Sinister
di Scott Derrickson
Permane l’inquietudine, quella della morte ritratta nella sua agghiacciante normalità, una maschera di cattivo che sembra efficace e originale, un forte impatto sonoro, elementi – sopratutto il suono – che possono dare l’idea di un’operazione un po’ furba, registicamente manierata, ma quello che conta è portare a casa il risultato, e senza dubbio più di uno spettatore rimarrà scosso alla vista di Sinister
Mezzo destro, mezzo sinistro
Dopo aver ottenuto il successo grazie alla pubblicazione di un libro relativo a un fatto di cronaca nera, Ellison Oswalt è progressivamente caduto nell’anonimato. Decide quindi di trasferirsi con l’intera famiglia a King County per indagare sulla tragica impiccagione di un’intera famiglia, a eccezione della figlia più piccola, misteriosamente scomparsa. La casa comprata dallo scrittore è proprio la stessa dove è avvenuto l’efferato omicidio. Dopo aver trovato una misteriosa scatola contenente una serie di pellicole che testimoniano la tragedia e altri terribili crimini, Ellison capisce di avere tra le mani il materiale perfetto per un nuovo romanzo e comincia a investigare. Tuttavia, le sue indagini risveglieranno una divinità pagana di nome Bughuul, che entrerà nella sua vita e in quella della sua famiglia trascinando tutti in una spirale di inquietudine e terrore… [sinossi]
Dopo il successo de L’esorcismo di Emily Rose e il meno convincente Ultimatum alla Terra, appariva abbastanza chiaro che Scott Derrickson si trovasse più a suo agio con il macabro, le presenza maligne e la paura. È così tornato al genere horror con questo Sinister, operazione che parte dagli stessi produttori di Paranormal Activity e Insidious. Proprio tra questi due film citati c’è una grossa forbice nell’ambito dell’interpretazione del genere, in cui probabilmente Sinister va a inserirsi nel mezzo. Insidious di James Wan è infatti senza dubbio uno dei migliori horror degli ultimi anni, che si rifà alla classicità del genere, al contrario di Paranormal Activity, che fa parte dell’ondata mockumentary con annessa debolezza di trama e poco mordente (nonostante il successo di botteghino e i sequel). Il nuovo film di Derrickson ha anch’esso quell’ossessione della visione, del (ri)vedere, del film nel film che è tipica del mockumentary, ma allo stesso tempo riesce a trovare direzioni diverse e interessanti a livello registico. La trama non è certamente il massimo dell’originalità, visto che uno scrittore in crisi si reca in una dimora dove si sono consumati dei delitti per indagarvi e trarne un libro di successo, seppure quello che troverà andrà ben oltre la sua immaginazione. La storia dunque piuttosto tipica, anche nei suoi riferimenti al soprannaturale, ha tuttavia la particolarità di svilupparsi in modo che si potrebbe definire circolare. Sinister a conti fatti appare più come una lunga allucinazione in cui ossessivamente il protagonista, un ottimo e misurato Ethan Hawke, osserva immagini in Super 8 – le sequenze filmate degli omicidi – e solo raramente si “distrae” con la sua famiglia (che pure non sembra troppo ancorata alla realtà) e la normalità domestica.
Si può dire che i filmini amatoriali si ripetono in continuazione come una sorta di track list di un album, vista anche la preponderanza della musica e dei rumori nel film. Ogni volta poi vi si aggiunge un elemento in più che va ad arricchire un mistero che rimane tuttavia abbastanza povero di elementi. Sia in chiave noir che in chiave puramente soprannaturale (il film, almeno fino ad un certo punto, non prende chiaramente nessuna delle due strade lasciando nel dubbio lo spettatore) le novità sono poche, anche a livello iconografico passano in carrellata bambini fantasma che ricordano diversi film, tra cui senza dubbio The Grudge; tuttavia sono proprio le inquietanti immagini nella sbiadita pellicola a lasciare il segno, a impaurire e affascinare lo spettatore. Dove Paranormal Activity diventava meccanico nella ripetitività delle immagini, Sinister con una struttura non dissimile riesce invece ad essere realmente onirico, seppure probabilmente a un certo punto la suspence si blocchi e non riesca più a svolgere realmente la propria funzione. Un problema certamente legato alla suddetta povertà di trama, che sembra terminare proprio dove poteva esserci un punto d’inizio. Anche il finale un po’ sbrigativo e pervaso di un’ironia piuttosto posticcia e prevedibile, testimonia di una sceneggiatura che non sempre riesce a fare centro. Permane l’inquietudine, quella della morte ritratta nella sua agghiacciante normalità, una maschera di cattivo che sembra efficace e originale, un forte impatto sonoro, elementi – sopratutto il suono – che possono dare l’idea di un’operazione un po’ furba, registicamente manierata, ma quello che conta è portare a casa il risultato, e senza dubbio più di uno spettatore rimarrà scosso alla vista di Sinister.
Info
Il sito ufficiale di Sinister.
Sinister su facebook.
- Genere: horror, thriller
- Titolo originale: Sinister
- Paese/Anno: USA | 2012
- Regia: Scott Derrickson
- Sceneggiatura: C. Robert Cargill, Scott Derrickson
- Fotografia: Chris Norr
- Montaggio: Frédéric Thoraval
- Interpreti: Blake Mizrahi, Cameron Ocasio, Chester the Chihuahua, Clare Foley, Danielle Kotch, Ethan Haberfield, Ethan Hawke, Fred Dalton Thompson, James Ransone, Janet Zappala, Juliet Rylance, Lorraine Aceves, Michael Hall D'Addario, Nicholas King, Rachel Konstantin, Rob Riley, Tavis Smiley, Victoria Leigh, Vincent D'Onofrio
- Colonna sonora: Christopher Young
- Produzione: Alliance Films, Automatik Entertainment, Blumhouse Productions, IM Global, Possessed Pictures
- Distribuzione: Koch Media
- Durata: 110'
- Data di uscita: 14/03/2013








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