Blondie
di Jesper Ganslandt
Il ritratto domestico disfunzionale disegnato in Blondie dal talentuoso regista svedese racconta nei tradizionali tre atti l’immancabile processo di dissoluzione e disgregazione di un nucleo familiare, tema già ampliamente sviscerato nelle sue dinamiche interne ed esterne da decenni. Presentato alle Giornate degli Autori di Venezia 2012.
La festa è finita!
Tre sorelle allo sbando e in crisi si riuniscono nella loro casa d’infanzia per celebrare il compleanno della madre. Ma i festeggiamenti finiscono presto e i conflitti repressi vengono in superficie. Le vecchie ferite si riaprono, segnando la nascita di una nuova famiglia… [sinossi]
Alla terza prova dietro la macchina da presa ci si sarebbe aspettato ben altri esiti da un cineasta come Jesper Ganslandt, in particolar modo se hai alle spalle titoli come Farväl Falkenberg e Apan, ma ciò che emerge dalla visione di Blondie è purtroppo un’evidente involuzione stilistica a fronte di una maturità registica ormai acquisita. La voglia e la capacità di sperimentare sul linguaggio e la punteggiatura visiva dei primi due lavori, infatti, finisce con il cedere il passo a un approccio decisamente più classico e piatto, che non lascia spazio a guizzi tecnici degni di nota. La tecnica si tramuta in maniera e lo sguardo della macchina da presa privo di inventiva. Di conseguenza, la presenza di qualche movimento interessante come il piano sequenza d’apertura passa del tutto inosservato perché incastonato in un decoupage che nulla ha da offrire dal punto di vista registico. Ciò non significa che la classicità sia sinonimo di appiattimento, visti i tanti capolavori che affollano le filmografie internazionali, che nell’approccio classico hanno trovato il veicolo per raccontare una storia, ma nel caso del regista svedese la scelta di usufruirne appare più un compromesso produttivo o un tentativo di adattarsi al mercato che una vera e propria svolta dettata da un’esigenza creativa legata al singolo progetto.Un simile passo indietro innesca un arretramento non solo nella messa in quadro, ma anche nella scrittura. La mancanza di iniziativa tecnica è, infatti, direttamente proporzionale alla scarsa originalità narrativa, drammaturgica e soprattutto nella storia. Il ritratto domestico disfunzionale disegnato in Blondie dal talentuoso regista svedese racconta nei tradizionali tre atti l’immancabile processo di dissoluzione e disgregazione di un nucleo familiare, già ampliamente sviscerato nelle sue dinamiche interne ed esterne da decenni di Settima Arte e che ha visto in Io sono l’amore di Luca Guadagnino, uno dei più recenti esempi.
L’occasione è il ritrovo in un evento che richiama tutti i membri all’ovile, in questo caso madre e tre figlie. E come ampiamente prevedibile tale evento si tramuta atto dopo atto nell’opportunità per tutti di far riemergere dal passato la cloaca sotterrata nel tempo trascorso, facendo sì che gelosie, attriti, delusioni, bugie e falsità, tornassero finalmente a galla. Le ferite si riaprono e il non detto viene così svelato. Impossibile a questo punto continuare a far finta che nella testa di Ganslandt non circolasse l’idea di riproporre a suo modo quello che Thomas Vinterberg ha magnificamente portato sullo schermo nel 1998 con l’indimenticabile Festen, poi replicato con esiti meno incoraggianti nove anni dopo in Riunione di famiglia. Senza dimenticare la strizzatina d’occhio che spinge ancora più in là nel tempo, che costringe l’addetto ai lavori a scomodare quell’intramontabile Tutti insieme appassionatamente di Robert Wise, visto il graduale percorso di riavvicinamento delle sorelle grazie all’apporto della splendida Maria interpretata da Julie Andrews. Il collante questa volta è, invece, la figura della madre, centro di gravità non permanente che mette nelle condizioni le sue figlie, così diverse caratterialmente ma altrettanto desiderose di essere una cosa sola, di riavvicinarsi quando il distacco sembrava essere diventata la sola strada da percorrere per mantenere vivo il legame di sangue.
Info
Il trailer di Blondie.
- Genere: drammatico
- Titolo originale: Blondie
- Paese/Anno: Svezia | 2012
- Regia: Jesper Ganslandt
- Sceneggiatura: Jesper Ganslandt
- Fotografia: Linda Wassberg
- Montaggio: Anna Ivanova, Emil Stenberg, Jesper Ganslandt, Johan Bjerkner
- Interpreti: Alexandra Dahlström, Alva Springfeldt, Carolina Gynning, Christian Fiedler, Elin Viberg, Françoise Fournier, Helena af Sandeberg, Ida Therén, John Axel Eriksson, Jonathan Silén, Maria Hedborg, Marie Göranzon, Olle Sarri, Tindra Rohbrahn, Zoltan Bajkai
- Colonna sonora: Fredrik Emilson
- Produzione: Dagsljus Filmequipment, Fasad, Film i Väst, Sveriges Television (SVT)
- Durata: 88'




Monica
M (Experimental Film)
La comune
Venezia 2012
Venezia 2012 – Presentazione
Giornate degli Autori 2012
Melancholia