Venezia Classici 2025, il programma
È stato presentato il programma di Venezia Classici 2025, la sezione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia dedicata ai restauri in digitale di capolavori del passato più o meno recente: quest’anno a farla da padrone, tra gli altri, Almodóvar, Tsai, Carné, de Oliveira, con una menzione speciale per gli straordinari film di Bahram Beyzai e Bimal Roy, con ogni probabilità ignoti a molti degli accreditati alla Mostra – non solo tra i neofiti. Per il ruolo di presidente della giuria di studenti che sceglieranno il “miglior film restaurato” si è optato per il giovane cineasta Tommaso Santambrogio.
Come ogni anno ad aprire le danze della programmazione della Mostra ci pensano i film del passato, “restaurati” digitalmente e presentati nelle nuove fiammeggianti copie in 4K. Venezia Classici 2025, così come l’omologa sezione di Cannes, ha di fatto soppiantato le retrospettive che un tempo impazzavano al Lido, garantendo comunque – e di questo c’è poco da lamentarsi – la fruizione sul grande schermo di opere indimenticabili anche quando sovente dimenticate: sarà così ad esempio quest’anno per gli straordinari film di Bahram Beyzai e Bimal Roy, ma forse anche per un nome non più frequentato come quello di Hugo Fregonese. Per il ruolo di presidente della giuria di studenti che sceglieranno il “miglior film restaurato” si è optato per il giovane cineasta Tommaso Santambrogio, che sempre al Lido – ma nel concorso delle Giornate degli Autori, fuori dunque dalla selezione ufficiale – presentò nel 2023 Gli oceani sono i veri continenti, e che ora potrà fare sfoggio di tutta la sua cinefilia, coordinando le discussioni degli studenti di fronte alle seguenti diciotto pellicole digitalizzate:
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MATADOR
di Pedro Almodóvar (Spagna, 1986, 102’, colore)
restauro: Video Mercury Films
BASHÚ, GHARIBEH KOUCHAK (BASHU, IL PICCOLO STRANIERO)
di Bahram Beyzai (Iran, 1986, 120’, colore)
restauro: Roashana Studios con il supporto dell’Institute for the Intellectual Development of Children and Young Adults (KANOON) – presentato da mk2 Films
LE QUAI DES BRUMES (IL PORTO DELLE NEBBIE)
di Marcel Carné (Francia, 1938, 92’, B/N)
restauro: Studiocanal e la Cinémathèque française con il supporto di Centre national du Cinéma et de l’image animée e di CHANEL
3:10 TO YUMA (QUEL TRENO PER YUMA)
di Delmer Daves (USA, 1957, 92’, B/N)
restauro: Sony Pictures Entertainment
ANIKI-BÓBÓ
di Manoel de Oliveira (Portogallo, 1942, 72’, B/N)
restauro: Cinemateca Portuguesa – Museu do Cinema
ROMA ORE 11
di Giuseppe De Santis (Italia, 1952, 105’, B/N)
restauro: Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale
LO SPETTRO
di Riccardo Freda (Italia, 1963, 95’, colore)
restauro: Severin Films
MARK OF THE RENEGADE (IL MARCHIO DEL RINNEGATO)
di Hugo Fregonese (USA, 1951, 81’, colore)
restauro: Universal Pictures
KAGI (LA CHIAVE)
di Kon Ichikawa (Giappone, 1959, 107’, colore)
restauro: Kadokawa Corporation
PRZYPADEK (DESTINO CIECO)
di Krzysztof Kieślowski (Polonia, 1981, 123’, colore)
restauro: DI Factory
KAIDAN (KWAIDAN – STORIE DI FANTASMI)
di Masaki Kobayashi (Giappone, 1965, 183’, colore)
restauro: Toho
LOLITA
di Stanley Kubrick (USA, 1962, 153’, B/N)
restauro: The Criterion Collection, Warner Bros.
HOUSE OF STRANGERS (AMARO DESTINO)
di Joseph L. Mankiewicz (USA, 1949, 101’, B/N)
restauro: Walt Disney Studios, The Film Foundation
THE DELICATE DELINQUENT (IL DELINQUENTE DELICATO)
di Don McGuire (USA, 1957, 101’, B/N)
restauro: Paramount
IL MAGNIFICO CORNUTO
di Antonio Pietrangeli (Italia, Francia, 1964, 124’, B/N)
restauro: Fondazione Cineteca di Bologna in collaborazione con Compass Film
DO BIGHA ZAMIN (DUE ETTARI DI TERRA)
di Bimal Roy (India, 1953, 120’, B/N)
restauro: Film Heritage Foundation – India, The Criterion Collection
TI HO SPOSATO PER ALLEGRIA
di Luciano Salce (Italia, 1967, 102’, colore)
restauro: Cinecittà S.p.A.
AIQING WANSUI (VIVE L’AMOUR)
di Tsai Ming-liang (Taipei, 1994, 119’, colore)
restauro: Taiwan Film and Audiovisual Institute

Venezia Classici 2024, il programma