I pugni in tasca
Stupefacente lungometraggio d'esordio per Marco Bellocchio, che lo gira venticinquenne nella natia Bobbio, I pugni in tasca dimostra a distanza di oltre sessant'anni dalla sua realizzazione una potenza vitale che lascia a bocca aperta. Leggi tutto
Nichetti quantestorie
Con Nichetti quantestorie Stefano Oddi rende omaggio al regista milanese ripercorrendo la sua carriera in occasione del ritorno dietro la macchina da presa con Amiche mai: tra filmati d'archivio, interviste e depistaggi surreali l'amorevole ritratto di un autore inclassificabile. Leggi tutto
Il pianeta selvaggio
L'uscita in sala e il contemporaneo lancio della start up per l'edizione home video in 4K e blu-ray del cult sci-fi Il pianeta selvaggio, diretto da René Laloux e impreziosito dalle soluzioni grafiche e cromatiche di Roland Topor, colmano finalmente un vuoto... Leggi tutto
Dracula
Per il terzo anno consecutivo Radu Jude non manca l'appuntamento con il Festival di Locarno, e dopo il fondamentale Do Not Expect Too Much from the End of the World e il dittico composto da Sleep #2 e Eight Postcards from Utopia tocca addirittura a Dracula. Leggi tutto
4 mosche di velluto grigio
A quasi cinquantaquattro anni dalla sua realizzazione torna in sala 4 mosche di velluto grigio, il film con cui Dario Argento mette la parola fine alla cosiddetta “Trilogia degli animali”. Poterne ammirare la potenza sul grande schermo è privilegio da non farsi sfuggire. Leggi tutto
Bullet Ballet
In Bullet Ballet l'uomo-macchina è stato sconfitto dalla società, deve affrontare il suicidio, non può che perdersi in una deriva umana che per Shinya Tsukamoto è sempre anche visionaria, elegia per una collettività smarrita, abbandonata a sé. Leggi tutto
Tokyo Fist
Pugno levato al cielo per mandare in frantumi una città pulita e violenta, Tokyo Fist è il primo film di Shinya Tsukamoto a muoversi al di fuori dei recinti del fantastico. Un viaggio romantico nella deturpazione del corpo, alla ricerca di sé, e dell'amore. Leggi tutto
Tetsuo II: Body Hammer
Tetsuo II: Body Hammer segna il ritorno sul luogo del delitto per Shinya Tsukamoto a tre anni dal capolavoro d'esordio. Qui la produzione è un poco più ricca e c'è il colore ma la poetica punk e l'aggressione ai codici del linguaggio restano inalterati. Leggi tutto