Aloft
di Claudia Llosa
La regista peruviana Claudia Llosa, già vincitrice dell’Orso d’oro nel 2009 con Il canto di Paloma, torna in concorso alla Berlinale con Aloft, un melodramma familiare intriso di misticismo.
Le vent nous portera
Quando Ivan era ancora un bambino, la madre Nana lavorava in un allevamento e si prendeva cura di lui e del fratellino Gully, debilitato da una grave malattia. Entrata in contatto con un guaritore, Nana aveva scoperto di possedere un potere taumaturgico. Un tragico giorno, un incidente divide però le strade di Ivan e della madre. Anni dopo, Ivan è diventato un falconiere, è padre, e parte alla ricerca della madre con Jannia, una giornalista che vuole incontrare Nana… [sinossi]
Claudia Llosa ha preso decisamente le distanze da Il canto di Paloma (La teta asustada), opera seconda che le aveva fruttato un Orso d’oro nel 2009 e tanta popolarità. Distanze tematiche, stilistiche, economiche e geografiche. Aloft, girato in Canada nelle praterie della provincia di Manitoba, può aggrapparsi a un cast pregevole (Jennifer Connelly, Mélanie Laurent e Cillian Murphy) [1] e a delle ambientazioni suggestive, in primis le distese ghiacciate che sembrano quasi un luogo altro, dai contorni misticheggianti.
Regista e sceneggiatrice legata alla dimensione femminile e interessata a temi religiosi e culturali (Madeinusa, Il canto di Paloma), la Llosa sembra restare impigliata nella trappola della “produzione internazionale” [1], della pellicola calibrata per un vasto pubblico, con tanto di deriva new age. A partire dalla struttura narrativa, tra incastri di flashback, rivelazioni fuori tempo massimo e snodi un po’ troppo meccanici (ad esempio, il rapporto tra Ivan e Jannia), tutto appare posticcio, forzato, come la scelta dei protagonisti, così belli, intensi e seducenti. Non è poi difficile, in fin dei conti, farsi abbindolare dai voli del falco, dai boschi, dal viaggio ai confini del mondo, dai gradevolissimi volti di Jennifer Connelly (brava e bella) e Mélanie Laurent (bella e brava), dalle non tanto motivate sequenza amorose, dallo straziante rapporto conflittuale madre-figlio. E se poi si infila nella colonna sonora anche Le vent nous portera dei Noir Désir…
Llosa cerca costantemente i volti dei propri attori, scrutandone il paesaggio emotivo, cercando connessioni con la natura circostante. Una messa in scena tecnicamente ineccepibile, ma che cerca smaccatamente di scimmiottare il cinema di Malick: Aloft è cinema indipendente à la page, patinato, è un on the road/on the snow che butta nel calderone un po’ di tutto, che punta su ariosi movimenti di macchina tra i boschi, che spera di trovare un senso negli occhi della Connelly, nello struggimento di Ivan/Murphy, nelle lacrime di Jannia/Laurent.
La vita, la morte, l’amore, i legami di sangue, la fede, la natura… Nonostante i tanti ingredienti, Aloft resta un (iper)melodramma familiare, disorientato come la Llosa tra le prateria ghiacciate del Canada occidentale. Fuori posto nel concorso della Berlinale.
Note
1. Segnaliamo anche la presenza di Oona Chaplin (Alice).
2. Aloft è prodotto con capitali statunitensi, spagnoli e francesi.
Info
Aloft sul sito della Berlinale.
Aloft sul sito della Dreamcatchers.
- Genere: drammatico
- Titolo originale: Aloft
- Paese/Anno: Canada, Francia, Spagna | 2014
- Regia: Claudia Llosa
- Sceneggiatura: Claudia Llosa
- Fotografia: Nicolas Bolduc
- Montaggio: Guillermo de la Cal
- Interpreti: Allan Wallace Dunkeld, Cam Gates, Carson Nattrass, Cillian Murphy, Erika Marxx, Ian Tracey, Jennifer Connelly, Judy Cook, Karen Tusa, Marjorie Roden, Mélanie Laurent, Nancy Drake, Oona Chaplin, Peter McRobbie, William Shimell, Winta McGrath, Zen McGrath
- Colonna sonora: Michael Brook
- Produzione: Arcadia Motion Pictures, Buffalo Gal Pictures, Gran Via Productions, Manitoba Films AIE, Noodles Production, Wanda Vision S.A.
- Durata: 112'












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