Una notte con la regina

Una notte con la regina

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Controcanto ideale al dramma di Il discorso del re, Una notte con la regina tiene un piede nella Storia ma è la versione più classica, frivola e leggera delle fiabe cinematografiche.

La favola della buonanotte

8 maggio 1945: Giornata della Vittoria in Europa. Gli Alleati accettano la resa incondizionata dell’esercito nazista e per le strade di Londra esplode la gioia della gente per la fine della lunga e gravosa guerra. Le due giovani principesse Elizabeth e Margaret Windsor, affascinate da quel brulichio di persone, riescono a strappare al Re e alla Regina il permesso di uscire, a patto che accettino la scorta di due Guardie Reali, che non lascino l’Hotel Ritz e che rientrino a Palazzo entro mezzanotte… [sinossi]

Storia e favola si corteggiano a vicenda da sempre, ma è soprattutto nel buio del cinema che tendono ad amoreggiare appassionate. Siamo ben abituati a vedere un evento storico diventare melodramma romanzato o a vedere risorgere Cenerentola in ogni luogo e in ogni epoca, tanto da poter affermare che molto dell’affezione e del culto verso le casate reali sopravvive grazie alla mitologia del passato e alle storie su re, regine, principi e principesse più che alla cronaca del presente, delle loro apparizioni pubbliche o delle posizioni politiche.
Una notte con la regina si pone in questo scenario come il controcanto frivolo e leggero di Il discorso del re di Tom Hooper. Lì il dramma personale del neo-re balbuziente nel momento di massima tensione della Gran Bretagna; qui l’esplosione del furore e delle libertà giovanili delle due reali adolescenti e dell’intero popolo britannico. Da entrambi le parti due discorsi alla nazione di Giorgio VI: quello del ’39 per dichiarare l’entrata in guerra contro il nazifascismo e quello dell’8 maggio 1945 per celebrare la vittoria e ricordare i caduti.

Sei anni di distanza fra i due momenti sono abbastanza per decretare un radicale passaggio di genere senza troppo abbandonare l’interesse del pubblico per il prodotto in costume di sartoria britannica (vedi anche Downton Abbey). E così, Una notte con la regina sfrutta il contesto della notte del V.E. Day in cui l’intero popolo britannico di ogni classe sociale si riversò impetuoso per gli alberghi e nelle strade di Londra per focalizzarsi su due festeggianti particolari. Leggenda britannica vuole che le due eredi di Giorgio VI, dopo sei anni di coprifuoco bellico, parteciparono alle celebrazioni prendendo parte a una festa all’Hotel Ritz. Dove si ferma la leggenda entra la finzione cinematografica, immaginando che le due adolescenti, colpevole la minore e più esuberante Margaret, abbiano aggirato una sorveglianza poco vigile e abbiano vissuto un’avventura incredibile dalle fontane di Trafalgar Square fino ai bordelli di Soho. Un’avventura edulcorata, ovviamente, niente che comporti eccessi orgiastici o traumi di lungo periodo. Anzi, il film di Julian Jarrold si guarda bene dal mantenersi entro i margini della fiaba disneyana mentre colora con toni pastello la fuga dalla routine di Buckingham Palace della futura Regina Elisabetta II.

Ed è proprio quest’atmosfera immacolata e intoccabile dove tutti – papponi, puttane, gangster, soldati e teste coronate – sono buoni almeno per una notte, a costruire un filtro pesante per poter realmente godere della sensazione di evasione, tanto di quella della giovane protagonista che del film come esperienza in sé. In questo non aiutano i personaggi di contorno, dalla sorellina ingenua ai due guardiani macchiettistici passando per l’aviatore bello e tormentato, ognuno a suo modo troppo marcato e troppo poco sfaccettato per strappare qualcosa di più di un timido sorriso. Ma non aiuta neanche la cornice temporale storica, che restringe il piacere della favola dal contesto reale al sottotesto dei Reali. Così che, forse più che essere una commedia leggera in costume che parla un linguaggio universale adatto a ogni pubblico, Una notte con la regina sembra rivolgersi in realtà alla schiera di indomiti appassionati di royal gossip e di collezionisti di souvenir kitsch della Corona.

Info
Il trailer di Una notte con la regina su Youtube.
La scheda di Una notte con la regina sul sito della Teodora Film, distributore del film.
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