno, come il programma delle Giornate degli Autori. Com’è ovvio i bilanci si potranno davvero portare a compimento solo ed esclusivamente dopo aver visto i film presentati alla Mostra, ma a prima vista si può cogliere una prima distanza nei confronti dell’ultima edizione del Festival di Cannes: se la direzione intrapresa da Thierry Frémaux è apparsa quella di muoversi in territori diversi dal solito, provando a scombinare le carte per quel che concerne il concorso (si pensi a Oliver Laxe, a Bi Gan, e poi ancora a Chie Hayakawa, Carla Simon, Mascha Schilinski), Barbera punta sulla solidità della proposta, proponendo un concorso di nomi dal pedigree certificato oltre ogni dubbio, tra ritorni – Park Chan-wook, Jim Jarmusch, Kathryn Bigelow – e habitué della kermesse, quali Lanthimos, Ozon, Maresco, Baumbach, Rosi.
Allo stesso tempo l’ago della bilancia resta sempre pendente in direzione della metà occidentale del globo: sui già citati 98 film solo una quindicina provengono da realtà “altre”. Uno squilibrio, questo, che è l’elemento su cui oramai da anni su queste pagine puntiamo l’accento, e che in qualche misura contraddistingue più di ogni altro dettaglio le quattordici edizioni dirette da Barbera da quando ha ripreso nel 2012 in mano la Mostra. Su 21 film del concorso ben 14 battono bandiera statunitense, italiana o francese, ed è elemento questo che deve meritare una riflessione a parte (non si parla qui di nazioni produttrici, ma di identità culturale degli autori e autrici), perché il rischio è sempre quello di non allargare lo sguardo a trecentosessanta gradi, e dunque di non essere “Mostra”, come rivendicato in apertura dallo stesso Buttafuoco, ma solo “Festival”. Sempre Buttafuoco nel suo discorso introduttivo ha puntato l’accento sulla centralità politica della Mostra, e sulla necessità di spalancare gli occhi sulle atrocità del presente: si vedrà in tal senso quale sia la visione del mondo proposta da Venezia 2025, e quali spunti donerà ai suoi spettatori. E quale sia la visione del cinema: in tal senso le assenze di Abdellatif Kechiche e Radu Jude, entrambi in selezione a Locarno, sembrano già suggerire qualcosa, ma si vedrà. Per ora non si può comunque che attendere con ansia una parte dei titoli, festeggiare per la presenza di Mamoru Hosoda, Werner Herzog, Tsai Ming-liang, e sperare in alcuni dei film italiani, in particolar modo l’opera terza di Paolo Strippoli, la seconda di Laura Samani e l’esordio di Virgilio Villoresi. Segnali di futuro?
CONCORSO
Bugonia di Yorgos Lanthimos
Duse di Pietro Marcello
Elisa di Leonardo Di Costanzo
Eojjeol suga eopda | No Other Choice di Park Chan-wook
L’étranger di François Ozon
Father Mother Sister Brother di Jim Jarmusch
Un film fatto per bene di Franco Maresco
Frankenstein di Guillermo del Toro
La Grazia di Paolo Sorrentino (film d’apertura)
A House of Dynamite di Kathryn Bigelow
Jay Kelly di Noah Baumbach
Nühai | Girl di Shu Qi
Orphan di Laszlo Nemes
A pied d’oeuvre di Valérie Donzelli
Ri gua zhong tian | The Sun Rises on Us All di Cai Shangjun
Silent Friend di Ildiko Enyedi
The Smashing Machine di Benny Safdie
Sotto le nuvole di Gianfranco Rosi
The Testament of Ann Lee di Mona Fastvold
The Voice of Hind Rajab di Kaouther Ben Hania
The Wizard of the Kremlin di Olivier Assayas
ORIZZONTI
CONCORSO
Un anno di scuola di Laura Samani
Barrio triste di Stillz
Dinti de lapte | Milk Teethdi Mihai Mincan
En el camino di David Pablos
Estrany riu | Strange River di Jaume Claret Muxart
Funeral Casino Blues di Roderick Warich
Grand ciel di Akihiro Hata
Harà watan | Lost Land di Akio Fujimoto
Hiedra di Ana Cristina Barragan
Human Resource di Nawapol Thamrongrattanarit
Komedie elahi |Divine Comedy di Ali Asgari
Late Fame di Kent Jones
Mother di Teona Strugar Mitevska (Film d’apertura)
Otec | Father di Tereza Nvotova
Pin de fartie di Alejo Moguillansky
Il rapimento di Arabella di Carolina Cavalli
Rose of Nevada di Mark Jenkin
Songs of Forgotten Trees di Anuparna Roy
The Souffleur di Gaston Solnicki
VENEZIA SPOTLIGHT
A bras-le-corps di Marie-Elsa Sgualdo
Ammazzare stanca di Daniele Vicari
Un cabo suelto di Daniel Hendler
Calle Malaga di Maryam Touzani
La hija de la española di Mariana Rondon, Marité Ugas
Hijra di Shahad Ameen
Made in EU di Stephan Komandarev
Motor City di Potsy Ponciroli
FUORI CONCORSO
FICTION
After the Hunt di Luca Guadagnino
Bosluga xutbo | Sermon to the Void di Hilal Baydarov
Chien 51 di Cédric Jimenez (film di chiusura)
Dead Man’s Wire di Gus Van Sant
Hateshinaki Scarlet di Mamoru Hosoda
In the Hand of Dante di Julian Schnabel
L’isola di Andrea di Antonio Capuano
Il maestro di Andrea Di Stefano
Orfeo di Virgilio Villoresi
Den sidste viking | The Last Viking di Anders Thomas Jensen
La valle dei sorrisi di Paolo Strippoli
NON FICTION
Baba wa al-Qadhafi | My Father and Qaddafi di Jihan K
Broken English di Iain Forsyth, Jane Pollard
Cover-Up di Mark Obenhaus, Laura Poitras
I diari di Angela – Noi due cineasti. Capitolo terzo di Yervant Gianikian, Angela Ricci Lucchi
Director’s Diaries di Aleksandr Sokurov
Ferdinando Scianna – Il fotografo dell’ombra di Roberto Andò
Ghost Elephants di Werner Herzog
Hui jia | Back Home di Tsai Ming-liang
Kabul, Between Prayers di Aboozar Amini
Kim Novak’s Vertigo di Alexandre O. Philippe
Marc by Sofia di Sofia Coppola
Nuestra tierra di Lucrecia Martel
Remake di Ross McElwee
The Tale of Sylian di Tamara Kotevska
Zapiski nastoyashego prestupnika | Notes of a True Criminal di Andrij Aferov, Alexander Rodnyansky
PROIEZIONI SPECIALI
CORTI
Boomerang Atomic di Rachid Bouchareb
How to Shoot a Ghost di Charlie Kaufman
Origin di Yann Arhtus-Bertrand
SPECIALE CINEMA & MUSICA
Francesco De Gregori – Nevergreen di Stefano Pistolini
Newport and the Great Folk Dream di Robert Gordon
Nino. 18 giorni di Toni D’Angelo
Piero Pelù, rumore dentro di Francesco Fei
SERIES
Etty di Hagai Levi
Il mostro di Stefano Sollima
Portobello (episodi 1-2) di Marco Bellocchio
Un prophète di Enrico Maria Artale
VENEZIA CLASSICI DOCUMENTARI
Boorman and the Devil di David Kittredge
Elvira Notari – Oltre il silenzio di Valerio Ciriaci
Holofiction di Michal Kosakowski
Louis Malle, le révolté di Claire Duguet
Mata Hari di Joe Beshenkovsky, James A. Smith
Megadoc di Mike Figgis
Memoria de los olvidados di Javier Espada
The Ozu Diaries di Daniel Raim
Sangre del Toro di Yves Montmayeur
BIENNALE COLLEGE
Agnus dei di Massimiliano Camaiti
Chiet chea manus | Becoming Human di Polen Ly
1 Woman 1 Bra di Josh Olaoluwa
Secret of a Mountain Serpent di Nidhi Saxena

Corti in Orizzonti a Venezia 2025, il programma
Venezia Classici 2025, il programma
La Grazia di Paolo Sorrentino apre Venezia 2025