Giornate degli Autori 2012
Quasi quaranta tra selezione ufficiale, eventi speciali, Venice Nights, Women’s Tales e Cinema Corsaro: le Giornate degli Autori 2012, alla nona edizione come sezione collaterale della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (la prima da quando Marco Müller è migrato verso Roma: infatti fu proprio sotto l’egida dell’ex-direttore che le Giornate emisero il primo vagito), ribadiscono la loro essenza primaria, quella di cercare nuovi spiragli per il cinema d’autore italiano e internazionale.
Dopotutto lo scopo della più giovane delle sezioni lidensi è sempre lo stesso, vale a dire “creare attenzione per il cinema di qualità, senza restrizioni di sorta, con un occhio di riguardo per l´innovazione, la ricerca, l´originalità espressiva, l´indipendenza autonoma e produttiva”, come recita il manifesto programmatico: non c’è dubbio che nel corso degli anni la selezione portata a termine da Fabio Ferzetti prima e da Giorgio Gosetti in seguito (insieme ai relativi staff di collaboratori) abbia permesso di focalizzare l’attenzione su un approccio cinematografico dagli stili netti e riconoscibili, in una tensione continua se non nei confronti della sperimentazione in senso stretto – la selezione ufficiale punta solitamente su un cinema d’autore piuttosto consolidato nella sua posizione all’interno dei percorsi festivalieri internazionali – quantomeno per quel che concerne l’interazione continua e osmotica tra chi il cinema lo fa e chi ne fruisce. Anche per le Giornate degli Autori 2012 un’attenzione particolare verrà riservata agli incontri e alle proiezioni extra-Mostra (o, per meglio dire, parallele alla Mostra) che si terranno alla Casa degli Autori, struttura a sé stante che ribadisce il desiderio di indipendenza e non omologazione che anima lo spirito del programma.
Davvero preponderante la presenza del cinema italiano nei percorsi scelti da Gosetti e dal comitato di selezione per la prossima edizione: ben venti le nuove opere battenti bandiera tricolore a essere rientrate nel palinsesto definitivo – ma ancora in fieri, se è vero che dovranno essere annunciati ancora due titoli della selezione ufficiale – alle quali si aggiungono le riscoperte del passato. Già, perché la nona edizione delle Giornate si interroga sul presente e volge lo sguardo al futuro, ma non per questo dimentica ciò che ha contribuito a ispirare e a forgiare l’oggi: all’interno di Women’s Tales, bizzarro progetto al femminile – sul femminile e per il femminile – che vede protagoniste Zoe Cassavetes (The Powder Room), Lucrecia Martel (Muta), Giada Colagrande (The Woman Dress), e Massy Tadjedin (It’s Getting Late), trova spazio anche il recupero di Meshes of the Afternoon, capolavoro che Maya Deren diresse nel 1943 e che rappresenta l’apice della sperimentazione statunitense degli anni Quaranta, visionaria creatura dal latente fascino esoterico. Allo stesso modo risorge a nuova vita, per irretire gli sguardi di neofiti e delle giovani generazioni, l’ironico e geniale Le tigri di Mompracem di Ugo Gregoretti – produzione televisiva per la RAI del 1974, con protagonista Gigi Proietti – che funge da padrino della sezione Cinema Corsaro, un mondo a parte che ospita i filibustieri della Settima Arte contemporanea, pronti all’arrembaggio nei confronti di un’industria che li ha sempre volutamente celati al pubblico: trova qui collocazione Tonino De Bernardi (Iolanda, tra bimba e corsara), così come Giovanni Maderna (Carmela, salvata dai filibustieri, diretto in co-regia con Mauro Santini) ed Enrico Ghezzi, che avrà carta bianca nel portare a Lido tutto ciò che preferisce. Toccante l’omaggio al compianto Corso Salani, che in Altrove racchiude un provino sui generis a un’attrice per il film che avrebbe dovuto dirigere pochi mesi la sua improvvisa morte.
Ma con ogni probabilità tutti gli occhi degli addetti ai lavori saranno puntati sulla selezione ufficiale, dove a parte i nostrani Vincenzo Marra (Il gemello) e Stefano Mordini (Acciaio) sarà possibile rintracciare opere dalle coordinate geografiche più disparate: l’attesa è riposta, per ora, su alcuni titoli in particolare, a partire da Stories We Tell di Sarah Polley, per continuare con The Weight di Jeon Kyu-hwan, Heritage di Hiam Abbass – grande attrice palestinese, qui al suo esordio alla regia di un lungometraggio –, e Queen of Montreuil di Sólveig Anspach. Tra gli Eventi Speciali impossibile non lasciarsi attirare da Non mi avete convinto di Filippo Vendemmiati, documentario prodotto da Istituto Luce Cinecittà che punta l’occhio della videocamera su Pietro Ingrao, figura fondamentale del comunismo italiano dalla Resistenza fino ai giorni nostri. Per chi volesse concedersi una “pausa” musicale, tra i film selezionati per le Venice Nights c’è Francesco De Gregori – Finestre rotte di Stefano Pistolini.
Come sempre i conti si faranno alla fine, ma le premesse per un ulteriore tassello fondamentale da aggiungere alle otto edizioni precedenti ci sono tutte. E in un’edizione che dovrebbe contare su meno titoli rispetto al passato recente, l’overdose cinematografica proposta dalle Giornate potrebbe risultare decisiva per la definitiva consacrazione della sezione.

Bob Wilson’s Life and Death of Marina Abramovic
Venezia 2012 – Bilancio
Acciaio
Blondie
Queen of Montreuil
Pinocchio
Venezia 2012
Venezia 2012 – Presentazione