Seminole

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Nonostante un epilogo posticcio e qualche ingenuità, con Seminole Budd Boetticher traccia un ritratto sincero, persino spietato, dei sanguinari rapporti tra le popolazioni indiane e gli Stati Uniti, assetati di territori e di nuove conquiste. In dvd con Koch Media.

Amici sin dall’infanzia, Caldwell e il capo mezzosangue Osceola/John si ritrovano anni dopo a combattere su campi opposti. La loro amicizia è profonda e immutabile, ma non può impedire lo scontro che il loro nuovo ruolo e l’appartenenza a civiltà diverse impongono… [sinossi]
Budd Boetticher è uno sceneggiatore nominato al premio Oscar,
un regista di talento, un ex pugile, un torero,
un superbo cavallerizzo e un narratore.
È anche un Don Chisciotte,
che ha combattuto contro i mulini a vento e i parolai.
Robert Stack

Western ambientato in Florida nel 1835 tra indiani e avamposti militari a stelle e strisce, Seminole (1953) non è certo tra i titoli più noti della filmografia di Budd Boetticher. Il cineasta americano, amato soprattutto dalla critica transalpina (da Bazin in poi) e protagonista di una vita ai limiti dell’incredibile [1], dovrà attendere un paio d’anni per lasciare il segno con il ciclo di film interpretati da Randolph Scott – da I sette assassini (Seven Men From Now, 1955) a La valle dei mohicani (Comanche Station, 1960), passando per i più noti Il cavaliere solitario (Buchanan Rides, 1958) e L’albero della vendetta (Ride Lonesome, 1959).
Non è comunque privo di spunti di interesse questo western minore, intriso di quel pessimismo che ha contraddistinto l’opera di Boetticher. Nnonostante un epilogo posticcio – ma a Hollywood, molto spesso, intenzioni e finali non coincidono – e qualche ingenuità, Seminole traccia un ritratto sincero, persino spietato, dei sanguinari rapporti tra le popolazioni indiane e gli Stati Uniti, assetati di territori e di nuove conquiste.

Manicheo nel ritrarre i pochi personaggi in campo e lineare, quasi essenziale, nello sviluppo narrativo, Boetticher mette in scena l’impossibilità della pacifica convivenza tra due culture lontane, tra due forze sbilanciate. E se il ritratto del delirante e guerrafondaio maggiore Harlan Degan (Richard Carlson), che incarna forse meccanicamente la cecità e l’arroganza del potere, risponde alle dinamiche dei western incentrati sullo sterminio degli indiani, l’amicizia tra Lance Caldwell e Osceola/John Powell e il triangolo amoroso che coinvolge la bella e progressista Revere (Barbara Hale) spostano la pellicola verso il melodramma, enfatizzato dal technicolor, dai toni accesi della fotografia di Russell Metty. Ed è proprio l’eccesso cromatico, rimarcato dagli indumenti e dalle variopinte decorazioni dei Seminole [2], uno degli aspetti più interessanti del lungometraggio, che si giova dell’ambientazione quasi esotica delle paludi della Florida meridionale (le Everglades). Tra le paludi Boetticher mette in scena la sequenza più convincente, l’insensata missione voluta dal maggiore Degan, accecato dalla rabbia e impreparato di fronte a un territorio sconosciuto e pieno di insidie: quasi una profezia del tragico conflitto in Vietnam.
A parte il bravo Rock Hudson e un Anthony Quinn un po’ sacrificato, segnaliamo la presenza in un ruolo di secondo piano di Lee Marvin (sergente Magruder). La sua carriera decollerà presto.

La qualità audio e video del dvd di Seminole distribuito dalla Koch Media, tenendo conto dell’età e della relativa popolarità della pellicola, è più che accettabile. Le immagini sono pulite e si possono apprezzare gli enfatizzati cromatismi del technicolor. L’audio, in italiano e inglese (con opzionabili sottotitoli in italiano), è in dolby digital 2.0. Un po’ scarno il comparto degli extra, che si limita al trailer originale e a una galleria fotografica. Insomma, un’edizione basilare, interessante soprattutto per il recupero di un titolo poco noto.

Note
1. La citazione iniziale, ripresa da When in disgrace, preziosa autobiografia di Boetticher, è già una valida testimonianza della eccezionalità della vita, dei talenti e delle imprese di uno dei registi che più hanno segnato il cinema western.
2. I Seminole, che nel 1957 hanno firmato un accordo con il governo degli Stati Uniti, sono diventati proprietari della catena Hard Rock Cafe e basano la loro economia soprattutto sulla vendita di tabacco, sul gioco d’azzardo, sul turismo e sul patrimonio culturale.
Info
Il trailer originale di Seminole.
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