Freaks of Nature

Freaks of Nature

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Uscito lo scorso Halloween nelle sale statunitensi e previsto solo in home video per l’Italia, Freaks of Nature è una commedia horror sgangherata, ma non disprezzabile.

Mostri contro alieni

Dillford è un’amena cittadina, con una particolarità tutta sua: vi convivono umani, vampiri e zombie. L’arrivo di un’invasione aliena esacerba le diffidenze tra i tre gruppi, e fa scoppiare una guerra all’interno della società; tre adolescenti, appartenenti alle tre categorie, cercheranno in tutti modi di evitare il disastro [sinossi]

Se in The Monster Club Roy Ward Baker ipotizzava che i “mostri del cinema” vivessero tra gli umani, a volte braccati a volte braccatori, e che l’uomo di diritto facesse parte della stessa schiatta, essere arrivista e guerrafondaio qual è, in Freaks of Nature questa idea viene elevata a sistema sociale. Nella cittadina di Dillford, infatti, umani, zombi e vampiri compongono un sistema di classi, con i succhiasangue a guardare tutti dall’altro e i morti viventi trattati alla stregua di ritardati mentali e reclusi in un ghetto nella zona più degradata della città. Non che in molti ci facciano caso, anche tra i più giovani: il liceo locale dopotutto propone un calco perfetto del mondo esterno, con i rappresentanti di ogni categoria ben restii a una reale vita di comunità.
In questo contesto, che potrebbe far da sfondo a un racconto di Matheson (ma che in fase di sceneggiatura è solo accennato, senza che si scenda mai nel dettaglio: peccato), emergono tre personaggi. Tutti e tre umani, almeno all’inizio della storia. Il geniale Ned, dall’intelletto fuori dal comune ma incompreso dai genitori beoti e frustrato a scuola, sceglie di farsi masticare il piede da una coetanea zombi, diventando a sua volta ossessionato solo dalla ricerca di cervelli da mangiare; la bella ma insicura Petra, dal canto suo, è eccitata dall’idea di perdere la verginità con il fascinoso vampiro Milan, che l’ha invitata a una festa. Purtroppo le intenzioni del centenario ragazzo non riguardano l’amore, ma solo il nutrimento, e Petra si ritrova sedotta e vampirizzata. Infine c’è l’atletico Dag, che non riesce a confessare il proprio amore a Lorelei, che ne approfitta per sfruttarlo senza ritegno.

Agendo sul classico schema che ha fatto la fortuna di molti teen-movie, il regista Robbie Pickering (all’opera seconda dopo lo strappalacrime Natural Selection) e lo sceneggiatore Oren Uziel, già al lavoro su 22 Jump Street dell’affiatato duo Lord/Miller, cercano di ibridarlo con l’horror e la fantascienza, che irrompe in scena con l’arrivo di un’invasione aliena che porta all’esplosione di quel conflitto sociale sopito sotto il tappeto per chissà quanti anni.
Con la discesa su Dillford degli extraterrestri la città si trasforma in un vero e proprio campo di battaglia, tutti contro tutti per il quale non sembra previsto alcun lieto fine.
Ma una volta di più l’interesse degli autori non guarda in direzione di una satira sociale, e non vi è traccia di metafora alcuna, se non quella più spiccia e immediata; a risaltare è solo il triangolo che viene a crearsi tra i ragazzi, e che permette di trasformare Freaks of Nature in un romanzo di formazione sbilenco e accorato, in cui tutte le regole vengono rispettate in maniera ligia: Dag comprenderà che adeguarsi alla marea montante non porta reali soluzioni, e avrà anche modo di ricongiungersi all’amico d’infanzia Ned e di trovare in Petra una compagna sincera e complice.

Come commedia adolescenziale dedita al grand guignol a pochi passi dal demente Freaks of Nature inanella alcune idee ben riuscite, partire dalla carneficina fuori controllo del venerdì sera per arrivare al rifugio dei tre nella cantina dei Miller; il tocco sublime lo si ha però quando l’entità aliena prende finalmente la parola, rivolgendosi agli abitanti di Dillford con l’inconfondibile accento tedesco di Werner Herzog.
Al di là di questo, dell’innata simpatia dei tre protagonisti e della riuscita presenza in scena di alcuni camei più o meno sviluppati (Vanessa Hudgens, Joan Cusack, Mae Whitman), Freaks of Nature si ferma al concetto di un giocattolo ben congegnato ma privo di una forte identità, e in alcuni casi fin troppo superficiale. Un pop corn movie, con tutti i pregi e difetti del sottogenere, che lavora per addizione tendendo sempre di più la corda; un modo per passare una serata di completo disimpegno, e poco più. Ma a volte può bastare.

Info
Il trailer di Freaks of Nature.
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