22 Jump Street

22 Jump Street

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Sequel del film realizzato nel 2012, questo 22 Jump Street diverte parodiando i generi con la sua demenzialità spinta all’eccesso, il che conferma anche il buon affiatamento raggiunto dalla coppia protagonista e dai due registi Phil Lord & Christopher Miller.

Sotto copertura, in un college di svitati

Agli agenti Schmidt e Jenko viene affidato l’incarico di svolgere una missione sotto copertura in un college locale per indagare su un’associazione criminale all’interno di una confraternita studentesca. Quando però Jenko diviene amico di un compagno della squadra di football e Schmidt prende parte ad uno spettacolo bohémien, la loro amicizia viene messa in discussione… [sinossi]

La strana coppia torna a colpire. Dopo il sorprendente successo di 21 Jump Street, parodia poliziesca ispirata all’omonima serie televisiva in onda negli Stati uniti tra gli anni ’80 e ’90, gli improbabili agenti Greg Jenko e Morton Schmidt hanno nuovamente i volti (e la fisicità così differente) di Channing Tatum e Jonah Hill. Squadra vincente non si cambia, difatti la regia è ancora una volta di Phil Lord & Christopher Miller. Sembra che i risultati abbiano dato ragione allo scanzonatissimo team, perché 22 Jump Street è un film in cui si ride davvero tanto, anche per qualche gag incredibilmente sguaiata ma di sicuro effetto: le ragioni della parodia, del “politicamente scorretto” e di una demenzialità portata all’eccesso si intrecciano di continuo, in un film che fa del ritmo incalzante un altro punto di forza.

Certi sketch sono concepiti all’insegna dell’irriverenza pura: alla statua del Cristo coreano che nel precedente film faceva bella mostra di sé in una cappella, trasformata per l’occasione in centro operativo del distretto di 21 Jump Street, si è ora sostituito il simulacro di un Cristo vietnamita. Altrettanto kitsch e con la stessa faccia da ebete. Così come alle missioni “under cover” nelle scuole superiori si sono sostituite analoghe missioni in un college universitario, per la svitata coppia di poliziotti. Sempre confondendosi con gli altri studenti e sempre alla ricerca di cinici trafficanti di droga. Una parte consistente della riuscita di 22 Jump Street è da attribuirsi, ancora una volta, alle oculate operazioni di casting con cui è stata impostata la mini-saga: oltre a qualche scelta azzeccata per ciò che riguarda i personaggi di contorno, in primis il Capitano Dickson interpretato da Ice Cube, è proprio il “dinamico duo” (ci perdonino Batman e Robin) a funzionare. Da un lato c’è l’aspetto tarchiato, grassottello e goffo di Jonah Hill, attore dal talento comico dichiarato. Ma a duettare con lui ritroviamo Channing Tatum, dotato di una fisicità decisamente più arrembante e naturalmente portato per i ruoli “action”, che però ha dimostrato di sapersi calare con intelligenza nella dimensione parodica di determinati prodotti cinematografici. L’interazione fra i due fa quindi scintille.

Riassemblando il tutto con un montaggio forsennato, quasi alla Michael Bay, i registi Phil Lord e Chris Miller sembrano voler dare un seguito al recente passato di animatori (gli altri film da loro diretti, Piovono polpette e soprattutto The Lego Movie, ci hanno sollazzato non poco), imponendo un passo quasi cartoonistico alle imprese dei due svalvolati protagonisti e giocando amabilmente con il linguaggio cinematografico: le scene in cui si utilizza lo split screen ironizzandoci sopra sono realmente da applausi. Non meno gustosa è la carrellata di ipotetici sequel con cui si chiude il film, piccola ma divertentissima trovata meta-cinematografica che inchioda lo spettatore alla poltrona, fino allo scorrere dei titoli di coda.

Info
Il sito ufficiale di 22 Jump Street.
22 Jump Street su facebook.
Il trailer originale di 22 Jump Street.
22 Jump Street su twitter.
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