Doppia indagine

Doppia indagine

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C’è un po’ di tutto in Doppia indagine, poliziesco vecchia scuola dedicato a tutti coloro che al solito frullato di sangue e piombo preferiscono un mix equilibrato di emozioni, spettacolo e qualche momento di sana comicità. In dvd con Delta Pictures e Medusa.

Nella pellicola firmata da Erik Canuel, targata 2006, che giunge in Italia direttamente per il mercato home video grazie (e in questo caso il ringraziamento è veramente dovuto) all’etichetta Delta Pictures che, in collaborazione con Medusa, ha sfornato un’interessantissima collana di titoli per gli amanti delle sensazioni forti, il mix è di quelli che non si dimenticano tanto facilmente. Al confine tra Quebec e Ontario, zona linguisticamente e politicamente franca per quanto riguarda una nazione come il Canada, viene ritrovato il cadavere di un uomo. Scatta immediata una delicata indagine che coinvolgerà due detective appartenenti rispettivamente alla polizia canadese e a quella del Quebec, fra le quali storicamente non è mai corso buon sangue, che li condurrà dritti dritti nell’ambiente sportivo dell’hockey. Martin Ward e David Bouchard, interpretati magnificamente da Colm Feore e Patrick Huard, non hanno davvero niente in comune, se non il fatto di essere entrambi poliziotti, ma con due modi completamente diversi di svolgere il proprio mestiere: rozzo e incurante delle regole il primo, meticoloso e super efficiente il secondo. Fin qui niente di nuovo sul fronte Occidentale, visto che ci troviamo per l’ennesima volta di fronte alla tradizionale coppia di investigatori alla caccia del serial killer di turno che, per un motivo e per un altro, sono costretti a lavorare insieme nonostante le enormi divergenze professionali e caratteriali. Una coppia che la cinematografia di genere ci ha proposto in mille salse, forse con qualche variante razziale (Rush Hour) e filosofica (Seven) distribuita di volta in volta per cambiare il menù del giorno, ma che in Doppia indagine diventa il motore portante della storia e non un semplice identificativo per connotare personaggi e giustificare situazioni. Al differente modo e stile di approcciarsi al mestiere di poliziotto e al tipo di indagine, questa volta corrisponde una tangibile difficoltà di comunicazione dettata dal fatto che per motivi geografici, se pur separati da pochi km di distanza, i due protagonisti parlano lingue diverse: l’inglese e il francese. Un elemento di contrasto sul quale si regge l’intero script e sul quale Canuel punta tutto quello che ha a disposizione, peccato che il gioco linguistico perda di forza e spessore nell’adattamento dialogico in italiano, cedendo quella carica drammatica e soprattutto comica sul quale si appoggia il film. Proprio per questo consigliamo vivamente la visione in lingua originale, in modo da poter gustare a pieno i dialoghi e l’ottimo lavoro del cast.

La pellicola del regista canadese ha il merito di riportare lo spettatore indietro nel tempo, che poi tanto in realtà non è, quando a spopolare sul grande schermo erano gli entertainment ibridi a stelle e strisce come la serie diretta da Richard Donner, Arma letale, con la quale Doppia indagine ha molto in comune, oltre naturalmente al tipo di coppia che anima il film (Gibson e Glover). Canuel immerge storia e personaggi in una classica cornice da buddy movie, regalando al pubblico una buona dose di azione ben diretta e coreografata, per poi metterla a disposizione di momenti di autentica commedia slapstick affidati esclusivamente alla straordinaria coppia di interpreti. Non c’è l’adrenalina degli action movie alla Michael Bay, né tantomeno il frastuono visivo di Tony Scott, ma un equilibrio narrativo che dosa alla perfezione i diversi generi presenti, che finisco con il mescolarsi armoniosamente senza sgomitare l’uno con l’altro. La regia di Canuel è sempre al servizio della storia e muta a seconda del tipo di scena e del genere al quale appartiene: sporca e veloce quando l’azione prende il sopravvento, pulita e lenta nei passaggi comici o drammatici. Da sottolineare l’uso della profondità di campo e delle sporcature stilistiche (zoom in, sfocatura ecc), oltre alla fotografia satura firmata da Bruce Chun alla Man on Fire e all’eccellente montaggio di Jean-Francois Bergeron.

Non particolarmente entusiasmanti gli Extra del DVD, che propongono alla spettatore una carrellata di trailer, tra cui proprio quello di Doppia indagine, della collana edita da Delta Pictures, al quale si và ad aggiungere una ricca galleria fotografica contenente i migliori scatti provenienti dal set. Suono e immagini di buon livello con una veste grafica molto accattivante, permettono al pubblico del piccolo schermo di godersi a pieno la visione. Per il resto, non resta che pigiare il tasto del play sul telecomando e concedersi due ore di sacrosanto cinema di genere.

Info
Il trailer originale di Doppia indagine.

  • Doppia-indagine-2006-Erik-Canuel-01.jpg
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  • Doppia-indagine-2006-Erik-Canuel-03.jpg

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