Mermaid

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La breve e impossibile storia d’amore di Mermaid, tra il romantico giovane e la bella sirena, si trasforma in un toccante apologo sull’importanza della fantasia, della libertà di pensiero.

Ripercorrendo la lunghissima filmografia di Osamu Tezuka, celeberrimo “Dio dei manga”, ci si imbatte in numerose produzioni assai distanti tra loro: cosa hanno in comune, infatti, serie come La principessa Zaffiro (Ribbon no Kishi, 1967) e I bon bon magici di Lilly (Fushigi na Melmo, 1971), lungometraggi cinematografici come Le tredici fatiche di Ercolino(Saiyuki, 1960) e Kureopatora (1970), speciali televisivi come Espresso Sottomarino (Kaitei Choutokkyuu Marine Express, 1979) e Galaxy Investigation 2100: Border Planet (1986), mediometraggi e cortometraggi sperimentali come Tales of a Street Corner (Aru Machikado no Monogatari, 1962) e Legend of the Forest (Mori no Densetsu, 1987)? Appare chiaro, ad esempio, l’abisso artistico tra il sorprendente e malinconico racconto musicale Tales of a Street Corner, scritto da Tezuka e diretto da Yusaku Sakamoto e Eiichi Yamamoto, e il mediocre Border Planet, raffazzonato lungometraggio televisivo scritto e diretto da Tezuka.

L’opera animata del maestro giapponese, a volte nelle vesti di semplice ispiratore (si veda il divertente e un po’ sconclusionato Espresso Sottomarino di Osamu Dezaki, avventura con risvolti fantascientifici che è un simpatico pretesto per mettere in scena vari eroi tezukiani), si è sviluppata lungo diverse direttrici, non sempre indirizzate verso la qualità, a volte per scelta e più spesso per necessità. Può risultare spiazzante, quindi, mettere a confronto alcune produzioni ben poco memorabili con piccoli gioielli come il corto Mermaid, realizzato nel 1964.

Tezuka, autore della sceneggiatura e direttamente coinvolto nell’animazione, costruisce un breve cortometraggio musicale, stilizzato nel tratto grafico e nella struttura narrativa, ma estremamente efficace sia dal punto di vista estetico che morale. La breve e impossibile storia d’amore tra il romantico giovane e la bella sirena si trasforma in un toccante apologo sull’importanza della fantasia, della libertà di pensiero. Attraverso semplici linee – il character design non si discosta poi molto dalla più geniale delle sintesi stilistiche, ovvero la celebre Linea di Osvaldo Cavandoli – e pochi colori, privilegiando la composizione dell’inquadratura e arricchendo il racconto di alcune felici intuizioni (ad esempio la nuvola che diventa un’ocarina), Tezuka realizza probabilmente una delle sue opere migliori, lontana anni luce da qualsiasi logica commerciale. Sarebbe molto interessante, dopo l’uscita in home video di titoli storici come AstroBoy e The Monkey (aspettiamo con ansia Le tredici fatiche di Ercolino), che anche i cortometraggi di Osamu Tezuka, territorio privilegiato per la sperimentazione estetico-narrativa, trovassero una distribuzione e, di conseguenza, una accettabile visibilità.

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INFO
La scheda di Mermaid su animenewsnetwork.com.
The Astonishing Work of Tezuka Osamu, con Mermaid e altri corti.
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